DIRITTI UMANI
Il Senato ha approvato all’unanimità la mozione Bonino che impegna il Governo
a promuovere a livello nazionale e internazionale tutte le iniziative che portino
ad una risoluzione dell’Onu
La battaglia dell’Italia contro le mutilazioni genitali
femminili
Il sottosegretario agli Esteri Scotti ha garantito l’impegno
del Governo e ricordato l’impegno personale del ministro Frattini
ROMA - L’Italia porta avanti compatta la battaglia contro
le mutilazioni genitali femminili, uno degli obiettivi prioritari del ministro
degli Esteri Franco Frattini ricorda
Nella mozione Bonino (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=491960
) si ricorda che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità sarebbero 140
milioni le donne e bambine che, nel mondo, hanno subito mutilazioni genitali
femminili, ed ogni anno 3 milioni rischiano di subire la pratica. In Italia,
secondo l’Istat, ogni anno circa 35.000 donne e bambine emigrate sono vittime
di mutilazioni genitali femminili
Negli ultimi dieci anni, tuttavia, la campagna internazionale
per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili ha prodotto risultati
notevoli, con l'adozione da parte di 19 Paesi africani di una legge di proibizione
della pratica e di piani d'azione volti a far conoscere la legge e ad accrescerne
l'efficacia.
Da parte italiana, tutti i Governi dal 2003 ad oggi hanno
sempre sostenuto politicamente e finanziariamente la campagna internazionale
contro le mutilazioni genitali femminili. In particolare, il ministro Frattini
ha fatto di questa campagna una priorità del suo dicastero e in questo quadro
ha promosso a New York, il 25 settembre prossimo, una colazione a livello di
Ministri degli esteri ed Ambasciatori dei Paesi interessati, proprio per incardinare
il processo in seno alle Nazioni Unite.
In Aula il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti
ha garantito l’impegno del Governo e ricordato l’impegno personale del ministro
Frattini su questo fronte, sostenendo il coinvolgimento diretto dell'Italia
a favore dell'adozione per la prima volta di una risoluzione per la messa al
bando delle mutilazioni da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Scotti ha spiegato che l’Italia è riconosciuta come uno dei Paesi più impegnati
in questa battaglia iniziata negli anni novanta con gli interventi della Cooperazione
Italiana e rilanciata dal ministro Frattini, che all’Assemblea Generale ONU
dello scorso anno ha dato impulso alla nascita di un gruppo di lavoro informale
chiamato ad elaborare il testo di una risoluzione per la messa al bando delle
mutilazioni genitali femminili.
L’approvazione della mozione Bonino in Senato è un segnale
significativo che si aggiunge all’approvazione, ieri alla Camera, della mozione
dell’on. Antonione per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio:
nel documento si menziona anche la battaglia contro le mutilazioni genitali
femminili “nel quadro della promozione della parità dei sessi, dell'autonomia
delle donne e del miglioramento della salute materna”.(