STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“Tribuna Italiana” l’editoriale del direttore Marco Basti
Storie esemplari
BUENOS AIRES - La settimana scorsa, nel quadro delle celebrazioni del suo centenario l’Associazione Culturale Dante Alighieri di Rosario ha organizzato un convegno sull'italiano di ieri e di oggi e un incontro congresso dei Comitati della Dante dell’Argentina e di paesi dell’America Latina. Una manifestazione che è occasione per riflettere sul lungo, esemplare cammino fatto dalla Dante di Rosario e, allo stesso tempo, su tante altre realtà di tante associazioni italiane in Argentina.
Un percorso storico che ci porta a ricordare gli emigrati italiani della fine del XIX secolo e dei primi decenni del secolo scorso, che popolarono e svilupparono questo territorio, al punto che è conosciuto come "pampa gringa".
E' stato spesso ricordato che quegli italiani, oltre a costituire le loro famiglie, a costruire le loro case, a lavorare con passione e intelligenza, cioè ad essere immigrati esemplari che sin dall'inizio, si affezionarono a questo Paese generoso che li aveva accolti, continuarono allo stesso tempo ad amare la patria che erano stati costretti a lasciare.
"L'Italia è mia madre, l'Argentina mia moglie", sintetizzava l'ing. Agostino Rocca, archetipo dell'emigrante dell'ultima grande ondata migratoria italiana verso l'Argentina, descrivendo quei due amori presenti nei cuori degli emigrati.
L'amore e l'attaccamento all'Italia, la consapevolezza di essere portatori nel proprio DNA del suo immenso, millenario patrimonio culturale, portò quegli emigrati italiani a sentire il bisogno e l'impegno di diffonderlo e di tramandarlo nella patria di adozione. Motivo per cui crearono centinaia di associazioni, con lo scopo di essere uniti, di rievocare e di conservare le tradizioni e di aiutarsi a vicenda, in modo solidale, nei momenti di malattia o di crisi, ragion per cui crearono otto ospedali italiani in Argentina. Quella fu la ragione per la quale si impegnarono anche a costruire, a fondare decine e decine di scuole.
Infatti, nei verbali
di tante società italiane che hanno già superato i cento anni di vita e nelle
cronache di allora, dei giornali italiani editi in Argentina, è scritto che
tanti sodalizi italiani, fondavano la propria scuola, nella quale insegnavano
docenti italiani. A modo di esempio, basti citare un quanto scrisse il Prof.
Emilio Zuccarini, nella sua grande opera "Il
Diecine di iniziative
sono sorte anche dopo, compresa la nascita di vari Comitati della Società Dante
Alighieri e inoltre, aumentò fortemente l'offerta di insegnamento dell'italiano,
grazie alla decisione delle autorità argentine di includere, tra le lingue straniere
da insegnare nelle scuole secondarie pubbliche, anche l'italiano, in parità
con il francese e con l'inglese, grazie ad una legge approvata dal "Congreso
Nacional" all'inizio dell'anno
Non si tratta
però solo di storia antica. Anche l'ultima ondata migratoria è stata ricca di
iniziative culturali, con scuole, altri Comitati della Dante e alcune prestigiose
associazioni culturali. Una coincidenza tra gli emigrati italiani delle diverse
ondate migratorie e una comune fedeltà, anche se spesso inconsapevole, all'obiettivo
della Società Dante Alighieri costituitasi a Roma nel 1889: "Tutelare e
diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, tenendo alto dovunque
il sentimento di italianità, ravvivando i legami spirituali dei connazionali
all'estero con la madrepatria e alimentando tra gli stranieri l´amore e il culto
per la civiltà italiana".Le Associazioni Italiane, i Comitati della Dante,
le scuole italiane, essendo creature dell'emigrazione italiana, da essa hanno
ereditato il comune attaccamento sia all'Italia e che all'Argentina. Infatti,
gli alunni di una scuola italiana in Argentina, come quelli dell’Associazione
Culturale Dante Alighieri di Rosario, sono bambini e ragazzi argentini, alcuni
possono avere anche la cittadinanza italiana, in tanti possono essere discendenti
di italiani, ma sono figli di questo Paese. Hanno però, un vantaggio in più.
Sono arricchiti anche dalla cultura italiana e dai suoi valori. Va ricordato
e sottolineato però, che lungo oltre un secolo durante il quale si è sviluppata
questa storia eroica, di amore, di attaccamento e di fierezza alle sue radici
e ai suoi valori, l'Italia, lo Stato italiano, è stato spesso assente, non potendo,
non volendo o non riuscendo quasi mai ad impostare una seria politica di promozione
della lingua e della cultura che
Persino oggi,
quando l'Italia si proclama superpotenza culturale e i suoi rappresentanti affermano
che la politica culturale è un formidabile strumento di politica estera - e
non possiamo non condividere questa opinione - non si definisce una
In sintesi abbiamo tra le mani una ricchissima eredità materiale e morale, sulla quale - come ha detto il presidente Lombardi - continuare a costruire, preservando quanto di buono hanno fatto quanti ci hanno preceduto, a cominciare dallo spirito di intraprendenza, per poter crescere e passare il testimone a quanti verranno dopo di noi.
Cercando di promuovere
e far crescere la collaborazione tra queste benemerite scuole, associazioni
e comitati della Dante, ricordando l'esempio di quanti ci hanno preceduto, che
crearono realtà meravigliose come quella scuola, in tempi in cui nemmeno si
parlava di contributi dall'Italia. (Marco Basti-Tribuna Italiana/
marcobasti@tribunaitaliana.com.ar