FARNESINA
VII Conferenza
degli Ambasciatori italiani nel mondo: sul sito www.esteri.it il bilancio della due giorni
Il Ministero degli Esteri del futuro al servizio del
sistema Italia
ROMA - Si è conclusa alla Farnesina la VII la Conferenza
degli Ambasciatori, “rinnovarsi per crescere”. E’ stato presentato un nuovo
Ministero degli Esteri alle istituzioni, all'opinione pubblica ed al mondo imprenditoriale.
Un organismo caratterizzato da un rinnovato core business, che affianca allo studio delle opzioni politiche
internazionali il sostegno alle iniziative economiche private, una maggiore
capacità gestionale ed una sinergia con le nuove istituzioni europee.
Presentare un nuovo Ministero degli Esteri alle istituzioni,
all'opinione pubblica ed al mondo imprenditoriale. E convincere anche ad investire
nel MAE - soprattutto nella sua nuova funzione e nel suo rinnovato core
business - lanciando l'allarme che tagli oltre un certo limite rischiano di
comprometterne la funzionalità. Lungo queste linee guida si è svolta alla Farnesina
la VII Conferenza degli Ambasciatori.
Nella due giorni di lavori - che ha visto la partecipazione
del Presidente Napolitano, del Premier Berlusconi e del Ministro Frattini -
si è puntato a presentare un MAE rinnovato ed il cambiamento del suo core
business. Il Segretario Generale Giampiero Massolo
ha sottolineato che il MAE, come tutti i Ministeri degli Esteri, “deve correre
dietro ad un mondo che cambia velocemente” e deve affrontare “quattro sfide”:
la globalizzazione, che “abolisce lo spazio e il tempo per gli Stati e per i
cittadini”; le nuove esigenze di fornitura di servizi ai cittadini ed alle imprese;
la necessità di nuove sinergie a fronte di un'Europa che si istituzionalizza
dopo Lisbona, anche con la nascita del servizio diplomatico europeo (SEAE);
infine, il fronte delle risorse, per cui si "deve riuscire a fare di più
con meno risorse evitando di fare meno con niente".
Alla Conferenza, a cui hanno partecipato oltre 130 Ambasciatori,
è stata presentata anche la nuova riforma del MAE: la razionalizzazione delle
direzioni generali, della rete diplomatica-consolare (finora ancora basata sulla
vecchia struttura migratoria italiana), l'innovazione informatica (anche per
una maggior trasparenza e tracciabilità dei documenti) ed una diversa metodologia
decisionale, più decentrata a favore del territorio. Una riforma mirata ad una
più incisiva promozione del sistema Paese, che vedrà la rete diplomatica avere
capacità gestionale, “con gli ambasciatori dotati di maggiore ‘skill
manageriale e sottoposti al giudizio sulle loro performance”.
Durante i lavori ci si è confrontati anche sul nuovo
servizio diplomatico europeo, all’interno del quale le diplomazie nazionali
“dovranno trovare nuove forme di collaborazione con le nuove istituzioni europee”
e dovranno “riaffermare i loro ruoli e dimostrare ai propri parlamenti e alle
opinioni pubbliche che vi è una differenza di funzioni con il SEAE e che vi
è motivo per mantenere servizi nazionali efficienti”.
Non ultimo, il nodo dei tagli alle risorse pubbliche.
Secondo Massolo “esistono alcune funzioni” della pubblica
amministrazione che "devono uscire dalla logica dei tagli trasversali che
trattano tutto il comparto statale alla stessa stregua". Perché "se
è vero che i tagli spingono all'efficienza, è vero che se spinti oltre un certo
limite impongono una riduzione delle azioni e delle ambizioni”.(www.esteri.it
/ Inform )