RASSEGNA STAMPA
Gazzetta
del Sud online, martedì 10 agosto 2010
Da “Legalitalia” il forte invito a credere
nei valori della giustizia
Gratteri (Direzione distrettuale antimafia):
«Ciò che manca è un sistema giudiziario forte che scoraggi il delinquere»
REGGIO CALABRIA
- Una rivoluzione culturale per sconfiggere la 'ndrangheta, è questo l'invito
lanciato a tutte le forze sane della società civile dal palco di "Legalitalia
2010" in piazza Duomo. L'iniziativa promossa dal movimento "Ammazzateci
tutti" e dalla Fondazione "Antonino Scopelliti" giunta alla quarta
edizione. Una rivoluzione che nasce prima di tutto dalla voglia di verità, prima
ancora che di legalità. Verità per un atroce omicidio, quello che ha visto cadere
il 9 agosto del
S quelle vicende e soprattutto su come oggi occorra orientare l'impegno antimafia, si è sviluppata la prima delle due serate in programma, con il dialogo fra Rosanna Scopelliti, figlia del giudice e presidente dell'omonima fondazione, e Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale Antimafia di Reggio. Confronto moderato da Michele Cucuzza, giornalista e conduttore di "Uno Mattina", che proprio nel 2007 tenne a battesimo l'avvio, del percorso di "Ammazzateci tutti". «La Calabria – ha detto Cucuzza – è riuscita a dare uno straordinario segnale di vitalità con i ragazzi di Locri dopo il terribile delitto Fortugno. Con buona pace di quanti hanno cercato di minimizzare questo fenomeno di riscatto sociale». Ma davvero l'impegno della società civile è la questione numero uno quando si parla di antimafia? Al riguardo Gratteri non ha avuto dubbi nel ribadire ancora una volta che «ciò che manca è un sistema giudiziario forte, in grado cioè di non rendere conveniente delinquere. Il 50 % delle persone che noi abbiamo arrestato con l'operazione "Crimine", mediamente sarà condannata a sei, sette anni di carcere. Mi spiegate cosa rappresenta una pena detentiva del genere, davanti alla prospettiva di poter concorrere e decidere magari chi sarà il sindaco di un paese e di conseguenza influire sul piano regolatore, sugli appalti, in sostanza sulla vita economica di un intero territorio?».
Oltre il ricordo sempre vivo e presente del proprio padre, morto per un ideale di giustizia, nelle parole di Rosanna Scopelliti c'è l'invito «ad avere fiducia nella magistratura e nelle forze dell'ordine intorno a cui tutte le persone oneste della Calabria devono stringersi. Questa terra non deve essere abbandonata specie dalle giovani generazioni cui spetta il compito di costruire un futuro diverso, all'insegna dell'onestà e della legalità».
Ieri la chiusura della due giorni di "Legalitalia" ha fatto registrare dopo la messa ufficiata al Duomo da don Luigi Ciotti in suffragio del giudice Scopelliti, la consegna del premio "Scopelliti 2010" al Capo della Squadra Mobile di Reggio Calabria, Renato Cortese. «Un uomo – ha spiegato Aldo Pecora, presidente del movimento "Ammazzateci tutti" – che ha contribuito a mettere dietro le sbarre centinaia di criminali della 'ndrangheta, restituendo al tempo stesso ai cittadini il coraggio di sperare nella giustizia». «Siamo alla vigilia – ha aggiunto Pecora – di un cammino di grandi celebrazioni. Il quattro novembre a Reggio con le scuole al "PalaPentimele" giornata di confronto con testimonianze provenienti da tutti i settori dell'antimafia». Luigi De Angelis-Gazzetta del Sud online del 10 agosto 2010)