INFORM - N. 154 - 10 agosto 2010
ASSOCAMERESTERO
Cresce le presenza italiana nei mercati extra-europei
più dinamici
Le vendita dei prodotti made in Italy si rafforza soprattutto
in Cina, India, Russia e Brasile
ROMA – Cresce
negli ultimi anni la vendita dei prodotti italiani nei mercati extra-europei
più dinamici, quali Cina, India, Russia e Brasile.
Secondo i dati
diffusi in una nota da Assocamerestero, nel periodo 2000-2010, a fronte di una crescita
media annua delle vendite di prodotti italiani al di fuori dell’Unione Europea
a 27 del 4%, alcune realtà dei Paesi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) come
la Cina, l’India,
la Russia hanno
sperimentato un incremento medio rispettivamente del 14,4%, 12,4% e 11,9%.
“I Paesi extra-europei
si confermano protagonisti della ripresa dell’export italiano, con una crescita
del 13,2% su base annua nel solo primo semestre 2010 e una quota sull’export
complessivo che ha raggiunto il 43% circa – afferma Gaetano Fausto Esposito,
segretario generale di Assocamerestero. – Già da diverso tempo, infatti,
le nostre imprese hanno avviato una strategia di progressivo riposizionamento
nei mercati più dinamici dell’area, che stanno trainando la ripresa mondiale.
Ciò a fronte, invece, di un calo delle esportazioni verso le economie più “mature”,
come Giappone e Stati Uniti. Basti pensare, ad esempio, che nel 2004 i due Paesi
rappresentavano insieme un quarto dell’export italiano in ambito extra-europeo,
quota che ad oggi risulta in calo di oltre otto punti percentuali e pari al
16,7%”.
Buone le performance
segnalate da Assocamerestero in Brasile: con un valore delle vendite pari a
1,4 miliardi di euro nei primi cinque mesi dell’anno, nel 2010 l’Italia supera
la Francia
e diventa il secondo esportatore europeo su questo mercato, alla spalle della
Germania, grazie ad un incremento delle vendite che sfiora il 50% su base annua.
Sul podio dei settori di punta troviamo meccanica, mezzi di trasporto e prodotti
in metallo. In particolare, solo nell’ultimo anno, le vendite di mezzi di trasporto
sono aumentate del 53% circa e rappresentano il 19% dell’export complessivo,
in virtù soprattutto di alcuni sottocomparti come la componentistica auto, che
nell’ambito del settore detiene una quota dell’82%.
Anche la Turchia è un partner commerciale
strategico per l’Italia: nel primo semestre 2010, il made in Italy
incrementa le proprie vendite del 54% su base annua, con un valore pari a 3,8
miliardi di euro. La Turchia
supera così la Russia
(ferma ad un valore di 3,4 miliardi) e diventa il terzo mercato di sbocco dei
prodotti italiani nell’area extra-europea, preceduta da Stati Uniti e Cina,
non considerando la Svizzera,
che comunque è il secondo Paese di destinazione delle nostre merci al di fuori
dell’Unione. Nei primi sei mesi del 2010 il surplus della bilancia commerciale
italiana con la Turchia
è aumentato di oltre 800 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2009,
passando da 280 milioni a 1,1 miliardi di euro. Come per il Brasile, i settori
trainanti dell’export sono meccanica, mezzi di trasporto (per un terzo si tratta
di vendite di autoveicoli) e prodotti in metallo. (Inform)