PARTITI
Di Biagio (Fli) parla della sua adesione al gruppo “Futuro
e libertà per l’Italia”
Il deputato, eletto nella ripartizione Europa, si sofferma
anche sulla sua attività di responsabile per gli Italiani nel Mondo del Pdl
ROMA – Aldo Di Biagio, deputato eletto nella ripartizione Europa per il Pdl e oggi iscritto al gruppo parlamentare “Futuro e libertà per l’Italia”, chiarisce in una nota le ragioni del suo riposizionamento politico a seguito delle divergenze tra Berlusconi e gli esponenti del partito più vicini alle posizioni di Gianfranco Fini evidenziatesi negli ultimi mesi. Tra le riflessioni, anche una presa di posizione che concerne il suo incarico di responsabile per gli italiani nel mondo del Pdl.
“Ogni volta che ci troviamo dinanzi ad una svolta nel quadro politico italiano, sia essa complessa o illuminata, non manca qualcuno che, stentando a comprenderne la ratio, si cimenta in analisi approssimative del fenomeno in questione – scrive Di Biagio - per il desiderio irresistibile di guadagnare quelle due stentate righe in un blog. Questa cosa mi fa male anche perché sembra essere piuttosto diffusa come pratica tra alcuni italiani nel mondo”.
Rispetto alla critiche avanzate in seguito alla sua adesione al nuovo gruppo di Futuro e Libertà, Di Biagio spiega che “molti di noi qualche mese fa sono stati posti dinanzi ad un bivio: da un lato cadere nella deriva dell’antipolitica in salsa autoritaria, vale a dire ciò che il Popolo della Libertà stava diventando sotto la spinta propulsiva del suo leader. Dall’altro strutturare un circuito di idee e di progettualità politiche che riprendesse in pieno l’autentica mission del Pdl della prima ora, mettendo al centro di tutto la politica ed il bene del Paese”.
In merito alla posizione di responsabile del partito per gli italiani nel mondo, “incarico che forse a qualcuno potrà sembrare particolarmente ambito o ricco di onori”, egli rileva come tale immagine non coincida con la realtà dei fatti. “Nell’aprile del 2009 ho accolto con soddisfazione ed orgoglio l’incarico di coordinare un settore tanto complesso ed ampio - ricorda Di Biagio, - ben consapevole delle difficoltà a cui andavo incontro. Mi sono ritrovato invece dinanzi un settore evanescente, senza risorse senza linee guida senza riscontri dai vertici”.
“Coordinare un
settore di una realtà più vasta e magmatica significa confrontarsi con il vertice
di questa, ottenere energie, risorse e persone da questa e creare insieme un
grande progetto. Questa filosofia non coincideva con quella operativa del
Pdl, che, proprio come nei confronti del nostro settore - specifica, -
ha operato in questo modo nei confronti di tutti gli altri settori organizzativi
del partito. A questo punto appare chiaro che in realtà un partito nel senso
funzionale/organizzativo non c’è mai stato, altrimenti sarebbe stata
“In ragione di tali aspetti, essendo stato conclamato soltanto a livello cartaceo il mio incarico nel settore Italiani nel Mondo, non confermato come si addice ad un grande partito di maggioranza a livello pienamente operativo, ritengo che altrettanto operativamente non sia auspicabile una dimissione dallo stesso – scrive Di Biagio. - Il concetto di dimissione implica il rassegnare un determinato compito o ufficio. Ebbene, non sussistendo nei fatti alcuno di questi, ritengo che il concetto a monte manchi di validità e coerenza. E la mancanza di direttive in tal senso da parte del coordinamento centrale del Pdl – aggiunge - sembrerebbe quasi voler confermare questo ragionamento”.
“L’auspicio è che, qualora quello che resta del Pdl dovesse scoprire all’improvviso di aver mal gestito la faccenda partito, colui che sarà chiamato a gestire il settore lo faccia con competenza e con devozione, e non con velleità di protagonismo”.
Di Biagio invita
infine i connazionali all’estero a guardare “oltre il deserto politico che purtroppo
ha accompagnato questi mesi di dibattito e confronto” . “La nostra priorità
- conclude il deputato - è quella di rimettere al centro il Paese ed il suo
futuro. E gli italiani nel mondo non possono esimersi da questa ambizione”.
(