INFORM - N. 150 - 4 agosto 2010


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana” di oggi l’editoriale del direttore Marco Basti

La crisi del Pdl e gli italiani all’estero

 

BUENOS AIRES - Non è chiaro se Silvio Berlusconi ha fatto male i calcoli, magari indotto da informazioni errate, oppure se ha un asso nella manica che calerà nel momento opportuno, ma ad oggi sembra più accreditata la prima ipotesi. Infatti, nel prendere la decisione di divorziare dal cofondatore del partito, Gianfranco Fini, sembra aver calcolato male il numero dei parlamentari disposti a lasciarlo per inseguire il presidente della Camera, per cui, sembra, che sia venuta meno la netta maggioranza ottenuta in Parlamento alle elezioni di due anni fa, e che, specialmente alla Camera, avrebbe bisogno di quattro o cinque deputati in più per raggiungere la automatica maggioranza di 316 voti. E qui che le notizie dall’Italia fanno pensare ad una “riscoperta” dei parlamentari eletti all’estero.

La confusione deriva dal fatto che tra i membri dell’opposizione che il governo avrebbe sondato e dai quali avrebbe ottenuto l’assenso ad appoggiare il governo alla Camera, ci sono tra deputati dei Liberaldemocratici, partito dell’ex premier Lamberto Dini. Tra essi l’on. Daniela Melchiorre che alle europee dell’anno scorso, si candidò in alleanza con il Maie, il partito dell’on. Ricardo Merlo, che, come il partito di Dini, fa parte del gruppo misto della Camera. Non significa però che tutti i membri del gruppo misto la pensano allo stesso modo ed hanno interessi uguali. E specificamente, per quanto riguarda la crisi del Pdl, la secessione degli oltre trenta deputati finiani e la ricerca di appoggi da parte degli operatori del premier, le posizioni del Maie, movimento Associativo Italiani all’Estero e i Liberaldemocratici, le posizioni sono opposte. Mentre l’on. Melchiorre e i suoi colleghi di partito sono pronti a saltare dall’altra parte, il Maie dell’on. Merlo mantiene il suo atteggiamento fortemente critico del governo, partendo dall’opposizione alle misure prese dal governo Berlusconi nei confronti degli italiani all’estero.

Ma la crisi all’interno del partito di maggioranza, si ripercuote anche su altri esponenti del Pdl all’estero, con una divisione tra quanti seguono Berlusconi, quanti operano nell’area finiana e anche coloro che restano in mezzo, indecisi su quale strada seguire.

Per esempio, tra chi segue Fini, ci sono l’ex ministro Mirko Tremaglia, il coordinatore del Pdl per gli italiani all’estero Aldo Di Biagio e il deputato eletto nella Ripartizione America Meridionale e residente a Rosario Giuseppe Angeli. Tutti e tre provengono dall’area di Alleanza nazionale, il partito che era presieduto da Fini e che si sciolse nel Pdl e quindi è ragionevole pensare ad un loro passaggio nelle file del Presidente della Camera. Anzi, alcuni fra loro, come Tremaglia o lo stesso deputato Angeli, non avevano nascosto la loro insofferenza per le politiche decise dal governo nei confronti degli italiani all’estero.

Ma c’è anche la sen. Barbara Contini, entrata a Palazzo Madama proposta da Berlusconi, a conclusione della sua missione tra gli italiani all’estero, lavorando nella costituzione delle liste del Pdl nella Circoscrizione all’estero. In quanto responsabile degli italiani all’estero, si ricorda a Roma, sua è stata la decisione di mettere in lista, tra gli altri, Nicola Di Girolamo, entrato al Senato in rappresentanza degli italiani in Europa e poi dimessosi perché coinvolto nella compravendita di voti e nell’affare Mobkel. una decisione ispirata, si disse allora, dall’on. Marco Zacchera, responsabile in quel momento di An per gli italiani all’estero, che sarebbe stato colui che aveva presentato Di Girolamo alla Contini. Zacchera però, ha deciso di rimanere nel gruppo del Pdl alla Camera dove, tra l’altro, presiede il Comitato per le questioni degli italiani all’estero.

A livello locale non si sa ancora cosa decideranno i due delegati del Pdl recentemente nominati dall’on. Di Biagio: Eugenio Sangregorio e Franco Tirelli.

E’ chiaro però che la vicenda è servita al sen. Caselli per ribadire, ancora una volta, che lui non riconosce Di Biagio e quindi neanche i delegati da lui nominati.

La crisi del Pdl quindi, ha avuto i suoi riflessi tra i parlamentari italiani all’estero e per qualche ora, cioè fino a che l’on. Merlo non ha comunicato la sua posizione, i media italiani sono tornati ad occuparsi di loro. (Marco Basti-Tribuna Italiana) marcobasti@tribunaitaliana.com.ar


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