INFORM - N.174 - 21 settembre 2010


ITALIA-CROAZIA

Visita in Croazia del presidente della Camera

Fini: “Diritti per le minoranze, esempio per il resto dei Balcani”. Bebic: “Sentenza della Corte apre porta per restituzione dei beni a esuli italiani”

Fini incontra a Pola la comunità italiana

 

ROMA – “Il quadro dei diritti a difesa delle minoranze è un esempio per il resto dei Balcani”. Lo ha detto il presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini oggi in visita ufficiale in Croazia. In conferenza stampa al termine dell’incontro con il presidente del Sabor (Parlamento croato) Luka Bebic, Gianfranco Fini ha ricordato come il Sabor abbia deciso di “garantire alle minoranze la possibilità di esprimere un doppio voto”, cioè la possibilità di esprimersi, in occasione del voto politico, oltre che per i normali candidati anche per quelli che concorrono al seggio riconosciuto alla minoranza. “E’ stata introdotta  una sorta di discriminazione positiva - ha detto Fini - un ottimo esempio per i Paesi dell'area balcanica che hanno aperta la questione della pacifica convivenza dei gruppi etnolinguistici diversi”. “La tutela delle minoranze è una questione politico-culturale ancor più importante visto la società multietnica i cui viviamo” ha aggiunto Fini sottolineando che “l’Italia è impegnata per fare sì che la riforma approvata dal Sabor sia presa in considerazione nel processo di adesione della Croazia all'Unione europea”.

Dal canto suo Luka Bebic ha assicurato che “la sentenza della Corte Suprema di Zagabria apre la porta per la restituzione dei beni confiscati agli esuli italiani che hanno fatto richiesta”e rimarcato che la sentenza “elimina ogni discriminazione sulla base della nazionalità”.

Il presidente della Camera Fini al termine dell’incontro ha anche sottolineato che la storia “difficile, dolorosa e tragica che in passato ha segnato i rapporti tra il popolo italiano e quello croato” potrà essere definitivamente sanata con l’ingresso della Croazia in Ue. “L’appartenenza della Croazia all'Unione europea sarà il migliore antidoto per evitare che incomprensioni e odi si ripetano e sarà un balsamo per sanare le ferite”, ha detto il presidente della Camera.

Oggi nel tardo pomeriggio a Pola l’incontro di Fini con la comunità italiana a Pola. Fini è il primo presidente della Camera dei deputati a far visita ai connazionali nella città istriana, dopo l'occupazione della Iugoslavia, alla fine della Seconda guerra mondiale. Il presidente Fini ha accettato “con entusiasmo” l'invito del deputato della minoranza italiana al Parlamento croato, Furio Radin, durante l'incontro del 21 luglio scorso a Roma.

“Noi italiani dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia siamo felici di ospitare per la prima volta, nella nostra comunità di Pola, il presidente della Camera – ha dichiarato Radin alla stampa prima dell’incontro  - Abbiamo bisogno di questi gesti simbolici. Il nostro Paese dovrebbe capire fino in fondo che, se in questi territori si parla ancora italiano, se è sopravvissuta la nostra cultura e la nostra storia, è perché siamo rimasti qui, a casa nostra, nonostante tutto, dopo la fine della guerra. La nostra realtà è importantissima per Roma, perché rappresentiamo un ponte con questa Regione, dove l’Italia storicamente coltiva interessi politici ed economici assolutamente strategici”. (Inform)

 


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