RASSEGNA STAMPA
Da “L’Arena.it”
Verona sempre più africana. La sfida è l’integrazione
Presentato un dossier sui flussi migratori dal continente
nero realizzato con il Fondo europeo. Pittau: “La
grande maggioranza lavora e contribuisce all’erario” Melegari:
“Terza città in Veneto per studenti stranieri in classe”
VERONA - La gran parte degli stranieri provenienti dall’Africa
sono integrati e hanno un lavoro Un dossier sui flussi migratori dall'Africa
verso l'Italia, in cui si traccia una sorta di identikit del migrante africano
in Italia e in Europa.
Si chiama «Africa-Italia, scenari
migratori» il testo realizzato con il Fondo europeo per l'integrazione dei cittadini
dei Paesi terzi per iniziativa del Ministero dell'Interno, Dipartimento per
le libertà civili e l'immigrazione, presentato in sala Africa al Museo africano
della Congregazione comboniana.
Curatore del dossier statistico immigrazione Caritas-Migrantes è il professor Franco Pittau,
direttore del Centro ricerca della Caritas nazionale, il quale ha coordinato
il lavoro di 42 persone.
A presentare l'iniziativa il direttore del Cestim Carlo Melegari, il quale
ha ricordato che nel territorio di Verona, su circa centomila immigrati stranieri,
27.113 (pari al 28,15 della popolazione immigrata residente nel Veronese) sono
africani.
All'incontro hanno partecipato , oltre al professor Pittau, il prefetto Perla Stancari,
il direttore di Nigrizia Franco Moretti, il direttore
della Caritas diocesana Giuliano Ceschi, don Giuseppe
Mirandola del Centro per
Il prefetto Stancari ha sottolineato
come Verona si qualifichi come un territorio di grande attività sotto il profilo
delle associazioni di volontariato e un esempio a livello nazionale di buona
integrazione degli immigrati. Nella scuola, ha ricordato il prefetto, «Verona
è al terzo posto nel Veneto per numero di studenti stranieri in classe».
Lo stesso Melegari, parlando
di crescente capacità d'integrazione da parte degli stranieri regolarizzati,
ha ricordato che quest'anno sono stati ben 461 studenti stranieri delle scuole
secondarie superiori ad essere annoverati nelle «pagelle d'oro», cioè nella
fascia dei più meritevoli.
Il professor Pittau ha ribadito
che «l'immigrazione sarà uno degli aspetti più importanti dell'Italia del futuro»
facendo riferimento alla proiezione demografica dell'Istat secondo la quale
nel 2050 un terzo della popolazione italiana avrà più di 65 anni, e sarà quindi
fuori dal mercato del lavoro, dove, invece saranno più protagonisti gli immigrati
e i loro figli, «per cui saranno gli stranieri a salvare il welfare in Italia».
Un ragionamento per far piazza pulita di certe «paure» che vedono nello straniero
un nemico se non un «delinquente». «In realtà la stragrande maggioranza degli
immigrati lavora e contribuisce all'erario», ha sottolineato Pittau,
ricordando che in Italia i minori figli di stranieri sono 200.000, «bambini
che vanno regolarmente a scuola, parlano l'italiano e frequenteranno l'università».
Dall'Africa verso l'Europa si stima una migrazione di
cinque milioni di persone, di cui uno in Italia, soprattutto in Veneto, Lombardia
ed Emilia Romagna, con attività lavorative prevalenti nell'industria e nel commercio.
«Molti di loro hanno avviato piccole e medie imprese e danno a loro volta lavoro
a circa mezzo milione di persone», ha ricordato il professor Pittau sottolineando la necessità di guardare all'immigrazione
con uno sguardo più realistico. (L’Arena.it, 20 settembre
2010)