ITALIA – SVIZZERA
Da oggi online
il sito www.italiasvizzera150.it
Presentato a Roma il progetto multimediale che racconta
agli studenti italiani 150 anni di storia comune dei due paesi
Regazzoni : “Recuperiamo per le nuove generazioni la
memoria condivisa dei nostri paesi”. Giunta
ROMA - In vista dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità
d’Italia, l’Ambasciata Svizzera in Italia e la direzione generale per gli Affari
Internazionali del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
italiano (Miur) hanno presentato oggi a Roma il progetto
didattico multimediale “Italia-Svizzera: la storia
dal 1861 al
Il progetto si prefigge di offrire agli studenti delle
scuole superiori italiane e ai loro docenti uno strumento didattico on line che ripercorre e approfondisce il legame tra i due Paesi,
raccontato da più angolature, dalla storia all’economia, dalla politica alle
vie di trasporto, dalla migrazione alla lingua. Il progetto, che proseguirà
nel 2011, prevede infatti il lancio del sito www.italiasvizzera150.it, con 10
schede tematiche sui principali aspetti della storia italo-svizzera
dal 1861 ai nostri giorni. Nel portale gli studenti potranno trovare i seguenti
approfondimenti : “L’italiano in Svizzera”, “Scrittori della Svizzera italiana”,
“Federalismo”, “Scambi in tempi difficili”, “Migrazioni”, “Le relazioni economiche”,
“Le vie di trasporto”, “La frontiera comune”, “Le Alpi” e “L’Italia vista dalla
Svizzera”.
Ad esempio, nella scheda sulle migrazioni, saranno a
disposizione dati sulla manodopera italiana in svizzera, sui nostri connazionali
di terza generazione residenti nel territorio elvetico e sulle motivazioni che
intorno al 1973 portarono all’esaurimento dei flussi migratori italiani verso
Le dieci tematiche del sito sono state individuate e
seguite da un gruppo di lavoro italo-svizzero guidato
da parte elvetica da Sacha Zala,
direttore Documenti Diplomatici Svizzeri/Università di Berna, e da parte italiana
da Matteo Luigi Napolitano, dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi di
Roma. Le schede didattiche sono state elaborate ad hoc da dieci autori svizzeri,
sotto la supervisione del Comitato scientifico svizzero di cui fanno parte,
oltre al coordinatore Sacha Zala, Carlo Moos, (Università di
Zurigo) e Nelly Valsangiacomo (Università di Losanna).
Ad ogni autore è stato assegnato un referente didattico italiano, del Liceo
Ginnasio Statale Pilo Albertelli, designato dal Miur.
Le schede tematiche, che rispecchiano nei rispettivi campi i più recenti progressi
storiografici, sono state sviluppate in modo da poter essere inserite nel percorso
formativo delle scuole superiori. Nel sito è stata inoltre creata un’area
dedicata ai docenti, in cui sono presentate le varie possibilità di utilizzo
delle schede.
Il portale da inoltre la possibilità di partecipare ad
un concorso, che si rivolge agli studenti delle classi 3a, 4a e 5a delle scuole
superiori italiane statali e non statali, e che premia i migliori filmati prodotti
su uno degli argomenti trattati nelle schede tematiche del sito. Agli alunni
delle scuole vincitrici sarà offerto, per ogni sezione tematica, un viaggio
culturale e di studio in Svizzera da compiersi nell’aprile del 2011. Una parte
del sito è anche dedicata alle testimonianze di personalità italiane e svizzere
del mondo dell’imprenditoria, della cultura, dello sport, come ad esempio, l’amministratore
delegato della Fiat Sergio Marchionne, il soprano Cecilia Bartoli,
il presidente del Gruppo Editoriale l’Espresso Carlo De Benedetti, il cantante
Paolo Meneguzzi, la sciatrice italo svizzera Lara Gut
e molti altri.
“Abbiamo una lunga frontiera in comune, una lingua
in comune, l’italiano, una storia, - ha spiegato nel corso della presentazione
l’ambasciatore della Svizzera in Italia Bernardino Regazzoni - ma la conoscenza
reciproca fra i due Paesi non procede di pari passo con questa importante realtà
ed eredità, soprattutto presso le giovani generazioni, che hanno la tendenza
a fissare l’attenzione su Paesi lontani, perdendo talvolta di vista ciò che
sta loro più vicino”. Una mancata percezione di questa memoria da parte dei
giovani, sicuramente non favorevole al mantenimento della coscienza dei legami
storici fra i due paesi, che, secondo Regazzoni, potrà essere recuperata grazie
allo strumento didattico offerto dal nuovo sito che agirà nell’immediatezza.
“Si tratta - ha affermato Antonio Giunta
Dal canto suo Sacha Zala ha in primo luogo evidenziato come in Svizzera l’importante
storiografia italiana abbia minori spazi di ricerca rispetto alla storia francese
e tedesca. Il coordinatore del comitato scientifico elvetico ha poi segnalato
il lavoro a tutto campo portato avanti dagli esperti che nelle schede tematiche
hanno cercato di coniugare le esigenze didattiche con quelle della ricerca.
“Noi ci rallegriamo – ha aggiunto Zala - del fatto
che oggi vi sia uno strumento didattico che consenta di dimostrare l’attiva
presenza al di fuori dell’Italia di una viva italianità culturale. Un aspetto
su cui dovremo riflettere”.
Il coordinatore del gruppo scientifico italiano Matteo
Luigi Napolitano ha invece ricordato sia la semplicità del linguaggio proposto
dal sito, atto a favorire la divulgazione dei contenuti, sia la positiva partecipazione
delle istituzioni al progetto. Napolitano ha anche posto in evidenza l’esigenza
di soffermarsi sugli aspetti culturali che un uniscono l’Italia alla Svizzera.
“Questo è importante, – ha spiegato - perché io ritengo che l’italiano
in Svizzera consideri il paese in cui si trova un prolungamento dell’identità,
della cultura e delle tradizioni, ovviamente con tutti gli aggiustamenti del
caso”. Napolitano ha infine auspicato ulteriori risorse per un’eventuale estensione
temporale del progetto perché “dove sono i giovani si hanno sempre ipotesi
di futuro e di sviluppo”.
Da ricordare infine gli interventi, volti a presentare
i contenuti e gli aspetti tecnici del sito, di Rosa Musto,
della segreteria tecnica della Direzione Affari Internazionali del Miur, Ruth Theus Baldassarre, responsabile
cultura, scienza e media dell’Ambasciata Svizzera in Italia e Chiara Donvito,
addetta alle Relazioni Pubbliche della medesima ambasciata. (Goffredo
Morgia –