INFORM - N. 175 - 22 settembre 2010


SINDACATI

Giovanni Pollice (IG BCE) sulla strategia tedesca per il superamento della crisi economica

In un’intervista a Rainews 24, il sindacalista spiega come il modello tedesco abbia prodotto un accordo vincente tra Stato, imprese e lavoratori: “Un risultato possibile grazie ad un forte senso dello Stato, che in Italia manca”

 

HANNOVER - Giovanni Pollice, dirigente del settore migrazione/integrazione del sindacato tedesco del settore chimica ed energia IG BCE, è stato intervistato ieri da Rainews 24 a proposito del “modello tedesco” di relazioni sindacali, che ha consentito alla Germania di superare la difficile congiuntura economica determinata dalla crisi finanziaria mondiale.

Pollice ha sottolineato che è stata “l’economia di mercato sociale tedesca a risultare alla fine vincente” per il superamento della complessa congiuntura economica, segnalando “il forte spirito di collaborazione che ha permesso di trovare un accodo tra imprese, Stato e sindacati”.

Alla base del modello tedesco, “la rinuncia a salvaguardare il potere d’acquisto dei salari, purché le imprese mantenessero i posti di lavoro, rinunciando da parte loro ai licenziamenti”. Un “sacrificio temporaneo”, sottolinea Pollice, evidenziando come, con il miglioramento dei dati dell’economia tedesca, giunga ora il momento di rafforzare il potere d’acquisto dei salari. Una richiesta avanzata alle imprese tedesche e assecondata, per la prima volta, anche dal premier Angela Mekel e dal ministero del lavoro, “che normalmente non prendono parte alle contrattazioni tra le parti sociali – rileva il sindacalista italiano. L’aumento dei salari è infatti funzionale alla spinta al consumo e al sostegno del mercato interno tedesco.

Per Pollice, il riuscito accordo tra imprese e sindacati deve molto ad un “forte e diffuso senso dello Stato, che in Italia manca”. Egli ha ricordato tuttavia come le difficoltà nel trovare l’accordo non siano mancate e come “passi avanti restino da fare sul fronte dell’investimento nella ricerca”, pur rallegrandosi del clima favorevole ai sindacati oggi riscontrabile anche a livello istituzionale. “La Merkel ci ha sempre considerato interlocutori essenziali alla ripresa del quadro economico – conclude Pollice, segnalando l’importanza - largamente riconosciuta - della presenza in loco di un sindacato unitario.

Marco Revelli, docente di Scienze politiche all’Università del Piemonte, ha sottolineato la non trasferibilità del modello tedesco in Italia “dove esiste un’anomalia preoccupante riguardo ai livelli salariali, i più bassi a livello europeo, persino inferiori a quelli della Grecia”. “In questi ultimi anni – ha segnalato Revelli – una percentuale sempre più consistente dei profitti ha alimentato il settore speculativo e finanziario a discapito del livello dei salari italiani”. Una considerazione condivisa da Pollice, che bolla l’offerta di Marchionne relativa all’investimento su Pomigliano come “una proposta irricevibile in ambito tedesco”. (Inform)


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