PERDONANZA 2010
“Celestino V? Il Martin Luther King del
Medioevo”
Intervista al giornalista e scrittore Angelo
De Nicola
L’AQUILA - L’edizione della Perdonanza che si è appena conclusa, la numero 716, è stata la prima vera edizione dell’era post terremoto. Dopo il basso profilo e gli eventi ridotti al minimo che avevano caratterizzato, per forza di cose, l’edizione 2009, quest’anno le istituzioni e i vari comitati organizzatori sono potuti tornare a una programmazione un po’ più ricca e articolata, nella quale, oltre agli appuntamenti religiosi, hanno trovato di nuovo spazio concerti, mostre, fiere e gare sportive.
Uno degli spettacoli più interessanti è stato quello tenutosi domenica 22 Agosto nella basilica di S. Maria di Collemaggio: la cantata per coro, orchestra e voce recitante Celestino V – un povero cristiano, con i testi curati da Angelo De Nicola e le musiche scritte e dirette da Stefano Fonzi ed eseguite dall’Orchestra Sinfonica Abruzzese e dal Coro Cappella Ars Musicalis.
Stefano Fonzi è un giovane compositore (è nato nel 1977) e direttore d’orchestra aquilano, già definito dalla critica “il vero erede musicale di Ennio Morricone”. Diplomatosi presso il conservatorio dell’Aquila “A. Casella” e specializzatosi a Boston, Fonzi ha maturato già diverse esperienze nel campo della composizione di colonne sonore per lungometraggi e di musiche per sigle e programmi radiofonici e televisivi, svolgendo anche l’attività di arrangiatore per diversi cantanti del panorama pop italiano.
Angelo De Nicola, giornalista e scrittore, è caposervizio del Messaggero ed autore di diversi saggi (tra i quali Presunto innocente, sul caso Perruzza, e Da Tragnone a Fidel Castro, gli eventi che sconvolsero L’Aquila) e di due romanzi, incentrati proprio sulla figura di Celestino V (La maschera di Celestino e La missione di Celestino).
La presentazione
dello spettacolo scritto insieme a Stefano Fonzi si è rivelata un’ottima occasione
per incontrarlo e rivolgergli alcune domande, sull’Aquila,
Come
e quando è iniziata la collaborazione fra lei e Stefano Fonzi, dalla quale è
poi scaturita l’idea per la realizzazione del concerto “Celestino V. Un povero
cristiano?”
«Ho avuto l’onore di collaborare con il maestro Stefano Fonzi già nel 2006 quando, nell’ambito del progetto “Note di cronaca” ideato del maestro Vittorio Antonellini, si scelse il caso del delitto di Balsorano. Anche in quell’occasione ho scritto per Fonzi i testi per il concerto che ha fatto da “apripista” a un’idea geniale che, infatti, ha avuto un enorme successo a Roma con il concerto in onore dei magistrati Falcone e Borsellino. Siamo convinti che anche nel caso di Celestino V, il cui messaggio è sempre attualissimo, si possa “bucare” il panorama nazionale».
Stefano
Fonzi è autore di diverse colonne sonore per teatro, tv e cinema. Tali esperienze
professionali, naturalmente, hanno influito anche sulla musica scritta per questo
concerto, una musica dal respiro e dalle suggestioni filmiche. Secondo lei la
figura e la parabola di Celestino V si presterebbero bene a trasposizioni cinematografiche
o televisive?
«Sì, il timbro del maestro Fonzi richiama le atmosfere di Ennio Morricone. Un film o una fiction su Celestino V sarebbero fondamentali per lanciare il messaggio che, alla luce del sisma, è ancora più fondamentale per la rinascita dell’Aquila. Ma su questo obiettivo dovrebbe lavorare la città intera unendo le forze. Noi aquilani avremmo anche le credenziali giuste: solo che ognuno pensa per sé, anche dopo la tragedia che ci è capitata, e tali risultati non si raggiungeranno mai».
Nel
testo da lei scritto è esplicitamente citato, sia nel titolo che nel corpo della
narrazione, Ignazio Silone (“L’avventura di un povero cristiano”, ndr). In che
misura la lettura siloniana di questo personaggio della storia della cristianità
l’ha influenzata?
«Non a caso “L’avventura di un povero cristiano” è stata una fortunatissima trasposizione teatrale che fece il grande Teatro Stabile dell’Aquila nel 1969... Per me l’impostazione siloniana resta un faro. Mi verrebbe da dire che Celestino V era un “cristiano senza chiesa ed un socialista senza partito”. Silone è stato il primo ad intuire la valenza del messaggio celestiniano: le atmosfere dell’“Avventura di un povero cristiano” sono un passaggio fondamentale per chi vuole capire l’Eremita del Morrore. Silone fa dire a Fra’ Pietro: “Il popolo cristiano bada di più a quello che i preti o i frati fanno che a quello che essi dicono”. E’ di un’attualità sconvolgente.
Lei
si occupa di Celestino V e della Perdonanza da molto tempo. Ricordiamo, ad esempio,
il suo romanzo “La missione di Celestino”, pubblicato nel 2006, i cui proventi,
fra l’altro, sono stati dati interamente in beneficenza. Quali sono le ragioni
alla base di questo suo interesse per questo Papa?
«Guardi, a mio giudizio Celestino V è l’essenza dell’Aquila, la mia città che per me è anche una “madre”, che oggi è in gravi, gravissime condizioni. Questo “Gandhi del Duecento”, in una città neonata perché L’Aquila era nata solo una quarantina di anni prima, come fosse predestinata, lancia una vera e propria rivoluzione con la sua incoronazione (decentrata rispetto a Roma) e con la sua Bolla del Perdono. Questo “Martin Luther King dei suoi tempi” detta anche una sorta di ricetta che, infatti, lancia L’Aquila che diventa di lì a poco una metropoli, seconda città del Regno delle Due Sicilie dopo Napoli. Una ricetta ancora attuale. Prescindere da Celestino, oggi significa non ricostruire L’Aquila. Io dicevo: viva Celestino! Oggi lo urlo».
Lei
ha definito più volte Celestino V il Gandhi e il Martin Luther King del Medioevo.
E’ un paragone affascinante ma anche azzardato, vista la radicale diversità
dei contesti storico-culturali nei quali ciascuno di questi personaggi visse
ed operò. Inoltre non si può dire che Celestino V avesse le doti di un leader
né che alla base del suo “messaggio” vi fossero intenti o obiettivi politici.
Alla luce di quali affinità, dunque, può essere fatto questo paragone?
«Un “povero cristiano”
che crea un Ordine (i Celestini: “Il più potente Ordine che
Secondo
lei perché un umile eremita semianalfabeta, che si era sempre tenuto lontano
da intrighi e giochi politici di palazzo, fu eletto papa? Se, scegliendo lui,
«Questo è un discorso
storico difficile da analizzare, almeno per me che non sono attrezzato. Sappiamo
che in quel momento
Parliamo
un po’ della Perdonanza. E’ la festa religiosa più importante che ci sia all’Aquila
e ad essa gli aquilani sono molto legati. Si ha l’impressione, però, che più
che appartenere all’intera municipalità,
«La classe dirigente
che da anni governa la città con
L’essenza
e lo spirito del messaggio celestiniano consistettero nel mettere al primo posto
non i potenti ma gli umili, i diseredati, i poveri. Lei ritiene che, appunto
valorizzandone maggiormente l’aspetto sociale rispetto a quello prettamente
spirituale, oggi anche i non credenti possano riconoscersi nella Perdonanza?
«