SVIZZERA
Si raccolgono firme pro referendum
per introdurre pena di morte contro pedofili
Il disappunto di Antonio Razzi (Idv): Consegnerò una nota all’ambasciatore svizzero Regazzoni
ROMA - In Svizzera si stanno raccogliendo
firme per indire un referendum per introdurre la pena di morte per reati
di pedofilia. Nel Paese la pena capitale è stata abolita nel 1942. Centomila
le firme necessarie e promotore dell’iniziativa è Marcel Graf, informatico di
35 anni del Canton Zurigo.
Il deputato Idv
Antonio Razzi, eletto nella Circoscrizione estero, non ha mancato di esprimere
il suo “imbarazzo”. “Vivo da tantissimo tempo in Svizzera, ormai è come la mia
seconda patria e mi dispiace che si voglia introdurre la pena di morte anche
se per reati di inaudita gravità come quelli della pedofilia” ha detto Razzi.
D’altronde, il “dispiacere” dell’on. Razzi è “giustificato dalla proverbiale
riluttanza che il popolo italiano ha per la pena di morte in una fase storica
che peraltro vede la sua abolizione in circa trenta paesi europei”.
“Non mancherò di esprimere il mio disappunto
in una nota che provvederò a consegnare personalmente all’ambasciatore svizzero
in Italia dr. Bernardino Regazzoni” ha puntualizzato Razzi - facendomi latore
anche del cospicuo numero di italiani lì residenti”. Lo sdegno per la pedofilia
muove sentimenti di reazione forti e ciò non solo in Svizzera ma questo
non deve, secondo Razzi, degenerare in soluzioni capitali.
“Non capisco proprio come si possa
andare contro la Convenzione dei diritti dell’uomo alla quale la Confederazione
ha aderito a piene mani - ha ricordato Razzi – con quella ratifica la
Svizzera si è impegnata a rinunciare alla pena di morte in tempo di pace come
in tempi di guerra”. ( Inform )