RASSEGNA STAMPA
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“Il Sole 24 Ore” di oggi un articolo del Segretario generale del ministero degli
Esteri
Giampiero Massolo: “Obiettivo raggiunto
nelle cariche Ue”
ROMA - E’ da considerare modesto per l'Italia il bottino del primo turno di nomine al Servizio europeo di azione esterna?
Non credo che si possa dare una risposta definitiva. Intanto, perché siamo solo agli inizi del Servizio e delle relative designazioni. Una volta innestato, il processo non conoscerà soste e saremo chiamati di continuo, come nelle diplomazie nazionali, a presentare nuove candidature; è poi ancora in svolgimento il torneo per l'aggiudicazione dei dieci posti top del Servizio a Bruxelles.
Giudizio, dunque, doverosamente sospeso, perché la materia è in divenire e non consente, allo stato, di pervenire a conclusioni generali attendibili.
E se relativizziamo e ci limitiamo, per quanto poco indicativa, a valutare questa prima tornata? Non stupirà se dico che non sono d'accordo con le critiche più accese, intese a dimostrare a tutti costi il fallimento italiano. Sostenitori convinti, come siamo, della prospettiva europea dei Balcani occidentali, da perseguire sul piano politico e con gli strumenti finanziari dell'Unione Europea, abbiamo fin dall'inizio puntato sulla sede di Tirana. Avevamo l'interesse, avevamo l'uomo (l'Ambasciatore Se qui, che già aveva servito in Albania), l'abbiamo ottenuta. Non per caso, ma con un disegno.
Altri paesi si sono mossi senz'altro allo stesso modo e con le stesse logiche: si vede dalla lista delle assegnazioni che alcuni hanno avuto successo e altri meno. I candidati della Commissione europea hanno fatto la parte del leone pi di quelli degli stati membri. Noi avevamo un obiettivo e l'abbiamo raggiunto.
Un passo nella giusta direzione,foriero dunque di radiosi sviluppi? Sgombriamo il campo, anzitutto, da ogni dubbio e da ogni equivoco: l'impegno politico del ministro Frattini e del governo è pieno e convinto; la diplomazia nazionale ci crede e si adopera attivamente per selezionare i candidati migliori, dai diplomatici pi giovani ai pi anziani e autorevoli.
I criteri? Accurata selezione del posto al quale candidarsi, scelta e presentazione del candidato più idoneo, azione di sostegno e fiancheggiamento della politica e dell'amministrazione.
Non resta, tuttavia, che una domanda finale: a parte i diplomatici, quanti candidati autorevoli quaranta-cinquantenni, disponibili ad andare in sedi spesso assai disagiate, con esperienze non solo politico-diplomatiche ma anche amministrativo-gestionali è davvero in grado di esprimere un paese come il nostro, così poco sensibile a quanto accade fuori dal ristretto perimetro nazionale e così esitante ad investire nel ricambio generazionale e nella formazione?
Una delle ragioni che ci hanno indotto, alla Farnesina, ad intraprendere un complesso processo di riforma e di modernizzazione è stata proprio la consapevolezza di doverci fare carico di questa situazione. La competizione europea e internazionale non conosce tregua. Dobbiamo fare presto e contiamo sull'aiuto dell'intero sistema-paese. (Giampiero Massolo*- Il Sole 24 Ore del 17 settembre 2010)
*Segretario
generale della Farnesina
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