INFORM - N. 170 - 15 settembre 2010


ASSOCIAZIONI

Il contributo dell’Archivio di Stato di Como alle ricerche di avi provenenti dall’Italia

La struttura, insieme all’Archivio pubblico di Mantova, contribuisce ad un progetto di ricerche familiari curato dalla Mantovani nel mondo

 

COMO - Lucia Ronchetti, direttrice dell’Archivio di Stato di Como, spiega in un’intervista quale tipo di contributo la struttura fornisce alle ricerche familiari che un progetto dell’associazione Mantovani nel mondo sta implementando in collaborazione con l’Archivio di Stato di Mantova.

Ricerca la cui parte più significativa “per numero e per rilevanza giuridica conseguente, è quella promossa dai discendenti di italiani emigrati all’estero – spiega la direttrice - che cercano di documentare l’esistenza di un avo proveniente dall’Italia per attivare le procedure necessarie alla
concessione della cittadinanza italiana”.

In particolare, l’Archivio di Stato di Como ha messo in rete gli archivi della leva militare provenienti dagli ex Ufficio di leva e Distretto Militare di Como: i fogli e ruoli matricolari per le classi dal 1843 al 1934; le liste di leva per le classi dal 1880 al 1934.

“Documenti necessari per lo svolgimento di ricerche anagrafiche per le attuali province di Como e Lecco, in cui è possibile reperire dati non rintracciabili in nessun altro documento – spiega Lucia Ronchetti nell’intervista curata da Marcella Bellocchio, pubblicata integralmente sul portale dei Lombardi nel mondo (www.lombardinelmondo.org) e su quello dalla Mantovani nel mondo (www.mantovaninelmondo.eu).

“L’archivio della leva militare contiene veramente moltissime informazioni anche personali sulle persone fisiche che possono essere utili ai familiari in ricerca della loro storia. Di ogni chiamato al servizio militare, - spiega la direttrice, - oltre alle generalità, alla data e al comune di nascita e di residenza, vengono fornite descrizioni di carattere somatico (altezza, peso, conformazione dei
lineamenti, colore di occhi e capelli, dentatura), cui sono abbinate ulteriori notizie quali il livello di istruzione e la professione svolta. L’eccezionalità degli atti è accresciuta dal fatto che, prima dell’istituzione dello stato civile italiano, nel 1866, le annotazioni anagrafiche erano tenute dai parroci che curavano la tenuta dei registri relativi a battesimi, matrimoni e decessi. Senza conoscere la parrocchia di origine, una ricerca anagrafica per gli anni prima del 1866 risulta praticamente impossibile. La consultazione della documentazione militare consente quindi innumerevoli filoni di ricerca in merito alla popolazione maschile dei nostri antenati”.

La ricerca può essere fatta registrandosi al portale dei Lombardi nel mondo. Con un’unica iscrizione è possibile accedere a tutte le banche dati disponibili ed effettuare un massimo di 5 ricerche al giorno per ciascuna di esse.

“Come agli Archivi di Stato, i privati si rivolgono per questo tipo di ricerche ai Tribunali, che conservano il secondo originale degli atti di stato civile redatti dai Comuni a partire dal 1866, ma anche alle Curie vescovili, alle singole parrocchie e ai Comuni. La situazione è complicata dal fatto che i richiedenti ignorano, quasi sempre, il comune di provenienza e l’anno di nascita degli antenati. La percentuale di successo, cioè di rinvenimento della persona cercata,- avverte però la Ronchetti - è molto scarsa, inferiore al 5%”. (Inform)


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