LIBRI
L’Aquila
prima e dopo il terremoto nel volume di Goffredo Palmerini “L’Aquila nel mondo”
Testimonianze e avvenimenti da una città
che non si arrende
STOCCOLMA - L’Aquila ha 99 piazze, 99 chiese, 99 fontane. Non una in più, non una in meno. Un’entità compiuta, armonica e ordinata creata da un popolo orgoglioso e tenace. Poi la notte del 6 aprile di un anno fa la terra trema, i morti, le case distrutte.
Il caos nell’armonia. In seguito il buco nero di una ricostruzione ignorante e violenta, gli anziani costretti a vivere in alberghi, i giovani costretti ad incontrarsi non più in piazza ma in luoghi moderni ma già fatiscenti, luoghi senz’anima, new cities che hanno molto da invidiare alla old city.
Uno strazio che
segna la vita di molti ma che non riesce a cancellare l’orgoglio di una cittadinanza
antica e tenace, anzi. “L’Aquila nel mondo”, edito da One Group Edizioni, è
una raccolta di articoli dell’autore provenienti da giornali e siti internet
italiani ed esteri che si riferiscono al periodo che va da maggio
Così le biografie di abruzzesi illustri e i report sulle opere dell’associazionismo abruzzese nel mondo lasciano bruscamente il campo a corrispondenze sulla tragedia, le visite di politici e religiosi, la voglia di ricostruire. Ma la vera particolarità del volume risiede proprio nel suo respiro internazionale, nel continuo rimando alle comunità all’estero come se L’Aquila fosse il cuore pulsante e lacerato di tante comunità distanti migliaia di chilometri.
“L’Aquila nel mondo” ha un forte valore di testimonianza. E’ una raccolta che serve a noi per capire e ai nostri figli per non dimenticare, non tanto la tragedia, quanto il coraggio di una popolazione che ricostruisce, che combatte e che non molla. Goffredo Palmerini, curatore della raccolta, è lui stesso un aquilano Doc.
Impegnato da più di trent’anni nella vita culturale e politica della sua città, oltre che attivissimo tra le comunità abruzzesi all’estero, ha ottenuto, nel 2007, il Premio Internazionale Emigrazione e ha pubblicato “Oltre confine” e “Abruzzo Gran Riserva”, rispettivamente nel 2007 e nel 2008, tutti e due per le Edizioni Libreria Colacchi.
Parte del ricavato
dalla vendita del volume verrà devoluta al restauro delle pellicole danneggiate
dal sisma della prestigiosa Cineteca dell’Istituto Cinematografico dell’Aquila.
Perché L’Aquila deve e vuole essere ricostruita, non abbandonata. Perché L’Aquila
è antica e bellissima e ha 99 piazze, chiese e fontane. Le ha oggi, a poco più
di un anno di distanza dal sisma, e le avrà sempre. Non una in più, non una
in meno. (Iacobo Vanicelli-“Il Lavoratore”, settembre 2010, Svezia/