RASSEGNA STAMPA
Da “la Repubblica”
Frattini: “Archiviato il voto anticipato
non espelleremo chi sarà leale”
ROMA «Le elezioni? sono state archiviate».
Franco Frattini, ministro degli Esteri, inneggia alla pace ritrovata. Non disdegna
critiche a Bossi («Con Casini ha usato toni sbagliati e offensivi») ma gli riconosce
di aver fatto prevalere il «buon senso». E ritiene che ora «le ragioni della
politica possano trionfare anche con i finiani». In questa direzione prospetta anche un ammorbidimento
della decisione dei probiviri del Pdl sui ribelli:
la «lealtà alla maggioranza e al governo», insomma, potrebbe scongiurare le
espulsioni.
No all'Udc e no ad elezioni anticipate.
Si può dire che la partita dei veti fra Berlusconi e Bossi è finita in parità.
«L'incontro di Lesa riafferma la primazia
della politica su ipotesi agostane un po' avventate. Sia quella di un allargamento
puro e semplice della maggioranza all'Udc. Sia quella di elezioni anticipate
come opzione prioritaria».
Nel Pdl ha
prevalso la ragionevolezza o il timore di uscire ammaccati dalle urne?
«Già nella riunione del 20 agosto a
Palazzo Grazioli nel Pdl si è capito che la stabilità
è un valore irrinunciabile. L'ha compreso anche Bossi, che come Berlusconi ha
il contatto con il territorio. Vi siete chiesti come mai nessun imprenditore
ha espresso un solo dubbio sul fatto che la legislatura non debba essere chiusa
in anticipo?».
Nessuna paura della concorrenza interna,
lei dice.
«Sappiamo che la Lega nelle indicazioni
di voto è data in rialzo. Ma non a scapito del Pdl.
Il Carroccio cattura voti nelle regioni rosse, fra i delusi della sinistra».
Non crede che questa vicenda possa
aver incrinato il rapporto di fiducia fra Berlusconi e Bossi?
«Bossi, nei confronti di Casini, ha
usato toni sbagliati e offensivi. La Lega si è irritata per l'idea che si potesse
sostituire un pezzo di una coalizione che ha vinto le elezioni con un partito
che le ha perse. Sarebbe un precedente gravissimo. Resta il fatto che con Casini
si possono trovare convergenze importanti sui temi della famiglia. O del Sud».
Il Cavaliere ha cominciato a guardarsi
anche da Tremonti
«Sottoscrivo la frase di Bossi: Giulio
sarebbe matto se volesse fare il premier».
Il pallino ora torna nelle mani di
Fini.
«Gli attacchi di Fini rendono il rapporto
personale con Berlusconi difficilmente ricucibile. Spero che il buon senso ora
prevalga anche con i finiani. Sterilizziamo frasi
senza senso o fantasticherie come quelle di Briguglio
e Granata sulla politica estera: alla Farnesina fino a poco tempo fa c'era il
loro capo, che nei confronti della Russia o della Libia ha avuto lo stesso atteggiamento
che ora denunciano. In Fli la stragrande maggioranza
è pronta a confermare la fiducia al governo e vuole rispettare gli impegni sui
cinque punti. Fissiamo in parlamento questa volontà e andiamo avanti».
E se Fini dovesse annunciare il nuovo
partito?
«La conseguenza inevitabile sarebbe
l'espulsione immediata di tutti i finiani, alcuni
dei quali occupano posti di responsabilità nel Pdl.
Ma la rassicurazione di Urso, in questo senso, è importante».
Urso vi chiede pure di annullare la
decisione dei probiviri sui deferimenti di Bocchino, Briguglio
e Granata.
«Ho lavorato, nell'ufficio di presidenza
del Pdl, per non recidere il cordone ombelicale con
i finiani. Se il loro comportamento ora sarà di una
leale collaborazione, le decisioni dei probiviri ne potrebbero essere positivamente
influenzate. Tutto si tiene».
I finiani
non mancano di esprimere perplessità sul processo breve. Per voi è un tema irrinunciabile?
«Se decidiamo che la legislatura continua
secondo la volontà degli elettori, dobbiamo consentire al premier di governare
ed evitare non a lui ma a migliaia di cittadini di rimanere intrappolati in
lunghi processi».
Il voto oggi è più lontano?
«Le elezioni sono state archiviate.
E se qualcuno vorrà toglierle dall'archivio, rompendo il vincolo di maggioranza,
si assumerà una responsabilità gravissima».(Emanuele Lauria-la Repubblica 26 agosto 2010)
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