ITALIANI ALL’ESTERO
Dal “Messaggero di sant’Antonio”, luglio-agosto
2010
Grecia. Due
giovani italiane all’ombra del Partenone
La civiltà
dell’incontro
Laura Piccolotto
ed Elena Sallusto: due modi di vivere l’identità italiana all’estero come fattore
di crescita e di interazione culturale
ATENE - «Il mio primo impatto non è stato
affatto positivo. Era la mia prima esperienza all’estero e mi sono ritrovata
in un paese che aveva un ritmo di vita completamente diverso dal mio. Inoltre
non avevo nessuna base linguistica, e mi era impossibile decifrare l’alfabeto
greco e accedere alle informazioni commerciali». Laura Piccolotto, 27 anni,
guarda oggi con distacco ai suoi primi mesi vissuti in Grecia e alle tante difficoltà
incontrate lungo il suo percorso di italiana all’estero. Ma rifarebbe esattamente
tutte le scelte fatte alcuni anni fa. «Avevo iniziato con un tirocinio all’Istituto
italiano di Cultura che doveva durare solo tre mesi – rammenta Laura –. Rimanendo
qui per sei mesi, ho iniziato invece a maturare l’idea di voler vivere qui.
La mia è un’esperienza molto personale e assolutamente slegata da fattori esterni.
Di fronte a un’offerta che mi avrebbe permesso di tornare in
Terminato il tirocinio, Laura ha iniziato a cercare altri lavori per vivere ad Atene senza il rassicurante filtro dell’istituzione italiana. Il suo primo impiego è arrivato grazie a un’agenzia di viaggi, seguito poi dall’esperienza nel campo delle mostre d’arte e dall’impiego come tecnico per una multinazionale dell’informatica. Due anni vissuti inseguendo la propria voglia di costruirsi un futuro lontano dalla quotidianità italiana.
«Sono stata molto fortunata – ammette Laura –:
in tutti i lavori che mi sono trovata ad affrontare, ho incontrato persone che
mi sono state vicine e mi hanno aiutata moltissimo, a livello lavorativo e personale.
Questo è stato fondamentale per me. Ad Atene sono felice, e credo di aver compreso
anche il perché in questi due anni: ho la consapevolezza che il guadagno e il
denaro siano importanti, ma che è importante anche vivere
Nella terra che ha consegnato all’umanità
il dono della filosofia e le basi della cultura occidentale, la presenza italiana
è sempre stata poco numerosa. O, forse, semplicemente meno evidente, essendo
permeata di italianità nelle sue numerose isole mediterranee. L’Italia, nelle
isole greche, ha lasciato il segno con
Elena Sallusto, 30 anni e una laurea in Economia e Commercio, incarna perfettamente il modello italo-greco fatto di reciproche contaminazioni. Residente a Salonicco, già segretaria del Comites italiano in terra ellenica, Elena segue con passione il proprio lavoro nel settore delle relazione pubbliche e del giornalismo. E difende a spada tratta la cultura italiana come senso di identità.
«Sono nata in
Grecia da genitori italiani – racconta Elena –. Mi ricordo che fin da quando
ero piccola, i miei genitori ospitavano ogni estate i nostri cugini dall’Italia,
e durante le feste natalizie andavamo noi a trovarli. La casa si riempiva di
gente; mio padre parlava per ore con mio zio, mentre mia madre preparava piatti
tipici italiani. Al di là degli stretti contatti che abbiamo mantenuto con i
nostri familiari in Italia,