ITALIANI ALL’ESTERO
Trenta italiani d’Argentina fra Bologna e la Sicilia
Guidati dagli esperti di Isas e Anfe imparano a creare
aziende agricole biologiche con l’obiettivo di aprire canali commerciali tra
Italia e Argentina
PALERMO - Creare canali commerciali
tra Argentina e Sicilia insegnando agli italiani residenti in Argentina come
creare aziende agricole di qualità. E’ l’obiettivo del progetto “Agrobio
- agricoltura sostenibile e sviluppo locale” - finanziato dal ministero del
Lavoro e gestito dall’Isas di Palermo con la collaborazione dell’Anfe, per migliorare
l’occupabilità dei giovani italiani disoccupati o inoccupati residenti nella
circoscrizione consolare di Cordoba, in Argentina.
L’Isas sta formando 30 fra tecnici
della certificazione di produzioni agricole biologiche e operatori della produzione
agricola biologica. Terminato il corso teorico sulla certificazione biologica
delle aziende agricole di qualità, che è stato tenuto dall’Isas a Cordoba, sono
da oggi in Sicilia 15 giovani allievi che, fino al prossimo 27 settembre, effettueranno
uno stage presso aziende d’eccellenza dell’Isola specializzate in agricoltura
biologica, sotto la guida del prof. Fabio Leone. Altri 15 allievi sono già giunti
a Bologna e svolgeranno fino al 25 settembre analogo stage in aziende del Centro
Italia sotto la guida della Federbio.
“L’attività di stage - spiega il prof.
Giuseppe Noto, presidente dell’Isas - darà modo ai nostri allievi argentini
di prendere visione e di acquisire conoscenze pratiche dei processi di certificazione
delle produzioni agricole biologiche nonché dei risultati delle azioni di marketing
per l’export delle stesse aziende ‘di eccellenza’ visitate e analizzate
dai nostri giovani. Si tratta – aggiunge Noto - di iniziative tendenti a gettare
le basi per una cooperazione mirata a tracciare il solco di futuri rapporti
di mercato tra l’Italia e l’Argentina”.
Il valore aggiunto del progetto, al
quale l’Isas ed i suoi partner puntano, è la creazione di un modello di progettazione
partecipata in cui dovrà tenersi conto soprattutto del miglioramento qualitativo
dell’agricoltura e della crescita dell’occupabilità degli italiani residenti
a Cordoba, da un lato, e, dall’altro, dell’internazionalizzazione delle imprese
italiane interessate all’export in Argentina. (Inform)