INFORM - N. 168 - 13 settembre 2010


ASSOCIAZIONI

Acli - 43° Incontro nazionale di studi, a Perugia, “Italiani si diventa”

Senza il ripristino della legalità impossibile sperare in un’Italia migliore

Nel giorno dei funerali del sindaco di Pollica, le testimonianze dei familiari delle vittime di mafia e terrorismo. Olivero: “Servitori dello Stato, testimoni dell’Italia unita”

 

PERUGIA - “Finché non sarà assicurato il ripristino della legalità nel Sud e nel Nord del nostro Paese sarà impossibile sperare in un’Italia migliore”. Lo ha detto Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, impegnate dal 9 all’11 settembre a Perugia nel loro incontro nazionale di studi dedicato ai 150 dell’unità d’Italia (Italiani si diventa). “La presenza e l’azione della criminalità organizzata continua a rappresentare una metastasi per la convivenza civile, e una ferita profonda per la nostra identità nazionale”.

Nel giorno in cui si celebrano a Pollica i funerali del sindaco Angelo Vassallo – “eroe civile” lo ha definito ieri il vescovo Giancarlo Bregantini – le Acli hanno invitato a Perugia i familiari delle vittime di mafia e terrorismo: sono venuti Agnese Moro, Franco La Torre, Rosa Villecco Calipari.

“Tanti servitori dello Stato – ha detto Olivero – hanno scritto con il sacrificio delle loro vite pagine splendide di identità nazionale, di difesa della dignità dei cittadini nella lotta contro ogni tipo di mafia, di illegalità, di violenza criminale terroristica. Sono loro i migliori testimoni dell’Italia unita. Ma non potremo dirci pienamente italiani finché non faremo nostra fino in fondo la battaglia contro l’illegalità, a tutti i livelli. Senza cultura della legalità non c’è Stato, non c’è Paese unito, non c’è identità nazionale”. (Inform)


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