STAMPA ITALIANA
ALL’ESTERO
Da “
Si rafforzano i ponti tra Croazia e Italia: in grande
evidenza il ruolo dell’Unione Italiana
Caloroso l'incontro alla Comunità degli italiani di Pola tra la premier Jadranka Kosor e i massimi rappresentanti della comunità nazionale
italiana. Furio Radin: “I diritti della Cni hanno vissuto una crescita particolare negli ultimi cinque
anni. Importanti il doppio voto e il bilinguismo sulla ipsilon istriana”
POLA – “
Dopo la visita al neocostruito
complesso scolastico di Montegrande, c’è stata, dunque,
l’importante tappa alla CI. Dapprima c’è stato un
incontro a porte chiuse con i vertici dell’UI e, poi, si è dato vita a un contatto
cordiale e diretto, tra tante calorose strette di mano con i rappresentanti
delle istituzioni della Comunità, che hanno gremito la sala polivalente del
sodalizio.
Il benvenuto Il primo solenne benvenuto agli illustri invitati e
ospiti è stato formulato dal presidente della Comunità degli Italiani di Pola, Fabrizio Radin. Saluto in
primis alla premier Jadranka Kosor,
al ministro della Scienza, dell’Istruzione e dello Sport, Radovan
Fuchs, quindi al presidente della Regione Istriana,
Ivan Jakovčić, al sindaco di Pola, Boris Miletić, all’ambasciatore
della Repubblica d’Italia in Croazia, Alessandro Pignatti Morano di Custoza, al console generale d’Italia a Fiume, Fulvio Rustico,
nonché ai massimi dirigenti dell’Unione Italiana e dell’Università Popolare
di Trieste, ai rappresentanti delle Comunità degli italiani e di tutte le istituzioni
minoritarie che operano a favore della CNI nella Repubblica di Croazia e di
Slovenia.
A Fabrizio Radin l’occasione
di esibire alla premier la visit card della Comunità
di Pola, fondata 63 anni fa e con oggi affiliati quasi
4.500 soci, associazione rappresentativa in missione speciale, tesa alla conservazione
e allo sviluppo dell’identità linguistico-culturale
italiana sul territorio, parte integrante dello stesso, al servizio dei bisogni
culturali dei propri appartenenti, aperta alle sollecitazioni della realtà che
la circonda. Non si è mancato di evidenziare il lodevole grado di tutela dei
diritti minoritari e l’alta rappresentanza degli italiani nella Città di Pola, il soddisfacente livello raggiunto di organizzazione
della verticale scolastica italiana, cui si aggiunge la sezione d’asilo appena
inaugurata nel complesso di Montegrande.
In Istria gli italiani non si sentono minoranza La parola, quindi, a Furio Radin, che nel sottolineare la dimensione multiculturale della
Città di Pola ha evidenziato anche la multiculturalità
di un più esteso territorio di cui è testimone la presenza in sala di italiani
dell’Istria, di Fiume, ma anche delle isole del Quarnerino, della Dalmazia senza trascurare l’esistenza dell’isola
nazionale italiana anche in Slavonia. Il presidente dell’UI ha menzionato i
tanti altri che non hanno voluto mancare all’incontro d’eccezione: i rappresentanti
della CNI di Slovenia, della diplomazia italiana, tra cui viceconsoli onorari,
del Comites, dell’UPT, con cui si collabora fruttuosamente
da oltre 40 anni come con il mondo degli esuli con i quali si condivide la medesima
origine. Con noi, anche le autorità regionali, come posto il risalto da Radin,
per dire che in Istria gli italiani non si sentono minoranza, ma componente
culturale, fatto che è rivelatorio dei rapporti qui
instaurati tra gli istriani.
Passi da gigante “Gli italiani apprezzano – così Radin
- gli sforzi che il governo croato investe nella tutela e nello sviluppo dei
diritti umani e minoritari. Penso che nell’ultimo decennio
Fiume, diritti non ancora riconosciuti L’atmosfera, a giudizio di Furio Radin, è positiva, mentre sarebbero maturate tutte le condizioni
per concretizzare fino in fondo l’Accordo sulle minoranze firmato da Italia
e Croazia nel 1996, vedi l’articolo 3, che parla di necessità di equiparare
i diritti della minoranza italiana su tutto il territorio di residenza. Qui
l’esempio di Fiume, dove diritti acquisiti in Istria già da tempo non sono stati
ancora riconosciuti, anche se la comunità italiana fiumana è la più numerosa.
Infine, si menziona il sistema scolastico italiano in Croazia: ben organizzato,
ottima collaborazione con il ministro ed i collaboratori, ma risalta la fragilità
del sistema, tanto che la disposizione sugli accorpamenti delle classi può condurre
in breve tempo alla chiusura delle scuole, fatto deleterio per una minoranza.
Da qui l’appello di Radin di rinunciare alle riduzioni e di riconoscere l’italiano
negli esami di maturità liceali quale lingua madre in tutti i suoi aspetti.
Un augurio di buona uscita dalla crisi, come conclusione, rivolto a Jadranka Kosor ed a tutti i cittadini
di Croazia, anche nel nome del mantenimento dei diritti umani che dipendono
direttamente dal benessere materiale.
Ottima la collaborazione con l’Unione Italiana Microfono ceduto alla premier, in
seguito, che ha ricambiato onori e soddisfazioni di essere partecipe a un siffatto
incontro. Lode alla presenza attiva di Furio Radin
nella coalizione di governo, non solo per quanto concerne i temi delle minoranze
nazionali, ma anche in tutte le faccende d’interesse nazionale in momenti di
pesante crisi economica. Perentoria Jadranka Kosor
nell’asserire che solo l’impegno collettivo, onesto e dignitoso di tutti può
aiutare il progresso dello Stato, della Regione Istriana, della Città di Pola.
Quanto alla posizione governativa nei confronti delle minoranze, questa è