RASSEGNA STAMPA
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L’attacco dei libici ai nostri pescatori
Il Viminale: «Scambiato per una nave di
clandestini». Frattini: «E’ stato un incidente». Ma il capitano: «Impossibile»
ROMA - «
Gaspare Marrone, il comandante dell’Ariete - colpito a mitragliate dalla motovedetta libica - smentisce dai microfoni di Radio 24 l’ipotesi del ministro dell’Interno Roberto Maroni, secondo cui l’imbarcazione potrebbe essere stata «scambiata per una nave con clandestini». «E se erano clandestini li ammazzavano tutti?» aggiunge Marrone, ricordando come lui «abbia personalmente salvato tanti migranti in mare». Il comandante conferma di aver «personalmente parlato con un italiano a bordo della motovedetta. Parlava italiano meglio di me gli ho chiesto se era un ufficiale italiano, ma non mi ha risposto. Mi ha detto che se non mi fossi fermato, avrebbero aperto il fuoco».
Il comandante aggiunge che il peschereccio «era in acque internazionali. Mi sono identificato come moto-peschereccio, col numero di matricola e nazionalità. Ho chiesto che se mi avessero dovuto controllare, lo facessero in presenza di autorità italiane. Ho avuto paura di essere sequestrato e portato in Libia. Perché abbiamo esperienza del sequestro che fanno loro e di come ci trattano».
Secondo ministro degli Interni Roberto Maroni, intervenuto alla trasmissione televisiva «Mattino Cinque». «Questa motovedetta fa parte di un gruppo di sei che sono state consegnate alle autorità libiche sulla base di un accordo contro l’immigrazione clandestina stipulato dal mio predecessore, il ministro Giuliano Amato, e ovviamente deve essere utilizzata per contrastare tale fenomeno. A bordo ci sono dei tecnici italiani che per un certo periodo di tempo hanno il compito di dare assistenza tecnica, non hanno funzioni di equipaggio. Da un anno e mezzo circa c’è questo dispositivo in atto. Funziona bene, infatti gli sbarchi a Lampedusa sono cessati. Ovviamente, quello che è successo ieri non doveva accadere».
«Abbiamo ricevuto ieri il rapporto» dei militari a bordo della motovedetta «loro non sono stati coinvolti nelle operazioni perchè sono tecnici che si occupano della manutenzione e non sono parte dell’equipaggio attivo. Oggi faremo una riunione al ministero per accertare l’accaduto. Siamo in contatto con le autorità libiche, con cui abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione da tutti i punti di vista. La mia opinione è che si sia trattato di un incidente. Grave, ma un incidente».
Sulla vicenda è intervenuto il ministro
degli Esteri Franco Frattini, che parla di un incidente «grave» che però «nulla
cambia nei rapporti tra Italia e Libia», anche se è necessario ridefinire «un
accordo di pesca» tra i due paesi. Ha ribadito che dalla Libia sono giunte «le
scuse formali». (
Inform