INTERVENTI
Ermanno Filosa (Pdl): “Gli italiani nel
mondo non possono essere trattati come semplici spettatori della partita politica
che si sta svolgendo in Italia”
SANTO DOMINGO - Il caso del senatore Nicola Di Girolamo, ed altre amare e sorprendenti vicende legate agli italiani all'estero, non possono relegare la “questione italiani nel mondo” ai piani bassi della politica, perché è da miopi non comprendere comunque il grandissimo valore strategico della presenza nei cinque continenti degli italiani. Italiani nel mondo che promuovono in ogni momento l'Italia a livello internazionale, connazionali che investono e lavorano nei loro paesi di residenza; non nei consolati italiani, non nelle ambasciate, che probabilmente sono più che altro, a mio giudizio personale, strutture burocratiche a volte vessatorie e prive di utilità pratica; talvolta una vera dannazione per l'esistenza degli italiani all'estero.
In questa nostra epoca di comunicazione globale, la vita digitale dovrà prima o poi coinvolgere gli interessi e l'esistenza degli italiani nel mondo, a prescindere da strutture burocratiche periferiche. La comunicazione globale implica nuove forme di potenza informativa. Le rappresentanze diplomatiche con cavallo e piuma sul cappello sono immagine di un tempo passato e antidemocratico. Oggi i capi di Stato si parlano direttamente, i Governi si incontrano. È necessario rivedere il ruolo della rappresentanza all'estero di una “missione di Stato”. E’ mai possibile che la rappresentanza diplomatico–consolare si riduca a una sorta di “cavalier servente” di sogni governativi e di pretese caritatevoli di una comunità italiana che comunque sa già guardare al di là del muro?
La democrazia vive tra gli italiani nel mondo? Il "governo del popolo", sarebbe possibile in una comunità di grandi proporzioni come quella degli italiani all'estero? Conosciamo la risposta: l’unica democrazia possibile è quella rappresentativa. Chi ha provato ad inventarne qualcun'altra ha sempre fallito.
Si mantenga quindi il voto per gli italiani all'estero, e venga avviata una vera riforma dei Comites, rendendoli indipendenti dalle strutture diplomatiche-consolari, rendendoli veri ambasciatori del Sistema Italia.
Sono deluso. Ho letto molte proposte per la riforma dei Comites. Mi sembra che a Roma stiano preparando un the caldo per dare conforto al malato grave; non riesco a comprendere perché un partito come il Pdl, che ha la voglia di cambiare l`Italia, non organizzi un convegno internazionale sul tema “Riforma Comites”, invitando tutti gli addetti ai lavori presenti nei vari Comites del mondo e che fanno comunque riferimento al centro destra.
A Roma ci sembra che la questione italiani nel mondo si trovi nella cantina dei palazzi della politica, in locali bui, dove non si accende nemmeno un cerino perché manca l'ossigeno. Che peccato. (Ermanno Filosa*-Inform)
* Coordinatore Pdl Repubblica Dominicana e Caraibi