INTERVENTI
A
proposito del referendum del 26 settembre in Svizzera
Antonia Pichi (Pd Zurigo): “Disoccupati?”
ZURIGO - Sul sito ufficiale della Confederazione svizzera – Segreteria di Stato dell’economia SECO, http://www.seco.admin.ch/themen si può leggere una breve presentazione della revisione della legge sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI) oggetto del referendum del 26 settembre 2010.
Erano stati ottimisticamente previsti 100.000 disoccupati, in realtà si devono sostenere in media circa 130.000 persone. Quindi, per finanziare i vari ammortizzatori sociali, alla fine di giugno 2010 è risultato un deficit di sette miliardi di franchi.
La revisione della legge prevede di far affluire entrate supplementari aumentando i contributi sui salari che, per le persone con un reddito fino a 126.000 franchi, passerebbero dall’attuale 2% al 2,2% .
I redditi più elevati cioè compresi tra i 126.000 ed i 315.000 franchi sarebbero tassati con un cosiddetto contributo di solidarietà solo dell’1% e limitatamente al tempo necessario per pareggiare i conti. Nessuna menzione viene fatta per i redditi superiori a 315.000 franchi.
In una società giusta più alto è il reddito, più alta è la percentuale di tasse pagate. In questo caso invece succede il contrario:oltre i 315.000 franchi di salario non si paga più nulla, nemmeno il già misero 1%. Evidentemente i ricchi contribuiscono solo in minima parte e per un tempo limitato al risanamento di questo deficit.
La legge prevede anche tagli pesanti sulle indennità di disoccupazione che attualmente coprono i disoccupati. Ad esempio adesso chi ha versato contributi per almeno un anno ha diritto in caso di disoccupazione ad un ‘indennità di un anno e mezzo, in futuro avrà diritto solo ad un anno. Le persone con meno di 25 anni al massimo riceveranno l’indennità per nove mesi. Aumenteranno i periodi di attesa dagli attuali 5 giorni passeranno a 10, 15, fino a 20 giorni.
Secondo i dati registrati a luglio il tasso di disoccupazione non è del 2,5% come era stato previsto dal Consiglio federale e dal Parlamento, ma del 3,6%. In Ticino si registrano punte del 4,8%. In totale comunque oggi in Svizzera i senza lavoro registrati a luglio 2010 sono 142.130.
Le persone si interrogano sulle ragioni di questa crisi e di questo grande aumento di disoccupati. Alcuni pensano che in parte sia dovuta speculazioni finanziarie di grandi gruppi bancari ed assicurativi. Comunque è un dato di fatto che le vittime di questi errori siano coloro che hanno perso il lavoro e che i lavoratori con i redditi più bassi debbano sopportare un peso maggiore per risolvere un problema che non è solo loro, ma è di tutta la società.
Non bisogna cadere nella trappola che contrappone lavoratori salariati e lavoratori disoccupati fomentando una guerra tra poveri. Non bisogna credere che se vincesse il NO il Consiglio federale dovrebbe aumentare l’aliquota di contribuzione dal 2% al 2,5% a partire dal 1 gennaio 2011 perché esistono altre possibili misure.
Ad esempio i contributi potrebbero essere stabiliti in percentuale crescente rispetto al reddito: chi guadagna di più deve pagare di più. Non è accettabile che i ricchi in questa società siano pronti solo a dividersi i lauti guadagni e non siano pronti ad assumersi la responsabilità di questa crisi .
Pur riconoscendo la necessità di far quadrare i conti, non si capisce perché a pagare debbano essere i più poveri.
In conclusione
è importante votare No alla domanda del referendum relativa alla revisione LADI
e far sì che il Consiglio federale elabori proposte più giuste. (Antonia Pichi*-
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Segretario circolo Pd di Zurigo