ITALIANI ALL’ESTERO
Prolungata carcerazione preventiva per
un connazionale in Serbia
Il sottosegretario Stefania Craxi risponde
ad una interrogazione in commissione Esteri della Camera
ROMA - E’ dall'ottobre 2009 che Giovanni Accroglianò, cittadino italiano residente in Serbia è stato arrestato e condotto nel carcere speciale di Belgrado per il presunto coinvolgimento in un caso di abuso d'ufficio per l'acquisto di arredi ospedalieri. Il processo, che riguarda diversi dirigenti pubblici ed esponenti politici, ha avuto inizio solo nel luglio scorso, dopo oltre 8 mesi di carcerazione preventiva durante i quali l'istanza di scarcerazione presentata reiteratamente dall'imputato, che sostiene di essere innocente, è stata sempre respinta adducendo il motivo del pericolo di fuga nonostante egli viva regolarmente in Serbia da molti anni insieme alla moglie, cittadina serba, ed a tre figli.
Il tribunale speciale di Belgrado ha interrotto il dibattimento il 5 luglio, fissando al 4 ottobre la ripresa del processo e prorogando fino a tale data la carcerazione preventiva.
All’interrogazione
presentata dal deputato Giovanni Mario Salvino Burtone del Pd ha risposto in
commissione Esteri il sottosegretario Stefania Craxi, ricordando che il sottosegretario
Mantica, in occasione della sua missione in Serbia il 28 aprile scorso, ha incontrato
i familiari del connazionale e ha confermato loro il pieno interessamento del
Governo italiano alla vicenda. L'ambasciata a Belgrado ha provveduto ad effettuare
regolari visite e all'inizio di agosto, mentre i familiari, accompagnati dal
personale della cancelleria consolare, hanno potuto incontrare l’imputato. Il
connazionale è stato visitato l'11 settembre scorso dal capo della cancelleria
consolare, a seguito di una segnalazione effettuata dal padre circa le precarie
condizioni di salute del figlio. In tale occasione, il detenuto ha di
L'ambasciata d’Italia a Belgrado ha sensibilizzato in varie occasioni le autorità serbe affinché il processo si svolga in maniera equa ed imparziale. Un passo in tal senso è stato, da ultimo, svolto dall'ambasciata con una nota verbale dello scorso 24 agosto. La famiglia è stata costantemente tenuta al corrente, dalla direzione generale per gli Italiani all'estero della Farnesina, di tutti i passi effettuati. Lo stesso ministro Frattini, lo scorso 2 settembre, ha informato il padre del connazionale della situazione e degli interventi svolti sul piano diplomatico. Il ministro ha segnalato al suo omologo serbo Jeremic, nel corso dell'incontro avuto a Roma lo scorso 14 settembre, l'attenzione con cui da parte italiana si segue il caso.
L’on. Burtone,
in sede di replica, ha ringraziato il rappresentante del Governo per la risposta
ricevuta, ma si è di