DIRITTI UMANI
Iran: sospesa la sentenza di lapidazione per Sakineh Ashtiani
Riccardo Nencini: Importante tenere alta la bandiera
dei diritti umani. No della Toscana alle esecuzioni capitali
FIRENZE - E’ “una prima risposta alla domanda di
civiltà giunta da tutto il mondo a riprova di quanto sia importante tenere alta
la bandiera dei diritti umani”. Così Riccardo Nencini, assessore della Regione
Toscana ai rapporti istituzionali, dopo la sospensione della sentenza di lapidazione
per Sakineh Ashtiani, la donna iraniana condannata a morte per adulterio e concorso
nell’omicidio del marito. E’ “importante che un verdetto così crudele sia stato
sospeso e che i sassi siano caduti dalle mani dei boia, ma adesso le autorità
iraniane vadano avanti e dicano un no totale alla pena di morte”, dice Nencini.
Aggiungendo: “Da laico, ho in mente la sconfitta dei farisei che, volendo lapidare
un'adultera, finirono per far cadere i sassi quando Cristo pose la famosa domanda.
Sempre da lai co ricordo la non piccola circostanza che nel Corano, come bene
detto dal premi Nobel, non esistono giustificazioni per la lapidazione”.
“Del tutto inqualificabile il ricorso alla lapidazione
ma altrettanto improponibile una qualunque condanna a morte - rimarca Nencini
- E' giusto sottolinearlo anche dalla Toscana, terra che sul contrasto alla
pena di morte vanta un primato da non affidare solo alle rievocazioni storiche
ma da sventolare di continuo, e ovunque, quando qualcuno si ostini a pensare
che questo sia un deterrente giusto per fare giustizia” (