MEMORIA
Cristina Scaletti: Premio Pieve, progetto importante
che
FIRENZE – “Non c'è futuro senza memoria. E una iniziativa
come quella del premio Pieve - tutta centrata sulla raccolta della memoria in
forma di diari, epistolari, autobiografie della gente comune, quelle storie
quotidiane con la 's' minuscola che fanno la grande storia - rappresenta un
progetto importante che
Un premio importante – ha confermato l'assessore Scaletti
– che da più di un quarto di secolo, grazie al lavoro di Saverio Tutino, è riuscito
a fare del centro della Val Tiberina “la città del diario”, con un archivio
formidabile di migliaia e migliaia di storie. E che continua ancora a crescere.
In questa edizione infatti il 'Pieve' darà spazio e voce a nuovi linguaggi della
memoria che ha direttamente sperimentato e sarà occasione di incontro e confronto
con altre esperienze di raccolta della memoria, come 'La banca della memoria'
di Torino o il progetto appena lanciato da Slow Food, 'I granai della memoria'.
Tanti gli appuntamenti del programma che è stato illustrato
oggi in conferenza stampa e che ospiterà naturalmente anche i linguaggi più
classici attraverso i quali la memoria si esprime, dalla scrittura al teatro
al cinema alla fotografia. Ci saranno figli testimoni della memoria dei loro
padri, una mostra fotografica con i racconti di vita in parallelo di bambini
rumeni e pievani, la presentazione della rivista dell’Archivio “Primapersona”,
completamente rinnovata, che da questo numero sarà edita da Forum di Udine.
Presentata anche la rosa finale scelta dalla Commissione
di lettura del premio, presieduta da Natalia Cangi. Domenica 12 settembre alle
16 sarà annunciato, alla fine della tre giorni della memoria, il vincitore tra
gli autori degli otto racconti autobiografici (Fabio Guindani per Sylvana Baragiola,
Maddalena Treccani per Magda Ceccarelli, Carlo Hendel, Giorgio Marchiani e Zoltán
Goda, Nicolino Marras, Grazia Marchesini per Dario Poppi, Kemal Subasciaki e
Serenella Tartarini per Manilio Tartarini).
E' invece il fotografo Mario Dondero, amico di lungo
corso dell'Archivio, il vincitore del premio “Città del diario
L’edizione 2010 segnerà anche l’avvio di un progetto
innovativo (“Impronte digitali”), che intende digitalizzare tutto il patrimonio
della Fondazione di Pieve, partendo dal pezzo più importante della collezione:
il Lenzuolo a due piazze di Clelia Marchi.
Un progetto di digitalizzazione del patrimonio documentario
della Fondazione del premio che