INFORM - N. 157 - 27 agosto 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Questa sera su RaiTre puntata de “La grande storia” dedicata all’emigrazione italiana

“Polenta e macaroni. Quando gli altri eravamo noi”

Il documentario di Nietta La Scala racconta l’emigrazione dal 1876 al 1976. Sei monologhi di Mario Perrotta

 

ROMA – “Polenta e macaroni. Quando gli altri eravamo noi”: questa sera alle 21.10 su RaiTre va in onda una puntata de “La grande storia” dedicata all’emigrazione italiana.

Il documentario “Polenta e macaroni” di Nietta La Scala racconta l’emigrazione italiana dal 1876 al 1976. In cento anni furono 27.000.000 le persone che lasciarono l’Italia in cerca di lavoro. Il documentario sarà inframezzato da sei monologhi scritti appositamente da Mario Perrotta e da lui stesso interpretati. I monologhi accompagneranno il racconto dei grandi cicli migratori dei nostri connazionali, mettendone in evidenza gli aspetti “emotivi” attraverso lo stile tipico della scrittura e del teatro di Mario Perrotta. Una storia fatta di storie, raccontata da “La grande storia”con l’ausilio di linguaggi diversi: la memoria delle testimonianze, il racconto delle immagini di repertorio, l’affabulazione di un narratore, i flash di una fiction d’epoca cinematografica o televisiva.

Il documentario rievoca alcune storie di queste persone, alcuni episodi tra i più difficili, brutali, inquietanti. Emigrati facile preda di agenti cui vendere le proprie braccia e i propri figli. Bambini di appena sette-otto anni, ceduti per 100 lire a trafficanti senza scrupoli, per mendicare nelle piazze al comando di ambulanti o lavorare nelle vetrerie francesi. “Occhio zio Sam sbarcano i sorci!” così titolava una vignetta su un giornale americano nel 1903. Quei sorci, rappresentati mentre schizzano correndo fuori da una stiva, sono solo alcuni tra le migliaia di italiani che si riversarono negli Stati Uniti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. E, poi, i clandestini sulle navi per le Americhe o tra i sentieri delle Alpi. Storie in un’America che linciava gli italiani, perché bastardi dal sangue nero. Storie in una Svizzera che considerava non grave l’omicidio di un italiano e che gli vietava per legge di tenere con sé i figli. Così molti bambini vivevano nascosti. Storie in Belgio, dove i nostri minatori lavoravano in cunicoli di 30 cm e dove erano disprezzati perché considerati ancora alleati del nemico nazista. Storie dell’emigrazione fascista nelle colonie africane e quella del dopoguerra propagandata dal governo come contributo individuale alla ricostruzione dell’economia nazionale. Per il video cliccare sulla pagina  http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7f193173-868d-47a9-b086-735a94425653.html?p=0  ( Inform )


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