INFORM - N. 153 - 9 agosto 2010


MARCINELLE

Di Biagio (Fli) partecipa in Belgio al 54° anniversario della tragedia mineraria

“Marcinelle, simbolo ed eredità da cui partire per cogliere il valore della nostra emigrazione”

 

MARCINELLE – Aldo Di Biagio, del gruppo “Futuro e Libertà per l’Italia”, ha partecipato ieri a Marcinelle al 54° anniversario della tragedia mineraria in cui morirono 262 lavoratori di cui 136 di nazionalità italiana.

“La commemorazione della tragedia di Marcinelle – ha spiegato Di Biagio - è diventata da qualche anno un momento di sincera riflessione su quelle che sono state le difficoltà della nostra storia. E di  questa evoluzione  dobbiamo ringraziare Mirko Tremaglia, colui che ha reso possibile l’istituzionalizzazione di questa giornata commemorativa e che ha contribuito in maniera valida e sentita a creare una coscienza dell’italianità oltre confine nel nostro Paese”.

“Oggi Marcinelle è un simbolo – ha proseguito il parlamentare, - l’espressione del coraggio e della forza di centinaia di italiani fuggiti dalle loro terre per cercare fortuna e realizzare un sogno o per trovare condizioni di vita migliori. In un momento certamente non facile della storia del nostro Paese. E’a loro che deve rivolgersi l’attenzione del Paese intero affinché venga data un’adeguata e condivisa commemorazione ai giovani italiani scomparsi in condizioni atroci. Affinché il ricordo del sacrificio non si sbiadisca mai e la memoria di questa tragedia rimanga viva e lampante nella società italiana”.

“La tragedia di Marcinelle – ha affermato Di Biagio - ci porta a riflettere sulle condizioni in cui sono costretti a vivere molti lavoratori. Le umiliazioni ed i sacrifici che i nostri connazionali hanno dovuto sopportare sono un’eredità che non può essere abbandonata in un angolo della nostra storia. E da questa eredità che bisogna partire anche per cogliere il valore della nostra emigrazione e, allo stesso tempo, per comprendere l’essenza della nuova migrazione”.

“Un’eredità – ha concluso Di Biagio - che è e deve essere prima di tutto europea. Senza alcuna demagogia, ma con la dovuta volontà e capacità analitica con la quale poter affrontare una società in evoluzione. Una premessa di emancipazione sociale dinanzi alla quale non dobbiamo e non possiamo rimanere indifferenti”. (Inform)


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