FESTA PD TORINO
“Filo teso: l’Italia e gli italiani nel mondo”
Una discussione sul rapporto tra Paese e connazionali
all’estero nell’incontro organizzato dal Pd sabato 11 settembre. Tra gli interventi,
quello dei parlamentari Farina e Narducci e del segretario generale del CGIE
Carozza
TORINO – I deputati eletti nella ripartizione
Europa Gianni Farina e Franco Narducci, insieme al segretario generale del CGIE
Elio Carozza e ad Anna Rüdeberg, del coordinamento nazionale Pd in Svizzera,
hanno discusso del legame dei connazionali all’estero con il Paese nel corso
di un incontro organizzato l’11 settembre alla festa democratica di Torino,
intitolato “Filo teso: l’Italia e gli italiani nel mondo. Quali prospettive
per non spezzare questo legame”.
“Un legame con il Paese di origine
che, in seguito ai provvedimenti adottati in questi ultimi due anni dal governo
Berlusconi, corre il rischio di spezzarsi – ha affermato aprendo i lavori il
responsabile nazionale Pd per gli italiani nel mondo, Eugenio Marino, ribadendo
la volontà del partito democratico di difendere un rapporto considerato importante
e che non risulta garantito dalla sola presenza degli eletti all’estero al Parlamento
italiano.
Con un’analoga considerazione, Anna
Rüdeberg, in veste di moderatrice, ha aperto la serie di interventi: “nonostante
la presenza dei nostri rappresentanti in Parlamento, che potrebbero costituire
un contributo importante in termini di moralizzazione della politica italiana
e di multiculturalismo, l’impressione di noi italiani all’estero è quella di
non essere visibili alla società italiana”. “Eppure i connazionali all’estero
dovrebbero essere considerati un punto di osservazione importante per l’articolazione
di soluzioni rispetto a ciò che avviene in Italia, sia dal punto di vista culturale
che scientifico, se consideriamo il carattere della nostra emigrazione attuale
– ha rilevato la Rüdeberg.
Gianni Farina ha sintetizzato la trasformazione
dell’emigrazione italiana: “la mia generazione ha vissuto, con l’esodo di massa,
una delle fasi storiche della diaspora dall’Italia, partecipando alle grandi
conquiste sociali e politiche della modernità e affermando con grande sacrificio
il nostro diritto a vivere una vita degna”. “Ora, con la fuga dei cervelli e
la globalizzazione, - ha detto Farina - si pongono nuovi interrogativi e l’esigenza
di un rapporto con l’emigrazione più maturo e consapevole. Una relazione
dinamica, in cui lo scambio sia realmente reciproco e costruttivo da ambo i
lati”. Sia che si tratti di nuova o vecchia emigrazione, l’esponente Pd non
ha risparmiato le critiche al governo, “incapace di vedere e tutelare gli interessi
dei connazionali all’estero – ha affermato, – come dimostrano i tagli operati
scriteriatamente sui capitoli di spesa ad essi dedicati, frutto di un’irresponsabile
perdita di memoria storica e quasi indice di una volontà punitiva nei loro confronti”.
Per Farina, il partito deve dunque “cominciare a dire cosa deve essere cambiato
nel rapporto tra Italia e italiani all’estero e impegnarsi in una politica più
equa”, nella consapevolezza che i 4 milioni di italiani all’estero “sono una
realtà multiculturale che deve essere considerata una ricchezza”, “parte dell’esperienza
di vita che caratterizza oggi un’élite globale del pianeta”.
Anche Franco Narducci, vice presidente
della Commissione Affari esteri e comunitari della Camera, ha insistito sul
“coraggio necessario ad affrontare il cambiamento dell’emigrazione italiana”
e sull’importanza del recupero della memoria storica, “indispensabile alla tutela
e al recupero del senso di identità nazionale”.
“Assistiamo ormai sempre più spesso
ad una manipolazione spaventosa della nostra storia, - ha affermato Narducci,
- mentre la salvaguardia dell’esperienza comune è tanto più fondamentale in
un Paese come l’Italia, la cui unicità consiste proprio nella grandezza del
suo patrimonio culturale, rispetto a quello di altre nazioni europee”. “Mentre
sullo scenario globale l’Italia non regge in termini di competitività, ciò che
è più grave è che il Paese stia dismettendo il proprio patrimonio culturale,
l’unico ambito in cui non ha concorrenti – egli prosegue, rilevando l’importanza
che ai giovani venga invece insegnata, con la storia italiana, la storia della
sua emigrazione. “Proprio mentre con il Trattato di Lisbona si sceglie di investire
sull’Europa della conoscenza – segnala Narducci, – assistiamo allo smantellamento
delle scuole italiane all’estero, alla drastica riduzione delle risorse destinate
ai corsi di lingua e cultura italiana e ad istituzioni culturali riconosciute
come la Società Dante Alighieri”. Tutto ciò produce “uno svilimento della cultura
italiana, mentre questa dovrebbe essere il polo della promozione del sistema
Italia nel mondo – conclude Narducci, sottolineando come anche la bellezza naturale
paesaggistica faccia parte di questo patrimonio, “per la cui tutela cittadini
come Angelo Vassallo hanno perso la vita”. Per l’esponente Pd “dai nostri emigrati
italiani e dalla loro volontà di cambiamento si dovrebbe trarre esempio, dal
loro attaccamento alle radici culturali e valoriali, dalla loro capacità di
trasformare la marginalità in particolarità, in unicità nota, apprezzata e riconosciuta
in tutto il mondo”.
Il segretario generale del Cgie imputa
il “crescente disinteresse nei confronti degli italiani all’estero ad un crescente
disinteresse rispetto alla cosa pubblica”, che si registra nel nostro Paese.
“Oggi è necessario più che mai dire chi sono i nostri connazionali che vivono
fuori dai confini nazionali – aggiunge Carozza, ricordando come oggi il 70%
di questi ultimi siano nati e cresciuti all’estero e dunque una componente con
caratteristiche molto diverse dalla prima emigrazione.
“Noi non chiediamo assistenza – aggiunge
Carozza, – ma dobbiamo essere più determinati a far comprendere alla politica
l’importanza di questo mondo, che è fatto in gran parte di impegno prestato
per puro spirito di servizio e di volontariato. Solo così possiamo sperare di
evitare che paradossalmente, proprio quando in Parlamento siedono i nostri rappresentanti
eletti, venga sminuito il nostro ruolo e il ruolo di tutto i nostri organismi
di rappresentanza”. Per il segretario generale del CGIE, è “miope e scellerato
colpire le potenzialità degli italiani all’estero con tagli di risorse che incidono
persino sui servizi più elementari. Ancora più pericoloso – aggiunge – non cogliere
le potenzialità e l’impegno che i giovani italiani all’estero ci hanno manifestato
nel corso della loro Prima conferenza mondiale”.
A conclusione dell’incontro, le parole
del responsabile dell’organizzazione del Pd, Nico Stumpo: “la valorizzazione
delle nostre radici e della nostra storia comune è ciò che distingue oggi il
centro destra dal centro sinistra – ha detto – ed è proprio per rimarcare il
nostro impegno su questo fronte che abbiamo anticipato già quest’anno gli appuntamenti
in vista del 150° anniversario dell’Unità d’Italia”. “Eventi verranno organizzati
in proposito anche all’estero, perché crediamo nell’apporto decisivo al sentimento
di identità nazionale degli italiani residenti fuori dal nostro Paese”. Stumpo
ha ricordato, infine, l’impegno del Pd per modifiche e miglioramenti del voto
all’estero, su cui recentemente è stata presentata un’iniziativa legislativa
in Camera e Senato. (Viviana Pansa – Inform)