INFORM - N. 170 - 15 settembre 2010


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana” l’editoriale del direttore Marco Basti

Storie esemplari

 

BUENOS AIRES - La settimana scorsa, nel quadro delle celebrazioni del suo centenario l’Associazione Culturale Dante Alighieri di Rosario ha organizzato un convegno sull'italiano di ieri e di oggi e un incontro congresso dei Comitati della Dante dell’Argentina e di paesi dell’America Latina. Una manifestazione che è occasione per riflettere sul lungo, esemplare cammino fatto dalla Dante di Rosario e, allo stesso tempo, su tante altre realtà di tante associazioni italiane in Argentina.

Un percorso storico che ci porta a ricordare gli emigrati italiani della fine del XIX secolo e dei primi decenni del secolo scorso, che popolarono e svilupparono questo territorio, al punto che è conosciuto come "pampa gringa".

E' stato spesso ricordato che quegli italiani, oltre a costituire le loro famiglie, a costruire le loro case, a lavorare con passione e intelligenza, cioè ad essere immigrati esemplari che sin dall'inizio, si affezionarono a questo Paese generoso che li aveva accolti, continuarono allo stesso tempo ad amare la patria che erano stati costretti a lasciare.

"L'Italia è mia madre, l'Argentina mia moglie", sintetizzava l'ing. Agostino Rocca, archetipo dell'emigrante dell'ultima grande ondata migratoria italiana verso l'Argentina, descrivendo quei due amori presenti nei cuori degli emigrati.

L'amore e l'attaccamento all'Italia, la consapevolezza di essere portatori nel proprio DNA del suo immenso, millenario patrimonio culturale, portò quegli emigrati italiani a sentire il bisogno e l'impegno di diffonderlo e di tramandarlo nella patria di adozione. Motivo per cui crearono centinaia di associazioni, con lo scopo di essere uniti, di rievocare e di conservare le tradizioni e di aiutarsi a vicenda, in modo solidale, nei momenti di malattia o di  crisi, ragion per cui crearono otto ospedali italiani in Argentina. Quella fu la ragione per la quale si impegnarono anche a costruire, a fondare decine e decine di scuole.

Infatti, nei verbali di tante società italiane che hanno già superato i cento anni di vita e nelle cronache di allora, dei giornali italiani editi in Argentina, è scritto che tanti sodalizi italiani, fondavano la propria scuola, nella quale insegnavano docenti italiani. A modo di esempio, basti citare un quanto scrisse il Prof. Emilio Zuccarini, nella sua grande opera "Il lavoro degli Italiani nella Repubblica Argentina", edito nel 1910 dal quotidiano "La Patria degli Italiani", in adesione al Centenario dell'Argentina. Infatti, in un quadro riassuntivo della situazione all'inizio del XX secolo, sono elencate ben 53 scuole italiane nelle circoscrizioni consolari italiane di Buenos Aires, La Plata, Córdoba e Santa Fe, tra le quali cinque a Rosario, che si unirono per sostenere la Dante di Rosario, dopo la sua fondazione nel 1910.

Diecine di iniziative sono sorte anche dopo, compresa la nascita di vari Comitati della Società Dante Alighieri e inoltre, aumentò fortemente l'offerta di insegnamento dell'italiano, grazie alla decisione delle autorità argentine di includere, tra le lingue straniere da insegnare nelle scuole secondarie pubbliche, anche l'italiano, in parità con il francese e con l'inglese, grazie ad una legge approvata dal "Congreso Nacional" all'inizio dell'anno 1900 a richiesta del Comitato della Dante Alighieri di Buenos Aires. Uno status che, purtroppo, si perse a metà del secolo scorso a causa della guerra.

Non si tratta però solo di storia antica. Anche l'ultima ondata migratoria è stata ricca di iniziative culturali, con scuole, altri Comitati della Dante e alcune prestigiose associazioni culturali. Una coincidenza tra gli emigrati italiani delle diverse ondate migratorie e una comune fedeltà, anche se spesso inconsapevole, all'obiettivo della Società Dante Alighieri costituitasi a Roma nel 1889: "Tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, tenendo alto dovunque il sentimento di italianità, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all'estero con la madrepatria e alimentando tra gli stranieri l´amore e il culto per la civiltà italiana".Le Associazioni Italiane, i Comitati della Dante, le scuole italiane, essendo creature dell'emigrazione italiana, da essa hanno ereditato il comune attaccamento sia all'Italia e che all'Argentina. Infatti, gli alunni di una scuola italiana in Argentina, come quelli dell’Associazione Culturale Dante Alighieri di Rosario, sono bambini e ragazzi argentini, alcuni possono avere anche la cittadinanza italiana, in tanti possono essere discendenti di italiani, ma sono figli di questo Paese. Hanno però, un vantaggio in più. Sono arricchiti anche dalla cultura italiana e dai suoi valori. Va ricordato e sottolineato però, che lungo oltre un secolo durante il quale si è sviluppata questa storia eroica, di amore, di attaccamento e di fierezza alle sue radici e ai suoi valori, l'Italia, lo Stato italiano, è stato spesso assente, non potendo, non volendo o non riuscendo quasi mai ad impostare una seria politica di promozione della lingua e della cultura che il mondo ammira, specialmente in un Paese come l'Argentina dove tanto profondo è il solco tracciato dagli emigrati italiani, come vasta è la simpatia e l'ammirazione che loro hanno trasmesso nella società argentina, nei confronti dell'Italia e della sua cultura.

Persino oggi, quando l'Italia si proclama superpotenza culturale e i suoi rappresentanti affermano che la politica culturale è un formidabile strumento di politica estera - e non possiamo non condividere questa opinione - non si definisce una chiara politica di promozione e, addirittura, si riducono i già insufficienti fondi ad essa destinata e quindi, anche l'esiguo sostegno alle istituzioni pubbliche o della collettività che sono parte - o dovrebbero esserlo - di quella politica.

In sintesi abbiamo tra le mani una ricchissima eredità materiale e morale, sulla quale - come ha detto il presidente Lombardi - continuare a costruire, preservando quanto di buono hanno fatto quanti ci hanno preceduto, a cominciare dallo spirito di intraprendenza, per poter crescere e passare il testimone a quanti verranno dopo di noi.

Cercando di promuovere e far crescere la collaborazione tra queste benemerite scuole, associazioni e comitati della Dante, ricordando l'esempio di quanti ci hanno preceduto, che crearono realtà meravigliose come quella scuola, in tempi in cui nemmeno si parlava di contributi dall'Italia. (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)

marcobasti@tribunaitaliana.com.ar


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