INFORM - N. 171 - 16 settembre 2010


DIRITTI

La cerimonia inaugurale a Palazzo Strozzi a Firenze

Nuove vie partecipative per far crescere la democrazia

La Regione Toscana finanzia un corso sulla partecipazione. L’intervento di Nencini

 

FIRENZE - La Toscana investe sulla partecipazione dal basso e sul coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni prese dalle istituzioni. Stamani è stato inaugurato a Firenze il corso di formazione organizzato dal Sum (Istituto italiano di Scienze Umane) sulla “Gestione e organizzazione dei processi partecipativi locali”. Un corso interamente finanziato dalla Regione con i fondi della legge sulla partecipazione.

“Le trasformazioni che ha subito il sistema politico e istituzionale italiano a partire dagli anni ’90 - ha sottolineato l'assessore regionale alle riforme e alla partecipazione Riccardo Nencini, nel corso del suo intervento - vanno verso una torsione in senso leaderistico e plebiscitario della democrazia: ha prevalso l’idea di una 'verticalizzazione' nel rapporto tra governanti e governanti, senza che vi fossero i necessari contrappesi. Ma l’esperienza ci sta dimostrando come questo non abbia impedito, anzi abbia accentuato, il distacco tra cittadini e istituzioni. La Regione Toscana ha cercato in questi anni di reagire a questa tendenze, proponendo e favorendo un ruolo attivo della cittadinanza e un suo protagonismo tra un’elezione e l’altra”.

La cerimonia inaugurale di apertura del corso si è svolta all'Altana di Palazzo Strozzi e ha avuto come momento centrale la conversazione tra i professori Enzo Cheli e Leonardo Morlino, coordinatore didattico, che, coordinati dal professore Massimo Morisi hanno discusso sul tema “Qualità ed efficacia delle democrazie. Tra rappresentanza e partecipazione”.

“Molto lavoro è stato fatto. Ma oggi dobbiamo fare ulteriori passi in avanti, in varie direzioni, ed è nostra intenzione farli - ha concluso Nencini -. Occorre una revisione della legge regionale sulla partecipazione (la n.69/2007) che concentri le risorse sugli interventi e sulle politiche che hanno un più rilevante impatto sulla vita della regione; serve una nuova concezione del decentramento amministrativo, con l’allargamento del voto ai sedicenni; è necessario un nuovo spazio pubblico che valorizzi le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione; sarà utile anche una revisione della legislazione regionale sui gruppi di interesse, per promuovere forme di governo e di concertazione più inclusive e trasparenti. Vogliamo mettere in campo una strategia complessa che punti ad elevare la qualità della nostra democrazia. E la Toscana, in questo senso, è una regione che, più di altre, può dare un grande contributo”. (Walter Fortini-Inform)


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