RICONOSCIMENTI
Cerimonia in Consiglio regionale
Dalla Toscana, Gonfalone d’argento a José Blanco
Già docente d’Italiano all’Università statale del Cile,
Blanco insegna attualmente Filosofia della Cultura
all’Università Santo Tomàs di Santiago
FIRENZE - “Il Gonfalone di oggi assume un significato
particolare, perché dimostra quanto la cultura e l’accoglienza della Toscana
siano apprezzate nel mondo intero”. Lo ha detto il vicepresidente dell’Assemblea
Roberto Benedetti, consegnando il Gonfalone d’argento a José Blanco. Il professore, già docente d’Italiano presso l’Università
statale del Cile, attualmente insegna Filosofia della Cultura all’Università
Santo Tomàs di Santiago del Cile.
“L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, con
questo riconoscimento che è il primo assegnato in questa Legislatura, vuole
rendergli onore per aver diffuso la lingua, la letteratura e la cultura italiana
– e toscana quindi – in America Latina”, ha spiegato il vicepresidente del Consiglio
regionale.
“Nel 2003 il professor Blanco
è stato anche insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica italiana, per
aver divulgato la lingua e la cultura italiana in Cile – ha continuato Roberto
Benedetti - Ed in questo solco, nel ringraziamento per l’alto servigio alla
Comunità, si inserisce il riconoscimento che questo Consiglio ha voluto tributargli
e che io ho l’onore di consegnargli personalmente”. Come recita la motivazione:
“Con il conferimento del Gonfalone d’argento, il Consiglio regionale intende
esprimere al professore Josè Blanco la riconoscenza
per aver portato nella sua terra, ed illustrato con finezza, il messaggio universale
dei grandi poeti, degli scrittori e degli artisti toscani che hanno dato un
contributo determinante alla formazione di una cultura unitaria e di una lingua
unificante le genti della penisola italiana”.
Presenti alla cerimonia i membri dell’Ufficio di Presidenza
del Consiglio regionale Daniela Lastri e Mauro Romanelli.
Nel pubblico tanti amici toscani del premiato: “Grazie a tutti di essere venuti,
riconosco molte facce care – ha esordito José Blanco
– tanti amici veri per la vita, legati dalla toscanità”. “Toscani non si nasce
ma si diventa – ha continuato il professore – io sono cileno figlio di cileni,
ma sono assolutamente toscano, perché sono diventato una cosa sola con la comunità,
il suo territorio, i suoi paesaggi, i suoi poeti e vati, fino a conquistarne
l’inflessione dialettale; grazie alla Toscana per questo abbraccio forte”, ha
concluso José Blanco: “Io non ho dimenticato Firenze, ma anche Firenze non
ha dimenticato me”. (ps/