INFORM - N.176 - 23 settembre 2010


MISSIONI CATTOLICHE ITALIANE

Incontro a Roma delle Mci in Europa, su iniziativa della Fondazione Migrantes

Esperienza di servizio a fianco degli emigranti italiani

 

ROMA - Fare una verifica sul ruolo delle Missioni Cattoliche Italiane (MCI) in Europa, anche in seguito alle trasformazioni in atto nel mondo delle migrazioni. É stato lo scopo dell’incontro dei delegati e coordinatori delle Missioni Cattoliche Italiane in Europa, che si è svolto a Roma su iniziativa della Fondazione Migrantes dal 21 al 22 settembre scorso.

Le MCI - ha detto mons. Mariano Crociata, segretario generale della CEI durante l’omelia che ha aperto la seconda giornata dei lavori - rappresentano una “esperienza di servizio a fianco degli emigranti italiani in Europa in comunione tra la Chiesa di partenza e quella di arrivo”. Mons. Crociata ha sottolineato che la Chiesa italiana è vicina ai nostri connazionali che vivono all’estero. Una “vicinanza” che si concretizza attraverso le Missioni Cattoliche Italiane e che rappresentano una “esperienza di condivisione”. 

Una missione “vissuta nella gratuità”, che accompagna “il cammino e la vita concreta delle persone”. mons. Crociata ha anche pregato “per i migranti affinché trovino accoglienza in ogni parte del mondo dove arrivano” ed ha ringraziato la Fondazione Migrantes “per il servizio al mondo della mobilità”. Di fronte all’evoluzione del fenomeno migratorio, bisogna porsi con “intelligenza e passione, mantenendo vivo e coerente uno stile propriamente ecclesiale nell’ottica dell’annuncio del Vangelo, della crescita della Chiesa, dell’accompagnamento di coloro che hanno ricevuto la grazia della fede”.

L’incontro con i Delegati e coordinatori è stato “una importante opportunità per costruire il quadro delle missioni cattoliche per gli emigranti italiani in Europa e per verificare come la mobilità abbia oggi nei 27 Paesi europei percorsi nuovi: in alcune città e aree metropolitane, nelle università, nel mondo del lavoro e dell’impresa”, ha sottolineato a conclusione dei lavori mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes.

Per la Migrantes l’incontro è stato “un utile punto di partenza per far conoscere i volti e le storie della nuova mobilità italiana in Europa per costruire nuove figure di missionari e nuove strutture pastorali che rispondano alle necessità dei fedeli, in collaborazione con le chiese locali”. É stata fatta una verifica dei percorsi pastorali di formazione e ci si è fermati a considerare la necessità di valorizzare gli strumenti di comunicazione sociale e anche alcuni incontri come la prossima Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid. Le MCI, in vista di questo appuntamento, sono impegnate per coinvolgere i giovani di origine italiana nella partecipazione.

L’attenzione alle Missioni Cattoliche Italiane è “un impegno della Chiesa Italiana” che, attraverso la Fondazione Migrantes, “continua, valorizzando il ruolo della Chiesa locale da una parte, e rinnovando la conoscenza della mobilità italiana non solo all’interno del nostro Paese, ma anche verso altri Paesi e all’interno del contesto europeo e mondiale”, ha detto mons. Perego aprendo i lavori dell’incontro. Quattro milioni di italiani all’estero sono “un popolo in cammino”, che “non solo rappresenta una dimensione fondamentale della Chiesa, ma costituisce anche un valore aggiunto nel rendersi presente in ogni luogo”. La mobilità è “la qualità della Chiesa che meglio appartiene al nostro sguardo come Migrantes nel leggere la storia anche religiosa delle persone e nell’accompagnarla”. In questo senso, ha aggiunto mons. Perego, “la nostra riflessione sulle Missioni Cattoliche non può non coniugarsi con i temi della nuova evangelizzazione e della testimonianza”.

Quella sulle nostre missioni è una riflessione che “deve anche sapere coniugare, dentro la stessa Chiesa, unità e diversità delle e nelle Chiese che s’incontrano, del presbiterio che s’incontra, dei laici che s’incontrano, dei religiosi che s’incontrano”. Infatti, “nessuna componente del popolo di Dio può essere dimenticata o sottovalutata nella costruzione dell’esperienza della missione e nella relazione della missione con la Chiesa locale”. Una riflessione “realistica che sa guardare al presente, ricco di storia e di tradizioni, ma anche al futuro”, ha proseguito mons. Perego, perché “si tratta di capire come accompagnare una storia di Chiesa in missione dove la componente laicale diventa determinante” e verificare “quali possono essere le strutture pastorali più adeguate per un cammino di fede in missione”.

Nella prima giornata dei lavori è stata presentata anche l’attività dell’UCEMI (Unione Cristiana Enti per i Migranti Italiani) che vuole “potenziare la propria attività per responsabilizzare i laici a collaborare con i missionari italiani, con le chiese di arrivo e con quelle di partenza”, hanno detto il Presidente e il Vicepresidente dell’Ucemi, Adriano Degano e Luigi Papais ai delegati e coordinatori delle Missioni Cattoliche Italiane.

Tra i progetti dell’Ucemi - promossa in modo particolare dalla Fondazione Migrantes con lo scopo di aiutare i migranti italiani e la loro promozione culturale e sociale – la costituzione di un Comitato scientifico per l’approfondimento di tematiche sulle migrazioni, una maggiore collaborazione con le Regioni alle quale sono passate le competenze sul tema dell’emigrazione, e un progetto finalizzato al coinvolgimento dei giovani italiani all’estero alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù. (Migranti-press/Inform)

 

 


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