ITALIANI ALL’ESTERO
Da “Tribuna Italiana”
Emozione e riconoscenza nell’omaggio
alla memoria di Antonio Macri
E’ stato organizzato dal Comites di Buenos Aires e dalla Faca,
su iniziativa di Irma Rizzuti
Emozione e riconoscenza. Queste le
due parole che possono descrivere, in estrema sintesi, l’omaggio alla memoria
di Antonio Macri, che si è tenuto martedì 17 agosto
organizzato dal Comites di Buenos Aires e dalla Federazione
calabrese (FACA), nel salone Felice Lora, al secondo
piano della sede consolare.
Alla manifestazione in ricordo del
compianto dirigente di origine calabrese, deceduto otto anni fa, hanno preso
parte numerosi familiari, tra i quali il figlio Jorge,
deputato della Provincia di Buenos Aires e il nipote Mauricio,
capo del governo della Città di Buenos Aires. Presenti anche l’ambasciatore
d’Italia in Argentina, Walter Guido La Tella e l’on.
Ricardo Merlo, deputato italiano residente a Buenos Aires, mentre l’on. Giuseppe
Angeli ha inviato una adesione. Tanti anche i collaboratori e gli amici di Tonino
Macri, così come gli esponenti della collettività
che hanno voluto testimoniare con la loro presenza, la riconoscenza verso l’imprenditore
e dirigente che fu, tra l’altro, vicesegretario del CGIE per l’America latina.
L’omaggio alla memoria di Antonio Macri è nato su iniziativa di Irma Rizzuti,
presidente della Commissione rapporti istituzionali del Comites
di Buenos Aires. E il presidente del Comites Graciela Laino, ha aperto la serie
di interventi, ricordando di Macri il suo essere un
emigrante, che non solo si era distinto per la sua laboriosità, capacità e intelligenza
nel costruirsi una posizione di riguardo, ma anche per essere stato consapevole
delle sue radici e per la volontà di occuparsi anche degli interessi degli altri
emigrati. Con grande impegno, mettendo in campo la sua capacità e partecipando
alla vita del Comites, del CGIE, del quale fu vicesegretario
per l’America Latina e di varie associazioni della collettività. Un impegno
instancabile che lo portò ad essere tanto apprezzato dalla collettività, in
seno alla quale cominciarono a chiamarlo “il caro Tonino”, ha ricordato il presidente
Graciela Laino. “Cosí lo ricordiamo anche
noi”, ha concluso.
Il console Elena Clemente ha messo
in risalto la personalità di Antonio Macri come imprenditore
e come uomo, segnalandolo come esempio alla collettività, per il suo impegno
alla partecipazione nelle istituzioni della collettività e nel tenere alto il
nome dell’Italia, senza mai rinnegare le proprie radici.
L’ambasciatore Walter La Tella ha sottolineato che non avendolo conosciuto, ha capito
comunque - da quanto le è stato riferito da tante persone - la grande visione
di lungo termine di Antonio Macri, nel lavorare per
unire gli interessi della collettività, dell’Argentina e dell’Italia, riuscendo
a trovare interlocutori validi sia in Italia che in Argentina. Per tale motivo
- ha detto l’Ambasciatore - Macri è un modello e un
punto di riferimento per la collettività che con l’omaggio esprime riconoscenza
e affettuoso ricordo.
Da parte sua Antonio Pisano, presidente
della FACA, ha voluto mettere in evidenza la calabresità
di Antonio Macri: “Era nostro, uno di noi”, ha detto,
sottolineando inoltre il modo religioso, nel senso di re-ligare,
che aveva Macri nelle sue attività, pensando non a
se stesso ma agli altri.
Infine a invitato i giovani a riscoprire
e a difendere il patrimonio ricevuto dagli emigrati, rendendo omaggio al loro
lavoro e al grande contributo dato al paese.
L’ingegner Giovanni Mosca, vicepresidente
dell’Ospedale Italiano, che durante decenni condivise con Antonio Macri
le attività in seno al Direttivo della Società di Beneficenza in Buenos Aires
Ospedale Italiano, ha ricordato che l’ex presidente dell’Ospedale aveva iniziato
a interessarsi dapprima alla vita della Casa di Riposo di San Justo,
oggi diventato un secondo grande Ospedale Italiano. L’Ospedale, ha spiegato
l’ing. Mosca, gli era entrato nel cuore, come entra nel cuore della gente che
lo conosce, perché fa il bene della gente e Macri
lo aveva capito”.
Al di là delle sue capacità come imprenditore
e come dirigente, l’ing. Mosca ha voluto ricordarlo come una grande persona
piena di umanità. “Il cuore di quell’uomo, la dedizione di quell’uomo, al quale
va il mio commosso ricordo”, ha detto.
Da La Plata
è venuto il Gr. Uff. Giuseppe Negro, già presidente
del Comites di quella città e consigliere del CGIE,
nonché presidente dell’Istituto di Cultura Italica della capitale provinciale.
Molto emozionato, ha ricordato le battaglie insieme, in seno al CGIE, nel periodo
in cui fu approvata la modifica dell’articolo 48 della Costituzione creando
la Circoscrizione Estero.
Negro ha voluto mettere in risalto
anche la grande umanità di Macri, ricordando la disponibilità
ad occuparsi dei più bisognosi e ricordando un episodio, una volta che, alle
due del mattino, telefonò all’allora presidente dell’Ospedale per chiedergli
aiuto per un connazionale che aveva urgente bisogno di assistenza medica. Negro
lo portò da La Plata all’Ospedale Italiano in Buenos
Aires, e alla porta c’era Macri ad attenderli. Negro,
che conosce da quell’epoca la famiglia di Antonio Macri, ha detto che anche il figlio di Tonino, Jorge, è impegnato a La Plata ,
lavorando instancabilmente per migliorare l’Argentina.
Irma Rizzuti
ha spiegato che quando proposero di fare un omaggio alla memoria di Antonio
Macri, trovarono che in ogni settore della collettività l’iniziativa
era apprezzata ed appoggiata, rendendosi conto che il ricordo di Macri non è di un settore ma di tutta la collettività.
Poi ha detto di voler sottolineare
l’aspetto di Macri quale emigrato, con il processo
di sofferenza e di distacco che tale esperienza comporta.
Parlando poi del contributo di Antonio
Macri nel dare organicità alla rappresentanza della
collettività e quindi anche all’impegno politico in seno ad essa, ha ricordato
che non a caso il padre di Macri, Giorgio, era stato
uno dei fondatori del partito dell’uomo qualunque, nell’ultimo dopoguerra. Una
tradizione all’impegno politico ripresa ora dal figlio di Tonino, l’on. Jorge
Macri e dal nipote Mauricio,
governatore della città di Buenos Aires.
Nel ringraziare per l’omaggio alla
memoria di suo padre, Jorge Macri,
ha voluto ricordare, ricollegandosi a quanto detto da Irma Rizzuti
e dall’amb. La Tella sull’impego politico e sulla ricerca di coincidenze tra la collettività,
l’Argentina e l’Italia, la partecipazione di Antonio Macri al Comitato degli Italiani per la Giusta Pace. Come
si ricorderà, all’epoca della guerra delle Malvine, fu costituito tale comitato,
del quale facevano parte otto personalità della nostra comunità, che viaggiarono
in Italia per ottenere che l’Italia si dissociasse dalle sanzioni che i paesi
della Comunità europea avevano deciso nei confronti dell’Argentina e in appoggio
alla Gran Bretagna. Il Comitato ottenne che l’Italia si astenesse da tali sanzioni,
in considerazione dei profondi legami di sangue, storici, culturali e di ogni
tipo tra i due paesi.
E sul fatto che Macri
aveva vissuto l’esperienza dell’emigrazione, Jorge
Macri ha ricordato che quando la crisi si impadronì dell’Argentina,
sia lui che suo cugino Mauricio, di fronte alla prospettiva
di lasciare il Paese, in cerca di altri orizzonti, decisero di rimanere qui,
di impegnarsi nella politica per cercare di cambiare le cose, prendendo l’esempio
di Antonio Macri, che appoggiò tale decisione, anche
per evitare che i sacrifici di tanti emigrati cadessero nel vuoto della crisi.
Infine dopo aver ricordato che “mi
viejo”, viveva intensamente la sua italianità, anche con le
cose semplici come le canzonette e la cucina italiana, ha ringraziato il Comites, la FACA e tutta la collettività per l’omaggio.
Chiudendo la serata, è stata inaugurata
una targa in ricordo di Antonio Macri, nella stessa
sala Felice Lora. (Tribuna Italiana/ Inform )