QUIRINALE
Il presidente della Repubblica al Consiglio Superiore
della Magistratura
Napolitano: “L’elezione del vice presidente di buon auspicio
per affrontare con obbiettività e concretezza i lavori del nuovo CSM”
ROMA - "Al vice presidente Vietti vanno il mio vivo compiacimento e il mio fervido augurio.
Credo non sfuggano a nessuno di noi il significato e il valore dell'esito della
votazione: e ne traggo motivo di particolare soddisfazione, considerandolo davvero
di buon auspicio per l'avvio dei lavori del nuovo Consiglio". Lo ha detto
il presidente della Repubblica e presidente del Consiglio Superiore della Magistratura
nell'intervento pronunciato a seguito della elezione di Michele Vietti
a vice presidente del CSM.
"Sono persuaso - ha affermato
Giorgio Napolitano - che sotto la sua guida quotidiana, il Consiglio saprà affrontare
con obbiettività e concretezza anche le questioni più complesse che di volta
in volta gli saranno sottoposte, così da pervenire a soluzioni adeguate attraverso
un confronto sereno, non inficiato da rigide contrapposizioni. Con la sua elezione
è divenuto il presidente di tutti. Ciascun componente del Consiglio potrà sentirsi
da lei rappresentato, ascoltato e garantito nell'esercizio delle sue funzioni.
Alla sua competenza e saggezza è demandato il compito di armonizzare le diverse,
libere voci e di stabilire col capo dello Stato un valido raccordo istituzionale.
Sono certo che, al pari del suo predecessore, senatore Mancino, saprà prestarmi
prezioso e costante ausilio".
Il presidente Napolitano ha raccomandato
al nuovo Consiglio "il più stretto e leale rapporto di collaborazione con
il ministro della Giustizia; un conferimento degli incarichi tempestivo, che
non si presti alle ricorrenti polemiche sul condizionamento di visioni correntizie;
uno sguardo attento agli aspetti organizzativi della giustizia escludendo che
si debba richiedere tutto a modifiche normative o a nuove risorse finanziarie".
"Principalmente raccomando - ha
sottolineato il capo dello Stato - grande cura nella formazione, specie dei
giovani magistrati: essi debbono essere consapevoli, in ogni momento, dei difficili
compiti loro affidati, mettendosi in grado di svolgerli con autorevolezza, riservatezza
e umiltà. Non debbono mai dimenticare che i casi sui quali sono chiamati a pronunciarsi
promanano da situazioni difficili e spesso dolorose che hanno per protagonista
l'uomo e le aspettative di giustizia che egli nutre. Accompagnateli costantemente
nel loro lavoro, in special modo quando sono chiamati a esercitare le funzioni
nei luoghi dove più forte è la presenza della criminalità e dove più forte è
perciò il bisogno di ogni cittadino di sentire la presenza dello Stato e la
sua determinazione nel contrastare violenze, sopraffazioni, corruttela".
"Ma a poco gioverebbe - ha quindi
rilevato Napolitano - l'impegno formativo del Consiglio Superiore, se esso non
si accompagnasse a effettivi controlli di professionalità. Su questo versante
e su quello della funzione disciplinare, il Consiglio sarà chiamato a dare contributi
essenziali".
Da parte sua, il presidente della Repubblica
ha assicurato "piena disponibilità a seguire con scrupolosa attenzione
l'attività del Consiglio contribuendo a essa, anche attraverso richiami e sollecitazioni
quando ciò si rendesse necessario per concorrere al più responsabile dibattito
sull'amministrazione della giustizia". (Inform)