INFORM - N. 148 - 2 agosto 2010


QUIRINALE

Il presidente della Repubblica al Consiglio Superiore della Magistratura

Napolitano: “Evitare una spirale fatale di recriminazioni e di scontri per un corretto equilibrio istituzionale”

 

ROMA - "In questo quadriennio il Consiglio ha dato prove di sensibilità e prodotto novità che è giusto valorizzare più di quanto non lo siano state finora". Lo ha detto il Presidente della Repubblica nella cerimonia di commiato dei componenti il Consiglio Superiore della Magistratura uscenti in risposta al discorso del vice presidente del CSM, Nicola Mancino.

"Non è rimasto chiuso a esigenze di riflessione su se stesso e di revisione del proprio modo di operare, a sollecitazioni che venivano spesso in chiave polemica da diversi settori dell'opinione pubblica, da diversi ambienti culturali e politici. Esso non è rimasto arroccato nella pura e semplice riaffermazione delle proprie prerogative, nella mera difesa e riproduzione di suoi comportamenti tradizionali".

Dopo aver richiamato il lavoro svolto dal CSM, Napolitano ha rilevato che il Consiglio appena eletto avrà da ritornare su "non poche questioni, specifiche e di fondo, ancora aperte: le questioni dell'assetto e del funzionamento dello stesso CSM; dell'articolazione dei suoi organi interni; la questione degli uffici scoperti e in special modo delle sedi disagiate, cui è stata dedicata una legge però non ancora pienamente attuata dal CSM; l'insieme delle questioni di fondo del funzionamento gravemente insoddisfacente dell'amministrazione della giustizia".

"Nessuno è più di me consapevole - ha affermato il presidente della Repubblica - dell'importanza decisiva dell'affermazione e del consolidamento di rigorose regole deontologiche per i magistrati e per gli stessi componenti del Consiglio. A ciò si potrà dedicare con la necessaria ponderazione il nuovo CSM, anche alla luce di vicende recenti, di ampia risonanza nell'opinione pubblica, e di indagini giudiziarie in corso, e mi riferisco a fenomeni di corruzione e a trame inquinanti che turbano e allarmano, apparendo, tra l'altro, legati all'operare, come ho di recente detto, di "squallide consorterie", delle quali tuttavia spetterà alla magistratura accertare l'effettiva fisionomia e rilevanza penale".

"Considero quella del presiedere il CSM - ha proseguito Napolitano - come una delle incombenze più impegnative e delicate del Capo dello Stato, come una delle prerogative, uno dei profili che più ne distinguono la figura in Italia nel confronto con altri paesi democratici. E vi è stato chiaro, credo, come io abbia inteso interpretare questo mio ruolo, come abbia teso ad esprimere la fedeltà convinta e attiva al principio costituzionale dell'autonomia e indipendenza della magistratura con iniziative e posizioni che ponessero l'altissima funzione dell'indagare e del giudicare al riparo da una spirale fatale di recriminazioni e di scontri sul piano politico e perseguissero, in tutti i sensi, un corretto equilibrio istituzionale.

Un equilibrio di cui dovranno farsi carico anche riforme, in materia di giustizia, che tendessero a rimodularlo. Sugli annunci di tali riforme, così come sulle ipotesi che possono liberamente prospettarsi, non ho da pronunciarmi. Attendo di conoscere testi di proposte da discutere in Parlamento, per fare quel che mi compete".

Il presidente Napolitano ha sottolineato come i componenti del CSM formino "un tutto unitario. Gli eletti dal Parlamento non sono rappresentanti di singoli gruppi politici, di maggioranza e di opposizione. Essi sono l'espressione della rappresentanza e funzione politica democratica affidata al Parlamento in quanto sede della sovranità popolare. Non possono perciò essere considerati come un corpo estraneo o separato nel seno di un'istituzione di autogoverno della magistratura che invece non è solo ad essa riferibile. Sono perciò certo che come tale - ripeto, come un tutto unitario - opererà a partire da lunedì e nei prossimi quattro anni il CSM, dando luogo a una feconda sinergia nello svolgere ogni sua funzione nel quadro delle istituzioni repubblicane. Sarò impegnato - ha concluso il capo dello Stato - in tal senso insieme con voi, nel solo comune interesse della Repubblica e dei cittadini". (Inform)


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