FESTIVAL PIETRE CHE CANTANO
Dall’Aquila, qualcosa di bello
Per la prima volta un concerto al Chiostro
di San Domenico
L’AQUILA- Sì, qualche cosa di bello c’è ancora, in pieno centro storico, zona rossa, cioè chiusa al transito di tutti i cittadini, tranne che agli addetti ai lavori. E’ il chiostro del convento di San Domenico, accessibile da via Buccio di Ranallo, negato alla città fino a tempi recenti poiché da due secoli destinato a prigione. Liberato da quell’uso una decina di anni fa, è stato restaurato e riportato alla piena agibilità prima del sisma del 6 aprile 2009. E, miracolo! umano piuttosto che divino, nel sisma non ha subito alcun danno, è rimasto intatto nonostante la forte sollecitazione. Un grazie di cuore a tutti quelli che l’hanno restaurata, hanno dimostrato che si può fare, e bene, e che qualcosa dell’Aquila può stare in piedi, nonostante tutto.
Il festival Pietre
che Cantano ha portato tanti aquilani in questo posto stupendo, per
Ebbene, il Festival Pietre che Cantano quest’anno ha consentito a tutti gli aquilani di ammirare ed usare per la prima volta il chiostro del convento di San Domenico. Ampio, con arcate doppie a chiudere il suo spazio, ci ha accolti e sbalorditi, prima per la bellezza ed il pregio della sua architettura, poi per il fatto che è un bel pezzo di storia della città agibile ed aperto alle attività culturali tradizionali.
Che gioia! Ritrovarsi in tanti in un luogo così
bello, perfetto, per un momento abbiamo dimenticato le brutture dell’esterno,
brutture materiali e morali, dati certi squallidi recenti fatti di cronaca.
E’ stato un momento di liberazione da un incubo, di riappropriazione della nostra
identità culturale. Siamo stati guidati in questo processo di liberazione dall’eloquenza
colta ed efficace del Professor Raffaele Colapietra che ha illustrato
la storia della chiesa e del convento annesso, terminando il suo discorso con
una esortazione al superamento dall’incubo della distruzione ed alla riappropriazione
della migliore aquilanità, quella amante della musica, dell’architettura e delle
arti in generali ed operosa in questi settori. Poi, dopo uno scrosciante applauso,
è incominciato il concerto, musiche per violoncello ed orchestra di Camille
Saint Saens e
Un grazie di cuore a Luisa Prayer ed a tutti quelli che hanno operato per questo
concerto. (Emanuela Medoro-