INFORM - N.175 - 22 settembre 2010


COLLEGAMENTI FERROVIARI

Alla Camera un Convegno sulle nuove trasversali alpine Italia -Svizzera

Gli interventi del ministro Matteoli e del vice ministro Castelli. L’incontro è stato moderato dagli eletti all’estero del Pd Narducci e Micheloni. Fra i partecipanti al dibattito anche il deputato Gianni Farina (Pd)   

 

ROMA – Il convegno  “I collegamenti ferroviari Nord – Sud e le nuove Trasversali Alpine nel quadro delle politiche infrastrutturali Italia – Svizzera”, svoltosi presso la Sala Mappamondo della Camera dei Deputati,  è entrato subito nel vivo con l’intervento del presidente della Commissione Esteri della Camera Stefano Stefani che ha precisato come la soppressione dei  collegamenti notturni transfrontalieri fra Italia e Svizzera sia legata anche ad esigenze di risparmio. “E’ un dato di fatto – ha ricordato Stefani - che l’Italia è ben al di sotto della media europea per quanto riguarda la percentuale delle merci che viaggiano su rotaia. Dovremo affrontare questa situazione, senza bandire guerre di religione, ma al tempo stesso aspirando all’inversione di tendenza alla luce delle compatibilità ambientali che ormai comportano ripercussioni non più trascurabili anche sotto il profilo economico.  Guardiamo quindi con molto interesse ai nuovi assetti ferroviari transalpini – ha aggiunto Stefani - che secondo i calcoli delle autorità svizzere potrebbero dimezzare il transito annuo degli autocarri”.

Dopo l’intervento del senatore del Pdl Giampaolo Bettamio , che ha portato i saluti del presidente della Commissione Esteri del Senato Lamberto Dini ed ha sottolineato l’esigenza di rispettare gli accordi presi dall’Italia per la creazione delle infrastrutture necessarie al funzionamento del corridoio ferroviario Genova – Rotterdam, l’ambasciatore della Svizzera in Italia Bernardino Regazzoni ha spiegato come la costruzione della nuova trasversale transalpina rappresenti un progetto infrastrutturale di respiro europeo e un investimento per il futuro dell’Italia e della Svizzera.  “Non perdiamo questo treno. – ha proseguito Regazzoni dopo aver ricordato che l’ultimo diaframma della galleria est del traforo ferroviario del Gottardo verrà abbattuto il 15 ottobre prossimo - Auguro a tutti di avere lo slancio necessario per cogliere l’occasione storica di mettere in atto tutte le decisioni opportune  in vista del potenziamento della rete ferroviaria europea, per farne uno strumento all’altezza delle esigenze del XXI secolo”.

 “La trasversale transalpina – ha affermato il vice presidente della Commissione Esteri della Camera Franco Narducci -  è motivo di orgoglio anche per noi italiani. 150 anni fa quando la Svizzera avviò questo grande progetto infrastrutturale, per dotarsi di quella che è forse la migliore rete ferroviaria al mondo,  sono stati migliaia i cittadini italiani che hanno lavorato per la costruzione di queste grandi gallerie. Questo ha rafforzato lo spirito di amicizia che tradizionalmente lega l’Italia  alla Svizzera e che continuerà a dare grandi frutti. Non possiamo poi dimenticare – ha aggiunto Narducci - che oggi il territorio elvetico ospita la comunità straniera più grande d’Europa. 520.000  italiani che vivono e contribuiscono al benessere della Svizzera e dell’Italia, basta pensare al turismo di ritorno”. Narducci ha poi sottolineato come la costruzione dei nuovi corridoi ferroviari rappresenti un’opportunità di sviluppo per il sistema turistico ed economico dell’Italia ed ha auspicato il ripristino, al fine di rilanciare il turismo del fine settimana, dei treni diretti fra la Svizzera e le nostre città d’arte.

Dal canto suo il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Altero Matteoli ha evidenziato come il comune denominatore della strategia organica che caratterizza i rapporti fra Italia e Svizzera vada ricercato nella difesa della modalità ferroviaria per il trasporto di merci e passeggeri.

“Tutte gli interventi finalizzati al potenziamento della rete ferroviaria in vista del completamento del corridoi del San Gottardo – ha poi precisato Matteoli - sono all’interno del programma delle infrastrutture strategiche dell’Italia. Questo programma ha reso possibile la cantierizzazione  di opere in sette anni per un valore globale di 68 miliardi di euro. Ritengo tutto questo una testimonianza dell’impegno dell’Italia a corrispondere concretamente al rilevante sforzo compiuto dalla Svizzera per privilegiare la modalità ferroviaria”. Un impegno che, per il ministro, va incontro a quattro distinte finalità; la difesa dell’ambiente, il contenimento dei consumi energetici, la fluidificazione dei transiti e l’interoperatività delle reti. “Svizzera ed Italia – ha concluso Matteoli - con la realizzazione delle nuove infrastrutture garantiranno in modo diretto la libera circolazione delle persone e delle merci, consentendo ai mercati del  nord del centro e dell’Europa del sud di interagire funzionalmente, contribuendo in maniera significativa al progresso del continente”.

Da segnalare anche l’intervento del presidente della Commissione Trasporti della Camera Mario Valducci che ha ricordato come lo scioglimento della società Cisalpino, compartecipata dalle ferrovie italiane e svizzere, abbia evidenziato il rischio di una riduzione nell’immediato dei collegamenti ferroviari da e per la Svizzera.  Un auspicio a velocizzare la creazione delle infrastrutture in Italia, utili alla nuova trasversale alpina, è invece giunto dal presidente della Commissione Lavori Pubblici e Comunicazione del Senato Luigi Grillo che ha anche posto in evidenza l’esigenza di nuovi investimenti su Genova e su gli altri grandi porti italiani. 

 “Sinora - ha spiegato Filippo Lombardi, vice presidente della Delegazione di Vigilanza NFTA -  la Svizzera ha finanziato da sola le sue grandi opere che sono spettacolari, ma da sole non bastano. Spetta infatti ai paesi vicini il compito di realizzare e dimensionare le rampe d’accesso che conducono alle trasversali alpine e la creazione dei terminali internodali per integrare i trasporti su gomma. Occorre inoltre un cambiamento di mentalità nell’organizzazione della logistica e nella politica dei trasporti”.

Da ricordare anche gli interventi del direttore dell’Ufficio Federale dei Trasporti di Berna Peter Fuglistaler, che si è detto fiducioso sull’azione di adeguamento delle infrastrutture poste in essere dall’Italia, di Michele Mario Elia, del gruppo Ferrovie dello Stato, che ha sottolineato come il nostro paese grazie alla rete dell’alta velocità già operante stia lavorando per portare i benefici del nuovo collegamento transalpino fino alle regioni meridionali, e di Werner Wildener delle Ferrovie federali svizzere che ha parlato del forte aumento del traffico merci dalla Germania verso il territorio elvetico. Una crescita che diverrà esponenziale con l’apertura del nuovo traforo del Gottardo.

Dopo la riflessione del presidente della direzione Alp Transit Gottardo Sa, Renzo Simoni che ha evidenziato come il nuovo traforo ferroviario consentirà di ridurre a due ore e quaranta il tempo di percorrenza dei treni fra Milano e Zurigo, Marco Borradori, ministro ai Trasporti del Canton  Ticino ha ricordato gli sforzi che si stanno compiendo per spostare su rotaia i numerosi frontalieri, circa 45.000, che ogni giorno giungono nel Cantone dall’Italia con le loro auto, con evidenti conseguenze ambientali sul territorio .

 “Su questi temi, - ha affermato il senatore del Pd, eletto nella ripartizione Europa, Claudio Micheloni - al fine di consentire che le opere infrastrutturali vengano completate, dobbiamo avere una visione che guardi all’interesse del paese e non a quello delle parti politiche di appartenenza. Dobbiamo quindi aiutare il ministro Matteoli a realizzare queste opere perché, in momenti di grave crisi, i dicasteri di competenza hanno difficoltà a recepire le risorse necessarie”.

Per quanto riguarda la soppressione dei treni fra Italia e Svizzera, che ha provocato numerose proteste dei viaggiatori e certamente non favorito i flussi turistici, Micheloni ha sottolineato come questa questione non possa essere limitata ad un discorso statistico, ma sia necessario “uno sguardo della politica” che insieme alle ferrovie  consenta “di trovare un’intesa per eventuali interventi”.

Anche il deputato del Pd Gianni Farina ha evidenziato come a tutt’oggi i collegamenti fra l’Italia e la Svizzera siano insufficienti. Una situazione difficile che, per l’eletto della ripartizione Europa, non è all’altezza dei due grandi paesi. “La galleria del Gottardo – ha poi precisato Farina – più di una grande opera svizzera è una grande opera europea. Il collegamento fra i due mari del nord e del sud, tramite il corridoio Rotterdam - Genova, è un sogno che viene da lontano e si sta realizzando. Va però programmata per tempo, in vista della data del 2016, la creazione delle infrastrutture necessarie”.

“I costi della funzione sociale delle ferrovie- ha spiegato il vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Roberto Castelli  ritornando sulla questione dei treni soppressi - se li devono caricare lo stato e le regioni attraverso i contratti di servizio. Quindi se le linee non sono appetibili e sono in perdita allora è il caso che intervenga lo Stato per sostenere queste comunicazioni. L’eliminazione di questi convogli ferroviari, che è anche una sconfitta, potrebbe essere un tema di discussione, al fine di ripristinare certi servizi, del Comitato Italo – Svizzero”. Il vice ministro, dopo aver sottolineato la piena fiducia dell’esecutivo nei vertici delle ferrovie italiane, ha ribadito l’impegno del governo a garantire le capacità infrastrutturali previste da parte degli svizzeri ed ha annunciato l’avvio di uno studio per la creazione di un collegamento fluviale a fini turistici fra Locarno e Milano. (Goffredo Morgia-Inform)

 

 


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