INFORM - N. 153 - 9 agosto 2010
STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“La Gente d’Italia”,
redazione di Montevideo
Quando studiare è vita
MONTEVIDEO - Ore
"quasi 8" del mattino, quarto piano dell’ Edificio Lapido, ufficialmente
riconosciuto come monumento nazionale della storica Avenida 18 de Julio, i tre
chilometri del centro di Montevideo più trafficati e pieni di vita. Nell’aula
più grande della ‘Dante alighieri’, illuminata da due ampie finestre e due grandi
lavagne bianche, tra libri minicomputer e immancabile mate, si è già radunato
il primo gruppetto di alunni, soprattutto alunne, del Corso di Comunicazione
e Giornalismo Multimediale cominciato il 12 Luglio. Disegnato nel
1930 in stile Art Deco dagli architetti Juan Aubriot
e Ricardo Valabrega, l’edificio introdusse criteri di architettura internazionale
e costituisce oggi una sede specialmente giusta per questo genere di studi;
per molti anni, appena costruito, fu sede di un’impresa giornalistica; con l’arrivo
della Dante Alighieri, gusto internazionale, tradizione giornalistica locale
e cultura italiana hanno reso più che mai nobili le storiche mura del Lapido
e i 24 partecipanti al corso di 700 ore sembrano percepire la particolare atmosfera
che queste mura trasudano. A me capita di essere il terzo docente del corso,
dopo i colleghi Pantaleone Sergi e Massimo Massimi, trattando soprattutto di
giornalismo d’agenzia, cuore di qualsiasi sistema di comunicazione moderno.
Devo essere sincero: arrivando dall’Italia non sapevo cosa aspettarmi dalla
situazione in generale, dagli alunni e da me stesso, pur avendo già insegnato
o essendo stato guest lecturer di istituzioni prestigiose come le Università
Gregoriana e Urbaniana e di altri campus americani e canadesi. Ero anche un
po’ preoccupato prima di cominciare. E invece mi trovo davanti un gruppo di
14 alunne e nove alunni che rappresentano uno spaccato affascinante, seducente,
di umanità internazionale capace di dar subito vita a quella straordinaria “opera
collettiva dell’ingegno”, come auspica una legge italiana sulla professione
giornalistica, che tanto assomiglia a un’antica, nobile bottega artigiana. Una
bottega in cui allievi e maestri costruiscono insieme ogni giorno, con una piena
corrispondenza di “amorosi sensi”, un percorso dialettico e maieutico di conoscenza
che riesce a trascendere una classica situazione docente-discenti e realizza
con partecipazione, serietà ma anche allegria, un convinto tentativo di “realizzare
se stessi”, come secoli fa il grande umanista Leon Battista Alberti prescriveva
come dovere d’ ogni essere umano. Anche il nome dell’Avenida è di buon auspicio:
il 18 luglio 1830, quasi due secoli fa, venne scritta la
Carta costituzionale dell’Uruguay, luminosa testimonianza di
impegno civile; studiare in questa strada, in questo palazzo, è per tutti una
splendida occasione di crescita, di preziosi rapporti interpersonali a cui fa
da angelo custode tutto il personale della Dante Alighieri, presente ogni giorno
con grande dedizione e squisita cortesia, anche molto prima e molto dopo alunni
e insegnanti. Quando ogni giorno, verso le 14, dopo sei faticose e coinvolgenti
ore di lavoro comune, le lezioni finiscono, in realtà non è così facile
sciogliere l'assemblea e andarsene, sentendo che il tempo insieme non è
mai sufficiente ad approfondire tutto quello che si vorrebbe discutere e
affrontare. Agli organizzatori e curatori dell’iniziativa va non solo gratitudine
e stima ma anche il giusto riconoscimento di un’impresa difficile e speciale,
portata avanti con grande impegno, in maniera generosa e pienamente encomiabile.
Se le scuole del pianeta fossero tutte così, il mondo sarebbe un posto di gran
lunga migliore. (Pietro Mariano Benni*-La Gente d’Italia/Inform)
* Direttore Agenzia missionaria
Misna