INFORM - N.176 - 23 settembre 2010


INTEGRAZIONE  

Formato da alunni italiani e di origine rom

Un laboratorio di arte rom in una scuola di Avezzano

 

AVEZZANO - “Parole come fraternità uguaglianza, accoglienza rischiano di diventare parole vuote se non trovano persone che ne comprendono il vero senso”.

Sono le parole di mons. Pietro Santoro, vescovo di Avezzano, intervenuto il 20 settembre alla presentazione dell’opera ispirata alla Madonna di Pietracquaria, patrona di Avezzano, realizzata dagli alunni del laboratorio di arte Rom “Ramerom” promosso nella scuola Media “A. Vivenza” di Avezzano, guidato dal maestro Bruno Morelli.

Al laboratorio hanno partecipato quindici alunni italiani e quindici di origine rom, residenti nella città abruzzese, e che hanno voluto dare all’opera il nome di “Madonna di tutti” per dire - come ha spiegato Morelli - che la Chiesa “accoglie tutti” come “una madre misericordiosa e affettuosa” verso i “diversi” figli suoi e per dare un “messaggio di pace”.

Il vescovo mons. Santoro ha sottolineato l’importanza di “valorizzare” le altre culture: qui, con quest’opera - ha detto - “valorizziamo la cultura Rom. Ogni persona umana ha una sua dignità e una sua cultura che noi dobbiamo valorizzare”.

Quando la scuola investe in questo - ha poi concluso mons. Santoro - “possiamo credere che il futuro potrà contare su apporti credibili di condivisione e solidarietà”.

“La mancanza di accoglienza verso chi è diverso - ha detto poi mons. Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes che ha contribuito alla realizzazione del progetto - può essere superata quando la scuola diventa laboratorio di accoglienza e dialogo per costruire la città. Non bisogna parlare di numeri, seppure importanti, quando si parla di mobilità ma occorre parlare delle persone e delle loro relazioni. La scuola può così diventare il luogo dove si costruisce la famiglia umana”. Tra gli alunni che hanno partecipato al laboratorio si è creato un clima di “familiarità” e insieme hanno portato avanti questo progetto di arte zingara, ha detto Morelli presentando l’opera collocata definitivamente nell’atrio della scuola. Una scuola dove ci sono circa 600 alunni, ha detto il dirigente scolastico Abramo Frigioni, “provenienti da 16 nazionalità diverse, con oltre 50 studenti stranieri, tutti ben integrati. Queste nostre attività, tra le altre, stanno abbassando notevolmente la dispersione scolastica: cosa non di poco conto”.

L’opera è formata da 30 formelle realizzate ognuna da un allievo e compongono il mosaico che ha al centro la figura della Madonna la quale contiene e articola le altre tavole iconiche per “mezzo dei suoi raggi di luce divina”. Ogni tavola è modellata a rilievo con la tecnica del rame sbalzato e patinato secondo i criteri dell’estetica rom. In ogni formella vi è incisa l’immagine di un simbolo della cultura marsicana.  Incastonate e articolate insieme, come pagine di un libro scritto a più mani, “raccontano” - ha spiegato Morelli - la storia del popolo dei Marsi: “riscoprendo le nostre origini nella storia e nell’identità che ci appartiene affondiamo le radici in quella terra dalla quale viene la linfa vitale che dà i suoi frutti d’amore e di civiltà. Alla presentazione erano presenti rappresentanti del mondo della scuola, delle istituzioni locali e il sindaco della città, Antonello Floris, che ha voluto sottolineare come Avezzano sia una “città dell’accoglienza”.(Migranti-press/Inform)

 

 


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