INFORM - N. 152 - 6 agosto 2010


INTERVENTI

Dalle colonne della rivista “Insieme”, edita in Brasile

Fabio Porta (Pd) sull’attuale situazione politica italiana

“La probabile fine del governo Berlusconi? Una buona notizia per gli italiani all’estero”

 

CURITIBA – Fabio Porta, eletto per il Pd nella ripartizione America meridionale alla Camera dei Deputati, esprime dalle colonne del numero di agosto della rivista italiana “Insieme”, pubblicata in Brasile, il suo pensiero sulla situazione politica attuale. 

“Il governo Berlusconi non ha più la maggioranza! Sembra incredibile, - afferma Porta - ma il governo che, grazie ad una pessima legge elettorale che proprio il partito del presidente del Consiglio aveva voluto, poteva godere della più grande maggioranza parlamentare della storia di tutti i governi italiani del dopoguerra, non è più in grado di governare”.

L’esponente Pd rileva che dopo due anni, nel corso dei quali Berlusconi ha messo in secondo piano i problemi degli italiani e “in terzo e quarto piano quelli dei connazionali all’estero”, l’Italia rischia di dover affrontare una nuova campagna elettorale in un periodo estremamente critico, come quello attuale contrassegnato da una grave crisi economica mondiale.

Secondo Porta la situazione sarebbe precipitata a causa del rapporto privilegiato di Berlusconi con la Lega Nord, partito noto per le sue discutibili posizioni sulle tematiche relative all’immigrazione e sul carattere unitario del Paese, e di episodi giudiziari che hanno coinvolto alcuni esponenti dell’attuale governo e condotto “una parte importante dello stesso Pdl ad assumere una posizione sempre più critica e preoccupata – scrive Porta, che indica in Gianfranco Fini, co-fondatore del Pdl, quale “interprete più autorevole di questo disagio”.

“Berlusconi, che non ammette dissensi al suo interno e non sopporta contestazioni al suo esterno, non ha sopportato questa forte dialettica interna: ha di fatto cacciato Fini dal partito – aggiunge il parlamentare Pd, - confidando nel fatto che il presidente della Camera sarebbe rimasto solo e isolato. Non è andata così. 34 deputati e 10 senatori hanno costituito alla Camera e al Senato gruppi autonomi che, pur continuando a rimanere nella maggioranza che sostiene il governo, da oggi in poi rivendicano autonomia di giudizio e quindi di voto in relazione a tutto ciò che non era contenuto nel programma sottoposto dal Pdl nel 2008 agli elettori italiani”.

Porta segnala come questa situazione non reggerà a lungo: “Il governo non ha più la forza né la legittimità per andare avanti - dice.

Pur se la caduta del governo Berlusconi aprirebbe una pericolosa crisi politica e potrebbe complicare la situazione dell’economia italiana, “al tempo stesso sarebbe la fine di una tragica farsa che, con alterne vicende, – afferma Porta - ha portato l’Italia degli ultimi quindici anni a perdere credibilità e peso a livello internazionale, a partire dal rispetto degli italiani e dei loro discendenti all’estero, che mai come in questo momento sono stati lontani dall’Italia e dalle sue principali istituzioni”.

“E’ per questi motivi che per gli italiani nel mondo la fine del governo Berlusconi sarebbe una buona notizia - conclude l’esponente Pd, - nella fondata speranza che il governo che gli succederebbe non andrebbe a ripetere gli errori del “berlusconismo”, segnato da una miope e incomprensibile distanza dall’Altra Italia che noi abbiamo la grande responsabilità oltre che l’orgoglio di rappresentare in Parlamento”. (Inform)


Vai a: