QUIRINALE
Napolitano: “La celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia
si nutre di un rinnovato senso della missione per il futuro della nazione”
ROMA - Sarà dedicata al 150° anniversario dell'Unità
di Italia l'inaugurazione dell'Anno scolastico 2010-
L'itinerario del presidente Giorgio Napolitano nei 'Luoghi della memoria' per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia è partito da Genova il 5 maggio scorso: proprio dallo scoglio di Quarto il 5 maggio del 1860 prese avvio, con la spedizione dei Mille, la fase conclusiva del lungo percorso del movimento per l'Unità, che sarebbe culminata il 17 marzo 1861 nella proclamazione dello Stato unitario.
"L'Unità d'Italia fu perseguita e conseguita - ha detto il capo dello Stato nell'intervento a Genova, ripreso, insieme ad altri, nella pubblicazione 'Per l'Unità d'Italia. Verso il 150° anniversario della fondazione dello Stato nazionale' - attraverso la confluenza di diverse visioni, strategie e tattiche, la combinazione di trame diplomatiche, iniziative politiche e azioni militari, l'intreccio di componenti moderate e componenti democratico rivoluzionarie. Fu davvero una combinazione prodigiosa, che risultò vincente perché più forte delle tensioni anche aspre che l'attraversarono".
Per il presidente
Napolitano tutte le iniziative in programma per il 150° - come quelle già svoltesi
a Rionero in Vulture, a Marsala e a Salemi, oltre che a Genova - "fanno
tutt'uno con l'impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti
dinanzi a noi: perché quest'impegno si nutre di un più forte senso dell'Italia
e dell'essere italiani, di un rinnovato senso della missione per il futuro della
nazione. Ieri volemmo farla una e indivisibile, come recita la nostra Costituzione,
oggi vogliamo far rivivere nella memoria e nella coscienza del paese le ragioni
di quell'unità e indivisibilità come fonte di coesione sociale, come base essenziale
di ogni avanzamento tanto del Nord quanto del Sud in un sempre più arduo contesto
mondiale. Così, anche nel celebrare il 150°, guardiamo avanti, traendo dalle
nostre radici fresca linfa per rinnovare tutto quel che c'è da rinnovare nella
società e nello Stato". (