INFORM - N. 149 - 3 agosto 2010
ITALIANI ALL’ESTERO
Sulle tracce degli aviatori italiani in Argentina
Un excursus dei numerosi connazionali che contribuirono,
anche a costo della vita, allo sviluppo dell’aviazione argentina
BUENOS AIRES -
Moltissimi piloti italiani lasciarono le loro tracce anche nei cieli argentini.
Già all’inizio del XX secolo, Giuseppe Silimbani e sua moglie, Antonietta Cimolini,
lasciavano coinvolti gli spettatori di ogni località dove si esibivano, fino
alla tragica scomparsa della Cimolini, nel 1904, quando precipitò nelle acque
del Río de la Plata. La Cimolini era nata nel 1878 a Casola Valsenio, provincia
di Ravenna. Appena ventenne, sposò Giuseppe Silimbani, originario di Forlì,
di professione fornaio, tenore dilettante e sportivo in molte discipline.
Il 30 gennaio
1910, un altro italiano, Riccardo Ponzelli, volava per la prima volta con un
aeroplano Voisin di 50 HP. Il 10 agosto 1912 si creava la Escuela de Aviación Militar
(Scuola dell’Aeronautica Militare), alle dipendenze del Ministero di Guerra,
e il 19 gennaio 1913, moriva il Tenente Emanuele Felice Origone, a causa di
un incidente aereo, il primo martire dell’Aeronautica militare argentina. Era
figlio di Raffaello Origone (o Origoni), di origine genovese e di Dolores Pereira.Il
10 Novembre 1913, il pilota Ernanni Mazzolenni assieme ai tenenti Pedro Campos
e Agustín Varona e il Signor Carlos Borcosque salì su un aerostato per le località
di Belgrano e Antonio Carboni percorrendo i 115 km in 18 ore e 55 minuti,
record di durata in mongolfiera. Nel 1919, Virgilio Mira, accompagnato da Antonio
M. Biedma, vola fra El Palomar e Montevideo nel suo monoplano Mira - Golondrina.
Era nato a Taino nel 1890. Emigrato con il padre in Argentina, conseguì il brevetto
di pilota nel 1915 e si dedicò a questa attività per ventidue anni. Si esibì
in numerose manifestazioni acrobatiche con un apparecchio Bleriot da lui modificato
a cui aveva imposto il nome di Golondrina (rondine). La sua spericolatezza nel
pilotaggio gli valse l’appellativo di “El Loco” Mira, (il pazzo Mira). È stato
un pioniere dell’aviazione argentina e un geniale inventore, studiò un nuovo
tipo di elica.
Il 18 novembre
dello stesso anno, il tenente Antonio Parodi si elevò da El Palomar fino a 6.300 metri di altitudine,
con un biplano Ansaldo SVA 10. Nel 1925, il tenente Pietro Zanni, nato il 12
marzo 1891, intendeva percorrere 19.320 chilometri
tra Amsterdam e Tokio, in venticinque giorni di volo, assieme al suo inseparabile
capo meccanico Filippo Beltrame. In quel momento, quattro nazioni gareggiavano
ad essere le prime a fare il giro del mondo in aeroplano: gli USA, il Portogallo,
il Regno Unito e la Repubblica Argentina.
Nel 1932, Giorgio E. Aiello, inventore e pilota, intendeva realizzare in Moreno
il primo volo di prova su un aereo di sua invenzione, un monoplano senza coda
Aiello motore Clerget di 130 HP.
Nel 1933, Carola
Lorenzini (all’anagrafe Carolina Elena Lorenzini) otteneva il suo brevetto di
pilota. Il 23 novembre 1941, l’Argentina perde Carola,una delle sue più pregiate
stelle durante una esibizione acrobatica. Era figlia di Giuseppe Lorenzini,
calzolaio e di Luisa Piana. Nel 1949, il sottufficiale principale Vincenzo Bonvissuto
stabilisce il record mondiale di salti con il paracadute realizzando 100 salti
in solo 8 ore e 1 minuto. Il record precedente lo aveva ottenuto un altro italo-argentino,
Nicolini, con 56 salti. Il 9 novembre 2006, Bonvissuto moriva all’Ospedale Aeronautico
Centrale di Buenos Aires, all’età di 89 anni e accompagnato dalla moglie Ana
María. Nel 1953 aveva inizio la scuola di paracadutisti con un aereo Piper Pa
II, comandato da Bruno Pandolfi e la prima brigata paracadutisti veniva così
composta da Carlo Falisttocco, Aldo Ferrari, Isidoro Añon, Leandro Sanis e Nelly
Lazo Cañuelas.
Persino l’aviatore
bresciano, con il brevetto di pilota numero 2 in Italia, Bartolomeo Cattaneo
sorvolò a lungo i cieli del Sudamerica. Questo pioniere del volo, allievo di
Blériot, compagno di Natham, Farman, Voisin, Chavez, Garros, Santos Dumont e
Calderara, era nato a Grosio -in Valtellina- il 30 gennaio 1883 dove i genitori
si erano temporaneamente trasferiti per lavoro.
La sua prima infanzia
la trascorse a Vico, frazione di Edolo in val Corteno, presso i nonni materni
Margherita e Gio Battista Perlotti. Cattaneo si trasferisce in Argentina anche
per promuovere l’aereo, il 5 novembre 1910 fa il primo volo sulla Capitale dello
Stato partendo dal campo aereo El Palomar con il Bleriot XI e il 16 dicembre
1910, dopo forzati rinvii si cimenta con pieno successo nella prima trasvolata
del Rio de la Plata,
90 chilometri
da Buenos Aires Argentina, a Colonia, in Uruguay. A ricordo, il Municipio di
Colonia fece coniare una medaglia d’oro dell’avvenimento con la seguente scritta:
“La Intendencia en representaciòn
de la Municipalidad
de Colonia a Bartolomé Cattaneo en testimonio de admiraciòn por su vuelo de
Buenos Aires al Real de San Carlos. Diciembre 16 de 1910”.
Si trasferì poi in Brasile dove si trova tra i fondatori della VASP, compagnia
aerea civile brasiliana, di cui é stato anche comandante, volando sulla tratta
San Paulo - Riberao Preto. Cattaneo non tornerà più in Italia e muore a San
Paolo il 2 aprile 1949.
Come dimenticare
il Tenente Marco Antonio Zar, fondatore dell’Aviazione Navale Argentina, nato
nel 1891 e scomparso nel 1955. Prese parte, alla Grande Guerra 1914/18, alle
dirette dipendenze della marina militare statunitense in Europa. Dopo ventotto
missioni di guerra, il 5 ottobre 1918, s’inserì alla Scuola dell’Aviazione Navale
con sede nel Lago Bolsena (Viterbo), al nordest di Roma. Li otteneva il brevetto
di pilota da caccia. Vive a Londra per poi tornare ad Orbetello (Grosseto) in
Toscana. Nelle basi dei Caproni a Cascina Costa e Cascina Malpensa –nell’alto
milanese-, fece il corso d’idrovolanti e poi, trasferitosi a Fiumicino, il corso
di pilota di dirigibili.
Si potrebbe aggiungere
molto di più riguardo i piloti argentini di origine italiana e non. Ad esempio,
si sa poco sui circa 600 piloti volontari, arruolati alla Royal Air Force (RAF),
alla Royal Canadian Air Force (RCAF) o alla Royal Navy (RN), che combatterono
contro la Luftwaffe
tedesca durante il secondo conflitto mondiale. Al comando degli Spitfire, Hurricane
e Mosquito, bombardieri Lancaster e Stirling parteciparono alla Battaglia dell’Inghilterra,
Africa settentrionale, il Mediterraneo o il “Day D”, con lo Stormo 164 “Argentine-British”.
Di loro, quasi 140 morirono, nove in prigionia e cinquantasei furono decorati.
Furono decorati anche altrettanti piloti italo - argentini che combatterono
nelle Malvinas come: Rubén Sassone, pilota di Pucará, Norberto Di Meglio, pilota
di Mirage V Dagger, Horacio Giagischia, pilota d’elicottero CH 47 Chinook, Jorge
Oscar Ratti, pilota di Mirage V Dagger, Guillermo Owen Crippa, pilota di Aermacchi
MB-339, Carlos Alberto Molteni, Rafael Gustavo Molini oppure Jorge Alberto Philippi.
Insomma è stato immenso il contributo degli italiani -anche di sangue- allo
sviluppo delle ali argentine. (Giorgio Garrappa Albani/Lombardi nel mondo -
Inform) www.lombardinelmondo.org