INFORM - N. 151 - 5 agosto 2010


CAMERA DEI DEPUTATI

La Commissione Esteri avvia l’esame delle nuove norme sul conferimento della Stella della Solidarietà italiana

Tra le innovazioni illustrate da Narducci (Pd) l’attenzione, al fine del conferimento dell’onorificenza, per chi  promuove rapporti di amicizia tra l’Italia ed altri paesi

 

ROMA – La Commissione Affari esteri della Camera dei Deputati ha cominciato ieri l’esame del provvedimento sulle nuove norme per il  conferimento della Stella della Solidarietà italiana (modifiche ed integrazioni al decreto legislativo n°812 del 9 marzo 1948).

Il relatore del provvedimento, Franco Narducci (Pd), prima di  illustrare le novità introdotte dal dispositivo, ha ricordato che l’Ordine della Stella della Solidarietà italiana (OSSI) è stato istituito, nel secondo dopoguerra, per “attestare il merito di chiunque avesse specialmente contribuito alla ricostruzione dell’Italia, sia cittadino italiano all’estero che straniero”.  Le nomine relative all’OSSI, disposte per decreto dal capo dello Stato su proposta del ministro degli Affari Esteri, che si fa carico anche dell’aspetto finanziario per insegne, diplomi e cancelleria legati all’onorificenza,  sono state, dalle origini (1948) ad oggi, circa 14.500.

“Le innovazioni recate dal disegno di legge in esame mirano in primo luogo a soppiantare il riferimento ai meriti per la ricostruzione dell’Italia, evidentemente datato – spiega Narducci - con le particolari benemerenze nella promozione di rapporti di amicizia e di collaborazione tra l’Italia e gli altri paesi. Si muta altresì la denominazione dell’OSSI in «Ordine della Stella d’Italia»”.

Per il vice presidente della Commissione Esteri, tale dispositivo potrà “rafforzare il prestigio delle onorificenze nazionali, consentendone altresì una più equilibrata distribuzione nel contesto internazionale, ampliando la platea dei potenziali destinatari, qualificando l’Ordine della Stella d’Italia al secondo posto tra gli ordini cavallereschi nazionali”.

Le classi di onorificenza passerebbero, quindi, da tre a cinque: cavaliere di gran croce, grande ufficiale, commendatore, ufficiale e cavaliere; “un ampliamento opportuno – rileva Narducci – nell’ottica di una più accentuata gradazione del prestigioso riconoscimento”. Particolarmente apprezzata dal relatore anche l’istituzione, nelle nuove norme, di una classe speciale che conferisce il titolo di gran croce d’onore quale riconoscimento a caduti o gravemente feriti nello svolgimento all’estero di attività di alto valore umanitario.

Narducci ricorda infine che “i criteri di conferimento e di revoca delle onorificenze, nonché le caratteristiche dell’Ordine della Stella d’Italia, saranno disciplinati mediante regolamento da emanare entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge”. Un regolamento adottato su proposta del ministro degli Esteri di concerto con i ministri dell’Interno e dell’Economia e finanze,  e su cui Narducci invita il governo a riferire al Parlamento, prima della sua adozione, “anche perché – segnala - non sono mancate in passato polemiche su talune onorificenze conferite per iniziativa consolare“. Il parlamentare giudica infatti “importante che sia disciplinata l’ipotesi di perdita dell’onorificenza nel caso in cui l’insignito se ne renda indegno, ferme restando le disposizioni pertinenti della legge penale”.

Il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, ha dal canto suo affermato di condividere le osservazioni del relatore ed ha manifestato la disponibilità del governo “ad anticipare al Parlamento i termini del regolamento da emanare, pur in assenza di uno specifico obbligo di legge”.

In assenza di interventi e rinunciando al termine per la presentazione degli emendamenti, il presidente della Commissione Stefano Stefani dichiara concluso l’esame preliminare del provvedimento che sarà trasmesso alle Commissioni competenti per l’espressione dei pareri. (Inform)


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