INFORM - N. 171 - 16 settembre 2010


PARTITI

Razzi (Idv) sul Ddl Lavoro che approderà alle Commissioni del Senato il 29 novembre

“Una macchina del tempo che riporta i diritti dei lavoratori indietro di moltissimi anni”

 

ROMA – “Il ‘Collegato Lavoro’ del governo tende a rivedere la disciplina del licenziamento. Si è data via libera alle modifiche del processo del lavoro favorendo il ricorso all’arbitrato ed alla conciliazione rendendo quasi inesistenti gli spazi di sindacabilità del giudice. Una macchina del tempo a ritroso nel passato riporta il diritto dei lavoratori indietro di moltissimi anni da un giorno all’altro. La partita parlamentare si è giocata e si gioca in punta di correzioni al testo originale dell’art. 31 comma 9 dell’arbitrato”. Lo scrive in una nota Antonio Razzi , responsabile dell’Italia dei Valori per gli Italiani nel Mondo.

Dal deputato viene inoltre ricordato come un emendamento, presentato dal parlamentare del Partito democratico Damiano abbia modificato quella parte dell’articolo dell’arbritato in cui si sottolinea come: “..le commissioni di certificazione accertano l’effettiva volontà delle parti di devolvere ad arbitri le controversie che dovessero insorgere in relazione al rapporto di lavoro”. “Così come formulato – spiega Razzi - l’articolo estendeva il ricorso all’arbitrato anche alle controversie eventuali e future. L’emendamento Damiano ha preteso la sostituzione della frase ‘controversie che dovessero insorgere’ con il participio passato ‘insorte’ limitando il ricorso all’arbitrato solo dopo che la controversia sia sorta e precluderne l’uso e l’abuso addirittura sin dall’inizio del rapporto di lavoro”.

 “Il Ddl lavoro approvato dalla Camera il 28 ottobre scorso – prosegue Razzi dopo aver paventato il rischio che nel corso del dibattito a Palazzo Madama dalla maggioranza vengano reintrodotte nel disegno di legge correzioni che annullino l’emendamento del Pd e rendano ancora più restrittivo il ricorso del lavoratore ad un ingiusto licenziamento - approderà all’esame delle commissioni congiunte Affari Costituzionali e Lavoro del Senato il 29 novembre prossimo con un bel pacchetto regalo al mondo del lavoro farcito di ammortizzatori sociali anche per le grandi aziende, una  forte riduzione dei permessi di quanti assistono i disabili e, ciliegina sulla torta, lo stop alla stabilizzazione dei precari. Questi dal luglio 2009 potranno essere regolarizzati solo per concorso. Il Ddl lavoro con il suo collegato, - aggiunge Razzi - sono la conferma di un indirizzo politico che tende ad annullare o mortificare gravemente le conquiste dei lavoratori in questi 50 anni di lotte sindacali. Lo Statuto dei lavoratori viene continuamente minato da attacchi sconsiderati e alcune volte violenti come se fosse uno scandalo più che una fase di grande civiltà della storia di questo paese. La tendenza, e lo abbiamo visto anche dalla posizione della Fiat e della Confindustria con l’annientamento della contrattualistica collettiva, è quella del risparmio a tutti i costi che renda competitivi i nostri prodotti derogando ai diritti dei lavoratori. Chi non ricorderà il tentativo di abolire l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Allora furono costretti a desistere tanto fu veemente e forte la protesta con tre milioni di manifestanti in piazza.

Sopprimendo i diritti dei lavoratori, - conclude Razzi - acquisiti con i sacrifici e con le battaglie politiche e sindacali che hanno caratterizzato tutto il 900, non si fa altro che inasprire il clima di forte disagio presente nel paese con il rischio della ricomparsa silente di disapprovazioni non pacifiche. Di questo pericolo incombente, l’attuale maggioranza deve farsi carico assumendosene tutta la responsabilità”. (Inform)


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