ITALIANI ALL’ESTERO
Intervista a margine del convegno sulle nuove trasversali alpine Italia-Svizzera
Claudio Micheloni (Pd) su corridoio
ferroviario Genova–Rotterdam e rappresentanza degli
italiani nel mondo
“Credo ci sia la volontà, da parte della maggioranza
e dell’opposizione, di migliorare da subito il migliorabile del voto all’estero”
ROMA- Per fronteggiare il crescente traffico merci
Quali sono gli obiettivi di questo convegno che ha contribuito
a promuovere. Se la sente di trarre un primo bilancio dell’incontro?
Abbiamo organizzato questo convegno, insieme all’onorevole
Narducci, per far conoscere alla politica italiana
l’importanza di quello che sta realizzando
In ogni caso sono abbastanza soddisfatto dell’andamento
del convegno che ha visto la presenza anche di numerosi colleghi del senato.
Lei fa parte del Comitato ristretto che ha lavorato alla
riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero. Ci può fare
il punto sull’iter parlamentare di questo provvedimento così importante
per i nostri connazionali?
Prima della pausa estiva alla Commissione Esteri
del Senato stavamo votando gli emendamenti alla riforma dei Comites
e del Cgie. Riprenderemo il nostro lavoro appena avremo
ricevuto il parere vincolante della Commissione Bilancio, anche perché questa
proposta di legge, contrariamente a quanto pensano coloro che non la condividono,
non è stata fatta per risparmiare, ma per migliorare i poteri e le funzioni
dei Comites e del Cgie.
Se la settimana prossima riceveremo questo parere ci rimetteremo al lavoro in
modo da redigere a breve un testo da passare all’esame della Camera. Voglio
inoltre ricordare che prima della sospensione estiva dei lavori abbiamo avuto
un’audizione, come Comitato ristretto della Commissione Esteri, con il Comitato
di Presidenza del Cgie. Alla ripresa dell’esame in
Commissione tenteremo di riprendere una parte delle osservazioni fatte dal Cgie.Vi
sarà quindi anche un dibattito politico preliminare alla votazione degli emendamenti.
Quali sono invece le prospettive per la riforma del voto
all’estero che dovrebbe approdare nelle prossime settimane alla Commissione
Affari Costituzionali del Senato?
Per quanto riguarda la riforma della legge sul voto all’estero
abbiamo già iniziato a parlarne in modo informare sia con il sottosegretario
Mantica, sia con il presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato
Vizzini che dovrà incardinare tutti i disegni di legge di modifica del suffragio
dei nostri connazionali che sono stati presentati.
Oggi nessuno sa cosa succederà con la legislatura, magari
giunge al suo termine naturale, però dobbiamo prendere atto che nella situazione
attuale vi sono rischi reali di elezioni anticipate. Le discussioni che stiamo
portando avanti in maniera informale, prima di incardinare il lavoro alla Commissione
competente, si propongono quindi di prendere da questi disegni di legge le modifiche
che non hanno bisogno di tempo di applicazione, cioè che possono entrare in
vigore immediatamente per migliorare l’espressione, la qualità e la sicurezza
del voto all’estero. C’è un punto, che io ritengo fondamentale ed accomuna molti
disegni di legge, e cioè la creazione dell’elenco degli elettori all’estero
presso i consolati. Ma per far entrare in forza una decisione del genere c’è
bisogno di almeno un anno e questo non si può realizzare in questa fase. Ci
sono invece molti altri punti della riforma che potremo affrontare e credo che
ci sia una volontà generale, da parte della maggioranza e dell’opposizione,
di migliorare da subito il migliorabile.(Goffredo Morgia
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