INFORM - N.165 - 8 settembre 2010


DIRITTI UMANI

Iran: sospesa la sentenza di lapidazione per Sakineh Ashtiani

Riccardo Nencini: Importante tenere alta la bandiera dei diritti umani. No della Toscana alle esecuzioni capitali

 

FIRENZE  - E’ “una prima risposta alla domanda di civiltà giunta da tutto il mondo a riprova di quanto sia importante tenere alta la bandiera dei diritti umani”. Così Riccardo Nencini, assessore della Regione Toscana ai rapporti istituzionali, dopo la sospensione della sentenza di lapidazione per Sakineh Ashtiani, la donna iraniana condannata a morte per adulterio e concorso nell’omicidio del marito. E’ “importante che un verdetto così crudele sia stato sospeso e che i sassi siano caduti dalle mani dei boia, ma adesso le autorità iraniane vadano avanti e dicano un no totale alla pena di morte”, dice Nencini. Aggiungendo: “Da laico, ho in mente la sconfitta dei farisei che, volendo lapidare un'adultera, finirono per far cadere i sassi quando Cristo pose la famosa domanda. Sempre da lai co ricordo la non piccola circostanza che nel Corano, come bene detto dal premi Nobel, non esistono giustificazioni per la lapidazione”.

“Del tutto inqualificabile il ricorso alla lapidazione ma altrettanto improponibile una qualunque condanna a morte - rimarca Nencini - E' giusto sottolinearlo anche dalla Toscana, terra che sul contrasto alla pena di morte vanta un primato da non affidare solo alle rievocazioni storiche ma da sventolare di continuo, e ovunque, quando qualcuno si ostini a pensare che questo sia un deterrente giusto per fare giustizia” (Inform)

 

 


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