INTERVENTI
Dino Nardi (Uim, Cgie): Italiani all’estero abbandonati
ZURIGO - Ormai all’estero i così detti “Italiani che
vivono il Mondo”, come qualcuno amò definirci, cioè gli emigrati vecchi
e nuovi con rispettivi discendenti, in questi ultimi anni si sono già accorti
di essere stati abbandonati dai governanti italiani: le pensioni Inps in regime
internazionale sempre più difficili da ottenere e sempre più misere, pensioni
il cui importo viene spesso ridotto senza alcuna spiegazione al beneficiario
a dimostrazione dell’arroganza dell’Istituto previdenziale italiano nei confronti
dei suoi pensionati emigrati che imbufaliti se la prendono poi con il
personale degli uffici dei patronati operanti all’estero come ci informano
i dirigenti dell’Ital-Uil; convenzioni bilaterali
di sicurezza sociale con importanti Paesi di emigrazione che da anni ci
si rifiuta di ratificare o di rinnovare; le tasse sull’abitazione in Italia
diventate insopportabili; la tassa ovvero il balzello odioso sul passaporto
di coloro che vanno all’estero per motivi di lavoro che colpisce ormai
quasi tutti gli emigrati; i tagli all’assistenza ed ai corsi di lingua e cultura
italiana; una rete consolare allo sfascio con servizi agli utenti (emigrati
e turisti italiani) che per accedervi o poter parlare al telefono con un
“umano”, in tanti casi, è come vincere ad un terno al lotto.
Istituzioni di rappresentanza democratica degli italiani
all’estero, quali i Comites ed il Cgie, così faticosamente conquistati da tantissimi dirigenti
dell’associazionismo della nostra emigrazione, che, oggi, questo governo
sta facendo praticamente morire: rinviando per già due volte consecutive
le elezioni per il rinnovo dei Comites e non permettendo
al Cgie di funzionare, come peraltro prescrive la
legge che lo ha istituito, tagliandogli il finanziamento ogni anno sempre di
più.
Quello che continuava a resistere di positivo e
molto apprezzato in emigrazione nei rapporti con l’Italia è stato fino ad ora
il rapporto con le Regioni, specie con quelle storicamente più sensibili
nei confronti dei loro conterranei all’estero: il sostegno all’ associazionismo
regionale, l’assistenza per gli emigrati anziani in stato di indigenza, i corsi
di lingua, le tante iniziative culturali, i soggiorni in Italia di tantissimi
giovani per imparare o migliorare le loro conoscenze della lingua e della
cultura italiana affinché non perdano o rinsaldino loro legami con il Paese
d’origine della famiglia.
Tutto questo, però, è ora evidentemente anche a rischio
dopo i pesanti tagli dell’ultima manovra economica, predisposta dal Ministro
Tremonti, ai trasferimenti finanziari dallo Stato alle Regioni. Tagli che nelle
varie Regioni, non potranno non avere forti ripercussioni, oltre che nella
sanità, nei trasporti e nella scuola, anche nei capitoli di spesa per
le politiche migratorie. E, purtroppo, le prime avvisaglie si cominciano già
ad intravedere stando a quanto riferiscono alcuni dirigenti dell’associazionismo
regionale. Dopo di che gli italiani all’estero saranno veramente abbandonati
a se stessi con la fine di un epoca gloriosa di riconoscimenti e di conquiste
democratiche. Tutto questo con buona pace delle comunità italiane “che
vivono il mondo” e, con molta probabilità, anche di quanti hanno fatto le
loro fortune politiche ad ogni livello istituzionale con gli italiani all’estero
più volte definiti (demagogicamente?) una risorsa per l’Italia! (Dino
Nardi* *Coordinatore UIM per l'Europa,
consigliere CGIE