ITALIANI ALL’ESTERO
Da “
Il presidente della Camera dei deputati accolto calorosamente
alla Comunità degli Italiani di Pola dai connazionali
Gianfranco Fini alla CNI: “L’Italia vi è grata”
POLA – Soggiorno serale a Pola
e alla locale Comunità degli Italiani di Pola, ieri,
per l’onorevole Gianfranco Fini, presidente della Camera del Parlamento italiano,
accolto da una nutrita rappresentanza delle autorità locali e dai massimi esponenti
della Comunità Nazionale Italiana, ai quali si è rivolto con un lungo discorso
in cui sono stati toccati argomenti di vitale importanza per
“Sono davvero lieto e non è una forma di circostanza
di essere questa sera qui con voi, vi ringrazio per l’invito e per la bella
accoglienza”, è stato il saluto di Fini alla folta platea. “Un ringraziamento,
se possibile ancor più sincero, a nome di tutti i deputati della Repubblica
italiana, a ognuno di voi, a tutti quanti voi per essere qui stasera e per la
testimonianza quotidiana che avete dato e date a dimostrazione di quanto siano
profondi i legami che vi uniscono all’Italia, alla Madre patria, come la chiamate.
Considero un privilegio, e non è alcun merito, ma soltanto una circostanza mi
ha favorito, essere il primo presidente della Camera dei deputati che ufficialmente
visita e rende omaggio alla vostra comunità, e personalmente non vi nascondo
una certa emozione, in ragione della storia, in ragione di quel che è accaduto,
in ragione delle tante incomprensioni, in ragione dei sentimenti, in ragione
del dolore ed anche in ragione delle speranze che hanno animato nel corso del
passato tante generazioni”.
Fini ha quindi ripercorso i contenuti dei colloqui, che
ha definito “fruttuosi”, avuti nel pomeriggio a Zagabria.
I tempi sono cambiati “I tempi sono davvero cambiati.
“E certamente se il vostro Paese sta cambiando, sta cambiando
in meglio, mi preme sottolinearlo, lo si deve anche a voi. Nei miei colloqui
ho colto ancora una volta parole di apprezzamento convinto per il contributo
che
Un ruolo di primo piano “Siete oggi”, ha rilevato Fini rivolgendosi
ancora ai connazionali, “in una posizione per molti aspetti privilegiata, nella
posizione di operare come avete già fatto, quale volano per lo sviluppo dei
rapporti economici e culturali con i Paesi vicini ed in particolar modo con
l’Italia,. Soprattutto rivestite un ruolo di primo piano, e non solo qui in
Istria, nelle tante città in cui sono presenti le nostre Comunità, per la vostra
attiva partecipazione alla vita delle istituzioni, delle amministrazioni locali,
dell’economia”.
Fini ha ricordato anche le modifiche alla Legge sulla
tutela delle minoranze, con le quali è stato riconosciuto un principio di grande
rilievo, “quel cosiddetto doppio voto, che è stato la battaglia delle nostre
comunità”. “Sono risultati che voi, Radin, perseguivano
da tanti anni, e che sono giunti, io credo non a caso, proprio alla vigilia
dell’ingresso della Croazia in Europa”.
Composta fierezza “Se la lingua italiana, quella che amiamo chiamare l’italianità
sono rimaste elementi così radicati e diffusi in queste terre, e prima di tutto
in Istria, lo si deve in particolar modo alla vostra presenza, al vostro impegno
e alle vostre sofferenze. E credo che sia importante ricordare oggi che il cielo
è sereno, coloro che non hanno avuto in sorte di vivere i momenti della serenità.
Così come tante volte ho avuto modo di dire ai rappresentanti dei nostri esuli,
coloro che se ne andarono con le lacrime, coloro che se andarono con un ricordo
indelebile nel cuore, che - da galantuomo - giustizia sarà fatta, credo sia
doveroso dire la stessa cosa qui a voi, e ricordare coloro che non hanno avuto
modo di vivere il momento della riconciliazione, il momento della ritrovata
appartenenza a una medesima comunità”. “La vostra è stata certamente una storia
difficile, e di quel che avete fatto con dignità e con composta fierezza, l’Italia
vi deve essere grata. Quell’Italia che tante volte non ha capito, quell’Italia
che tante volte si è girata dall’altra parte, quell’Italia che nel passato,
nel momento in cui lo scontro ideologico era più forte, parteggiava senza partito
preso a volte senza conoscere, obnubilata da quella che era la propaganda dall’una
e dall’altra parte. Ecco l’Italia vi deve essere grata, proprio per aver difeso
un’identità. Le vostre sedi, le vostre realizzazioni, il vostro contributo all’interno
delle organizzazioni locali e della vita nelle vostre comunità sono un esempio
tangibile e concreto della vostra azione. E credo sia onesto ricordarlo. Il
risultato è stato possibile anche grazie al contributo che l’Italia ha cercato
di assicurarvi. I governi ed il Parlamento vi hanno sostenuto e continueranno
quest’opera. Un sostegno che certamente è anche finanziario, e sono contento
che sia tornato dopo la flessione dovuta alla crisi economica globale, ai livelli
precedenti. Vi assicuro pubblicamente il personale impegno affinché si passi
dal finanziamento triennale ad un finanziamento certamente duraturo con una
legge che non sarà oggetto di riconferma ogni qualvolta si faccia una legge
finanziaria”.
Il sale della democrazia All’onorevole Fini ed alla delegazione
che lo ha accompagnato saluti di benvenuto sono stati porti dal presidente della
Comunità degli Italiani di Pola, Fabrizio Radin, dal presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana,
Maurizio Tremul e dal presidente dell’UI, Furio Radin.
Tremul ha ringraziato per il sostegno della Nazione
madre ed auspicato il mantenimento e lo sviluppo della CNI per il tramite di
una nuova legge di interesse permanente, rivolta a quello che ha definito “un
nuovo umanesimo”. Da rilevare che all’incontro a Pola
hanno presenziato, tra gli altri, pure gli ambasciatori d’Italia a Zagabria,
Alessandro Pignatti Morano di Custoza e di Croazia a Roma, Tomislav
Vidošević, nonché il console generale a Fiume,
Fulvio Rustico.
Infine, nel velocissimo passaggio di Fini tra i tanti
cronisti presenti, alla domanda se volesse commentare la polemica che si è scatenata
alla notizia del suo arrivo a Pola ed in Istria, Fini
ha risposto laconicamente: “Le polemiche sono il sale della democrazia. Sa quante
polemiche ci sono in Italia!”. (Rosanna Mandossi Benčić-La Voce
del Popolo, 22 settembre/