COLLEGAMENTI
FERROVIARI
Alla Camera un Convegno sulle nuove trasversali alpine
Italia -Svizzera
Gli interventi del ministro Matteoli e del vice ministro
Castelli. L’incontro è stato moderato dagli eletti all’estero del Pd Narducci e Micheloni. Fra i partecipanti
al dibattito anche il deputato Gianni Farina (Pd)
ROMA – Il convegno “I collegamenti ferroviari Nord
– Sud e le nuove Trasversali Alpine nel quadro delle politiche infrastrutturali
Italia – Svizzera”, svoltosi presso
Dopo l’intervento del senatore del Pdl
Giampaolo Bettamio , che ha portato i saluti del presidente della Commissione
Esteri del Senato Lamberto Dini ed ha sottolineato l’esigenza di rispettare
gli accordi presi dall’Italia per la creazione delle infrastrutture necessarie
al funzionamento del corridoio ferroviario Genova – Rotterdam, l’ambasciatore
della Svizzera in Italia Bernardino Regazzoni ha spiegato come la costruzione
della nuova trasversale transalpina rappresenti un progetto infrastrutturale
di respiro europeo e un investimento per il futuro dell’Italia e della Svizzera.
“Non perdiamo questo treno. – ha proseguito Regazzoni dopo aver ricordato
che l’ultimo diaframma della galleria est del traforo ferroviario del Gottardo
verrà abbattuto il 15 ottobre prossimo - Auguro a tutti di avere lo slancio
necessario per cogliere l’occasione storica di mettere in atto tutte le decisioni
opportune in vista del potenziamento della rete ferroviaria europea, per
farne uno strumento all’altezza delle esigenze del XXI secolo”.
“La trasversale transalpina – ha affermato il vice
presidente della Commissione Esteri della Camera Franco Narducci - è motivo di orgoglio anche per noi italiani.
150 anni fa quando
Dal canto suo il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti
Altero Matteoli ha evidenziato come il comune denominatore della strategia organica
che caratterizza i rapporti fra Italia e Svizzera vada ricercato nella difesa
della modalità ferroviaria per il trasporto di merci e passeggeri.
“Tutte gli interventi finalizzati al potenziamento della
rete ferroviaria in vista del completamento del corridoi del San Gottardo –
ha poi precisato Matteoli - sono all’interno del programma delle infrastrutture
strategiche dell’Italia. Questo programma ha reso possibile la cantierizzazione
di opere in sette anni per un valore globale di 68 miliardi di euro. Ritengo
tutto questo una testimonianza dell’impegno dell’Italia a corrispondere concretamente
al rilevante sforzo compiuto dalla Svizzera per privilegiare la modalità ferroviaria”.
Un impegno che, per il ministro, va incontro a quattro distinte finalità; la
difesa dell’ambiente, il contenimento dei consumi energetici, la fluidificazione
dei transiti e l’interoperatività delle reti. “Svizzera ed Italia – ha concluso
Matteoli - con la realizzazione delle nuove infrastrutture garantiranno in modo
diretto la libera circolazione delle persone e delle merci, consentendo ai mercati
del nord del centro e dell’Europa del sud di interagire funzionalmente,
contribuendo in maniera significativa al progresso del continente”.
Da segnalare anche l’intervento del presidente della
Commissione Trasporti della Camera Mario Valducci che ha ricordato come lo scioglimento
della società Cisalpino, compartecipata dalle ferrovie italiane e svizzere,
abbia evidenziato il rischio di una riduzione nell’immediato dei collegamenti
ferroviari da e per
“Sinora - ha spiegato Filippo Lombardi, vice presidente
della Delegazione di Vigilanza NFTA -
Da ricordare anche gli interventi del direttore dell’Ufficio
Federale dei Trasporti di Berna Peter Fuglistaler,
che si è detto fiducioso sull’azione di adeguamento delle infrastrutture poste
in essere dall’Italia, di Michele Mario Elia, del gruppo Ferrovie dello Stato,
che ha sottolineato come il nostro paese grazie alla rete dell’alta velocità
già operante stia lavorando per portare i benefici del nuovo collegamento transalpino
fino alle regioni meridionali, e di Werner Wildener
delle Ferrovie federali svizzere che ha parlato del forte aumento del traffico
merci dalla Germania verso il territorio elvetico. Una crescita che diverrà
esponenziale con l’apertura del nuovo traforo del Gottardo.
Dopo la riflessione del presidente della direzione Alp Transit Gottardo Sa, Renzo Simoni che ha evidenziato come il nuovo traforo ferroviario
consentirà di ridurre a due ore e quaranta il tempo di percorrenza dei treni
fra Milano e Zurigo, Marco Borradori, ministro ai
Trasporti del Canton Ticino ha ricordato gli sforzi che si stanno compiendo
per spostare su rotaia i numerosi frontalieri, circa 45.000, che ogni giorno
giungono nel Cantone dall’Italia con le loro auto, con evidenti conseguenze
ambientali sul territorio .
“Su questi temi, - ha affermato il senatore del
Pd, eletto nella ripartizione Europa, Claudio Micheloni
- al fine di consentire che le opere infrastrutturali vengano completate, dobbiamo
avere una visione che guardi all’interesse del paese e non a quello delle parti
politiche di appartenenza. Dobbiamo quindi aiutare il ministro Matteoli a realizzare
queste opere perché, in momenti di grave crisi, i dicasteri di competenza hanno
difficoltà a recepire le risorse necessarie”.
Per quanto riguarda la soppressione dei treni fra Italia
e Svizzera, che ha provocato numerose proteste dei viaggiatori e certamente
non favorito i flussi turistici, Micheloni ha sottolineato
come questa questione non possa essere limitata ad un discorso statistico, ma
sia necessario “uno sguardo della politica” che insieme alle ferrovie consenta
“di trovare un’intesa per eventuali interventi”.
Anche il deputato del Pd Gianni Farina ha evidenziato
come a tutt’oggi i collegamenti fra l’Italia e
“I costi della funzione sociale delle ferrovie- ha spiegato
il vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Roberto Castelli ritornando
sulla questione dei treni soppressi - se li devono caricare lo stato e le regioni
attraverso i contratti di servizio. Quindi se le linee non sono appetibili e
sono in perdita allora è il caso che intervenga lo Stato per sostenere queste
comunicazioni. L’eliminazione di questi convogli ferroviari, che è anche una
sconfitta, potrebbe essere un tema di discussione, al fine di ripristinare certi
servizi, del Comitato Italo – Svizzero”. Il vice ministro, dopo aver sottolineato
la piena fiducia dell’esecutivo nei vertici delle ferrovie italiane, ha ribadito
l’impegno del governo a garantire le capacità infrastrutturali previste da parte
degli svizzeri ed ha annunciato l’avvio di uno studio per la creazione di un
collegamento fluviale a fini turistici fra Locarno e Milano. (Goffredo Morgia-