INFORM - N.174 - 21 settembre 2010


ITALIANI ALL’ESTERO 

Intervista a margine del convegno sulle nuove trasversali alpine Italia-Svizzera

Claudio Micheloni (Pd) su corridoio ferroviario Genova–Rotterdam e rappresentanza degli italiani nel mondo

“Credo ci sia la volontà, da parte della maggioranza e dell’opposizione, di migliorare da subito il migliorabile del voto all’estero”

 

ROMA- Per fronteggiare il crescente traffico merci la Svizzera ha deciso di costruire due nuove linee ferroviarie transalpine. L’asse Lötschberg – Sempione, aperto nel 2007, e quello del Gottardo, con una galleria lunga 57 chilometri, i cui lavori dovrebbero essere conclusi nel 2017. Una rivoluzione infrastrutturale che consentirà di abbreviare i tempi di percorrenza dei treni,  e quindi di aumentare anche la quantità delle merci e dei passeggeri trasportate, da e per l’Italia. Al fine di sensibilizzare il mondo della politica italiana sulla necessità di approntare per tempo le infrastrutture necessarie a supportare i positivi sviluppi economici e turistici derivanti da questo salto di qualità della mobilità fra i due paesi, si è svolto alla Sala Mappamondo della Camera il convegno sul tema “I collegamenti ferroviari Nord – Sud e le Nuove Trasversali Alpine nel quadro delle politiche infrastrutturali Italia – Svizzera”. Un incontro patrocinato dalla presidenza della Camera  e del Senato. Per approfondire le finalità del convegno e per fare il punto su alcuni provvedimenti all’esame del Senato che interessano da vicino le nostre comunità nel mondo, abbiamo rivolto qualche domanda ad uno dei promotori della conferenza, il senatore del Pd, eletto nella ripartizione Europa, Claudio Micheloni. 

Quali sono gli obiettivi di questo convegno che ha contribuito  a promuovere. Se la sente di trarre un primo bilancio dell’incontro?

Abbiamo organizzato questo convegno, insieme all’onorevole Narducci, per far conoscere alla politica italiana l’importanza di quello che sta realizzando la Svizzera che sta pagando da sola il prezzo del corridoio ferroviario 24 Genova – Rotterdam. Però devo riconoscere che gli interventi nell’ambito del convegno del ministro alle Infrastrutture e Trasporti Mattioli e del vice ministro Castelli ci hanno un po’ rassicurati sul recepimento del fatto che occorrono investimenti per accogliere quello che arriverà dal nord. Bisogna infatti rendersi conto di cosa voglia dire aumentare di 200 treni al giorno la capacità del Gottardo, in pratica un’enorme opportunità per l’economia e il turismo italiano. Quindi noi vogliamo sensibilizzare i colleghi parlamentari in modo da sostenere su queste scelte, in questo momento di crisi, i ministri di competenza,  indipendentemente dai colori politici e nell’esclusivo interesse del paese.

In ogni caso sono abbastanza soddisfatto dell’andamento del convegno che ha visto la presenza anche di numerosi colleghi del senato.

Lei fa parte del Comitato ristretto che ha lavorato alla riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero. Ci può fare il punto  sull’iter parlamentare di questo provvedimento così importante per i nostri connazionali?

Prima  della pausa estiva alla Commissione Esteri del Senato stavamo votando gli emendamenti alla riforma dei Comites e del Cgie. Riprenderemo il nostro lavoro appena avremo ricevuto il parere vincolante della Commissione Bilancio, anche perché questa proposta di legge, contrariamente a quanto pensano coloro che non la condividono, non è stata fatta per risparmiare, ma per migliorare i poteri e le funzioni dei Comites e del Cgie. Se la settimana prossima riceveremo questo parere ci rimetteremo al lavoro in modo da redigere a breve un testo da  passare all’esame della Camera. Voglio inoltre ricordare che prima della sospensione estiva dei lavori abbiamo avuto un’audizione, come Comitato ristretto della Commissione Esteri, con il Comitato di Presidenza del Cgie. Alla ripresa dell’esame in Commissione tenteremo di riprendere una parte delle osservazioni fatte dal Cgie.Vi sarà quindi anche un dibattito politico preliminare alla votazione degli emendamenti.

Quali sono invece le prospettive per la riforma del voto all’estero che dovrebbe approdare nelle prossime settimane alla Commissione Affari Costituzionali del Senato? 

Per quanto riguarda la riforma della legge sul voto all’estero abbiamo già iniziato a parlarne in modo informare sia con il sottosegretario Mantica, sia con il presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato Vizzini che dovrà incardinare tutti i disegni di legge di modifica del suffragio dei nostri connazionali che sono stati presentati.

Oggi nessuno sa cosa succederà con la legislatura, magari giunge al suo termine naturale, però dobbiamo prendere atto che nella situazione attuale vi sono rischi reali di elezioni anticipate. Le discussioni che stiamo portando avanti in maniera informale, prima di incardinare il lavoro alla Commissione competente, si propongono quindi di prendere da questi disegni di legge le modifiche che non hanno bisogno di tempo di applicazione, cioè che possono entrare in vigore immediatamente per migliorare l’espressione, la qualità e la sicurezza del voto all’estero. C’è un punto, che io ritengo fondamentale ed accomuna molti disegni di legge, e cioè la creazione dell’elenco degli elettori all’estero presso i consolati. Ma per far entrare in forza una decisione del genere c’è bisogno di almeno un anno e questo non si può realizzare in questa fase. Ci sono invece molti altri punti della riforma che potremo affrontare e credo che ci sia una volontà generale, da parte della maggioranza e dell’opposizione, di migliorare da subito il migliorabile.(Goffredo Morgia – Inform)

 


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