INFORM - N. 147 - 30 luglio 2010


INTERVENTI

Dino Nardi: Il carnevale dei toscani all’estero

 

ZURIGO - Anche a noi toscani residenti all’estero, attraverso le agenzie di stampa, è giunta la notizia della mozione, presentata dalla consigliera regionale Stefania Fuscagni e portavoce del PdL in Consiglio regionale della Toscana, con la quale impegna il Presidente della Regione Enrico Rossi a sospendere gli interventi a favore dei toscani all’estero (v. http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=6084&filtro, ndr).

Come premessa della sua mozione, la portavoce del PdL ha fatto l’elenco delle più importanti voci di spesa destinate ai giovani per iniziative e progetti di carattere linguistico, culturale  e  di formazione professionale ed ha anche ricordato che “è necessario prendere atto che per i conti pubblici è finito il carnevale e siamo entrati a tutti gli effetti in periodo di Quaresima”. Sempre dalle agenzie di stampa apprendiamo anche che l’Assessore Riccardo Nencini, titolare della delega per i toscani all’estero, ha già risposto alla consigliera Fuscagni (v. Inform n. 133 http://www.mclink.it/com/inform/art/10n13303.htm ndr)  ricordandole, tra l’altro, che, fin dall’inizio del suo mandato in questa legislatura, ha operato  affinché “gli stessi soldi possono essere spesi in maniera ancor più produttiva e si può tagliare, cosa che stiamo  facendo, sulle spese per gli organismi direttivi e le riunioni. In sintesi: spendiamo meno e spendiamo meglio”.

Ebbene, come toscano da sempre impegnato nell’associazionismo regionale e membro dell’Ufficio di Presidenza del  Consiglio dei Toscani all’Estero della Regione Toscana (peraltro in scadenza di mandato), confesso che sono rimasto amareggiato ma non stupito dalle dichiarazioni e dalla mozione della consigliera regionale Fuscagni.

Amareggiato perché, per i toscani della diaspora (oltre centomila, secondo i dati dell’AIRE), l’unico carnevale conosciuto è  quello  di Viareggio e non certamente quello inteso dalla portavoce del PdL. Infatti la Toscana, tra le Regioni che si  sono  date degli organismi di rappresentanza per i loro conterranei all’estero (Consulte, Comitati, Consigli, ecc.), è  sicuramente tra quelle, se non quella, che meno spende in viaggi per visitare le comunità toscane nel mondo e che meno investe nelle politiche a favore dei suoi emigrati (tra l’altro, ben oltre il 50% dei circa 800 mila euro del suo budget annuo, va ad iniziative a favore dei giovani). Sottolineo investito e non speso poiché tutte le iniziative a favore dei nostri giovani sono certamente un investimento sul futuro delle nostre comunità nel mondo per tenerle legate alla loro terra d’origine e non solo emotivamente, bensì anche economicamente attraverso flussi turistici preferenziali con la Toscana e, molto spesso, con una abitazione nella nostra Regione, sia pur tartassata fiscalmente come seconda casa grazie al Ministro Giulio Tremonti. Sì, proprio un investimento affinché i giovani di origine toscana, da adulti, siano i migliori sponsor ed ambasciatori della nostra Regione come lo sono e lo sono stati i loro genitori ed i loro nonni, e di quanto ce ne sia bisogno di persone vicine alla nostra regione in giro per il mondo ce lo ricorda proprio l’attualità di questi giorni con la denigrazione della Toscana da parte di diversi importanti media europei.

Dicevo amareggiato ma non stupito poiché in Italia da qualche tempo, con una forte accelerazione da quando si è insediato l’attuale governo, si tende ormai a riporre nei musei la nostra emigrazione mentre, ancora oggi, oltre 50 mila giovani italiani emigrano ogni anno. Un’altra Italia dimenticata. Basta vedere quello che sta accadendo nel Ministero degli Affari Esteri: la chiusura di Uffici consolari in zone dove vivono ancora numerose comunità italiane; il degrado raggiunto dagli Uffici consolari superstiti; servizi consolari agli utenti (soprattutto emigrati ma anche turisti italiani) che sarebbe più giusto definire disservizi; tagli che in questi ultimi tre anni hanno ridotto a meno del 50% il finanziamento delle politiche a favore dei circa quattro milioni di cittadini italiani residenti all’estero. Per cui nessun stupore che questa esponente del PdL in Consiglio Regionale, seguendo localmente la linea politica del suo  schieramento politico a livello nazionale, abbia chiesto al Presidente Enrico Rossi di sospendere gli interventi a favore dei toscani all’estero. Anzi, forse forse, dovremmo essere contenti che non ne abbia chiesto la cancellazione invece della sospensione! (Dino Nardi/Inform) nardi.svizzera@bluewin.ch


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