INFORM - N.172 - 17 settembre 2010


RICONOSCIMENTI

Cerimonia in Consiglio regionale

Dalla Toscana, Gonfalone d’argento a José Blanco

Già docente d’Italiano all’Università statale del Cile, Blanco insegna attualmente Filosofia della Cultura all’Università Santo Tomàs di Santiago

 

FIRENZE - “Il Gonfalone di oggi assume un significato particolare, perché dimostra quanto la cultura e l’accoglienza della Toscana siano apprezzate nel mondo intero”. Lo ha detto il vicepresidente dell’Assemblea Roberto Benedetti, consegnando il Gonfalone d’argento a José Blanco. Il professore, già docente d’Italiano presso l’Università statale del Cile, attualmente insegna Filosofia della Cultura all’Università Santo Tomàs di Santiago del Cile.

“L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, con questo riconoscimento che è il primo assegnato in questa Legislatura, vuole rendergli onore per aver diffuso la lingua, la letteratura e la cultura italiana – e toscana quindi – in America Latina”, ha spiegato il vicepresidente del Consiglio regionale.

 “Nel 2003 il professor Blanco è stato anche insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica italiana, per aver divulgato la lingua e la cultura italiana in Cile – ha continuato Roberto Benedetti - Ed in questo solco, nel ringraziamento per l’alto servigio alla Comunità, si inserisce il riconoscimento che questo Consiglio ha voluto tributargli e che io ho l’onore di consegnargli personalmente”. Come recita la motivazione: “Con il conferimento del Gonfalone d’argento, il Consiglio regionale intende esprimere al professore Josè Blanco la riconoscenza per aver portato nella sua terra, ed illustrato con finezza, il messaggio universale dei grandi poeti, degli scrittori e degli artisti toscani che hanno dato un contributo determinante alla formazione di una cultura unitaria e di una lingua unificante le genti della penisola italiana”.

Presenti alla cerimonia i membri dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale Daniela Lastri e Mauro Romanelli. Nel pubblico tanti amici toscani del premiato: “Grazie a tutti di essere venuti, riconosco molte facce care – ha esordito José Blanco – tanti amici veri per la vita, legati dalla toscanità”. “Toscani non si nasce ma si diventa – ha continuato il professore – io sono cileno figlio di cileni, ma sono assolutamente toscano, perché sono diventato una cosa sola con la comunità, il suo territorio, i suoi paesaggi, i suoi poeti e vati, fino a conquistarne l’inflessione dialettale; grazie alla Toscana per questo abbraccio forte”, ha concluso José Blanco: “Io non ho dimenticato Firenze, ma anche Firenze non ha dimenticato me”. (ps/Inform)

 

 


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