INTERVENTI
Dino Nardi: Il carnevale dei toscani all’estero
ZURIGO - Anche a noi toscani residenti all’estero, attraverso le agenzie di stampa, è giunta la notizia della mozione, presentata dalla consigliera regionale Stefania Fuscagni e portavoce del PdL in Consiglio regionale della Toscana, con la quale impegna il Presidente della Regione Enrico Rossi a sospendere gli interventi a favore dei toscani all’estero (v. http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=6084&filtro, ndr).
Come premessa
della sua mozione, la portavoce del PdL ha fatto l’elenco delle più importanti
voci di spesa destinate ai giovani per iniziative e progetti di carattere linguistico,
culturale e di formazione professionale ed ha anche ricordato
che “è necessario prendere atto che per i conti pubblici è finito il carnevale
e siamo entrati a tutti gli effetti in periodo di Quaresima”. Sempre dalle agenzie
di stampa apprendiamo anche che l’Assessore Riccardo Nencini, titolare della
delega per i toscani all’estero, ha già risposto alla consigliera Fuscagni (v.
Ebbene, come toscano
da sempre impegnato nell’associazionismo regionale e membro dell’Ufficio di
Presidenza del Consiglio dei Toscani
all’Estero della Regione Toscana (peraltro in scadenza di mandato), confesso
che sono rimasto amareggiato ma non stupito dalle di
Amareggiato perché,
per i toscani della diaspora (oltre centomila, secondo i dati dell’AIRE), l’unico
carnevale conosciuto è quello
di Viareggio e non certamente quello inteso dalla portavoce del PdL.
Infatti
Dicevo amareggiato
ma non stupito poiché in Italia da qualche tempo, con una forte accelerazione
da quando si è insediato l’attuale governo, si tende ormai a riporre nei musei
la nostra emigrazione mentre, ancora oggi, oltre 50 mila giovani italiani emigrano
ogni anno. Un’altra Italia dimenticata. Basta vedere quello che sta accadendo
nel Ministero degli Affari Esteri: la chiusura di Uffici consolari in zone dove
vivono ancora numerose comunità italiane; il degrado raggiunto dagli Uffici
consolari superstiti; servizi consolari agli utenti (soprattutto emigrati ma
anche turisti italiani) che sarebbe più giusto definire disservizi; tagli che
in questi ultimi tre anni hanno ridotto a meno del 50% il finanziamento delle
politiche a favore dei circa quattro milioni di cittadini italiani residenti
all’estero. Per cui nessun stupore che questa esponente del PdL in Consiglio
Regionale, seguendo localmente la linea politica del suo
schieramento politico a livello nazionale, abbia chiesto al Presidente
Enrico Rossi di sospendere gli interventi a favore dei toscani all’estero. Anzi,
forse forse, dovremmo essere contenti che non ne abbia chiesto la cancellazione
invece della sospensione! (Dino Nardi/