ITALIA-LIBIA
Peschereccio ‘Ariete’ attaccato da una motovedetta libica
Audizione in Parlamento del sottosegretario Stefania
Craxi: “Gravissimo episodio. Nessun accordo consente interventi con armi da
fuoco”
Il sottosegretario Alfredo Mantica: “Le armi non si usano
verso navi civili. E’ un principio assoluto”
ROMA – “Gravissimo episodio” che “non deve ripetersi
mai più”, ma che “non può però cancellare i risultati positivi che grazie alla
collaborazione bilaterale sono stati conseguiti negli ultimi mesi nel contrasto
dell'immigrazione clandestina dalla Libia”. Così il sottosegretario agli Esteri,
Stefania Craxi sulla vicenda del peschereccio Ariete - attaccato domenica sera
a colpi di mitragliatrice da una motovedetta libica mentre navigava nel Canale
di Sicilia - nel corso di un’audizione in Senato davanti alle Commissioni Esteri
riunite sullo stato di attuazione del Trattato di amicizia tra Italia e Libia.
“Nessun accordo, né alcuna regola di ingaggio consente
– ha sottolineato Craxi - interventi con armi da fuoco verso imbarcazioni pacifiche,
siano essi pescherecci, barconi carichi di anime dolenti, per quanto finite
in mano a veri e propri trafficanti di schiavi”. “Le operazioni devono essere
condotte dalle motovedette impiegate nei pattugliamenti congiunti nel pieno
rispetto del diritto internazionale e degli standard in materia di asilo politico”,
ha aggiunto l’esponente di governo. Sul fronte della pesca tra Italia e Libia
“continuerà il dialogo per giungere ad intese” ha detto Stefania Craxi , anche
se è evidente che il “governo italiano non può sottoscrivere autonomamente accordi
bilaterali di pesca, essendo queste intese di natura comunitaria”.
Oggi dai microfoni di Radio 24 il sottosegretario agli
Esteri Alfredo Mantica ha ricordato che “le armi non si usano in pattugliamenti
verso navi civili. E’ un principio assoluto”. Il sottosegretario auspica che
si sia trattato di “un errore umano” e “che chi ha sbagliato a interpretare
un ruolo sia punito dalle autorità libiche” . “L’incidente è certamente grave,
nessuno può accettare l’uso delle armi, ma riportiamolo a quello che è: un incidente
tra due Paesi” ha aggiunto Mantica. Che ha anche commentato la frase del ministro
dell'Interno Roberto Maroni dopo quanto accaduto al peschereccio siciliano (“Forse
i libici pensavano che la nave trasportasse immigrati clandestini”). “Io non
l'avrei detto”, ha affermato il sottosegretario aggiungendo però che “è uno
dei tanti incidenti che può capitare a ciascuno di noi. Quando si è sottoposti
a ‘torture’ da parte dei giornalisti può scappare una frase. Maroni ha poi rettificato”.
“Qui non si tratta di fare differenze tra migranti, chi pesca o chi è in crociera,
le armi non si usano in pattugliamenti verso navi civili. E’ un principio assoluto”,
ha detto Mantica. (